Silenzio-assenso sull’approvazione di un piano di lottizzazione

21 Gen 2026
21 Gennaio 2026

Il TAR Veneto ha escluso che si sia formata un’approvazione tacita di un Piano di lottizzazione, per decorrenza del termine perentorio di legge dalla sua adozione, nel caso in cui la delibera consiliare di adozione del PUA abbia espressamente subordinato e condizionato la successiva approvazione all’acquisizione del parere VAS. L’iter istruttorio deve considerarsi ancora in corso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Silenzio-inadempimento del Ministero della difesa

21 Gen 2026
21 Gennaio 2026

Il TAR Veneto ha accolto l’azione avverso il silenzio-inadempimento serbato dal Ministero della difesa in ordine alla richiesta di un soldato di riconoscimento di tutte le spettanze arretrate a seguito del riconoscimento come da decreto interministeriale del 14 dicembre 2021 dell’indennità supplementare ex art. 16 l. 78/1983 con maggiorazione del compenso incentivante ex art. 7 d.P.C.M. 13 aprile 1988, concernenti le sedi “disagiate”.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Piano di gestione delle acque e PGRA delle Alpi orientali

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

L’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi orientali ha diramato un avviso relativo alle procedure di consultazione e partecipazione pubblica del terzo aggiornamento del Piano di gestione delle acque del distretto delle Alpi Orientali e del secondo aggiornamento del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) del distretto delle Alpi orientali (pubblicato in G.U., Serie Generale n. 14 del 19.01.2026).

Nell’ambito delle attività di aggiornamento del Piano di gestione delle acque e dell’aggiornamento del PGRA del distretto delle Alpi orientali, previsti rispettivamente ai sensi dell’art. 117, co. 2-bis del codice dell’ambiente e dell’art. 12, co. 3 d.lgs. 49/2010, per ciascuno di detti Piani, è stato pubblicato il rispettivo documento di «Valutazione globale provvisoria dei principali problemi di gestione delle acque». I documenti sono depositati e disponibili per la consultazione (formato cartaceo e digitale) presso l’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali nei seguenti uffici:

 ufficio di Trento, piazza Vittoria n. 5 - Trento;

 ufficio di Venezia, Cannaregio 4314 - Venezia.

Detti documenti sono altresì consultabili e scaricabili dal sito https://distrettoalpiorientali.it.

Ai sensi dell’art. 66, co. 7 del codice dell’ambiente, entro sei mesi dalla data di pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale, chiunque può presentare le proprie osservazioni scritte via posta ordinaria all’Autorità di bacino, o tramite mail all’indirizzo segreteria@distrettoalpiorientali.it, oppure tramite PEC all’indirizzo alpiorientali@legalmail.it.

Post di Alberto Antico – avvocato

Piani attuativi e pareri della Soprintendenza

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il TAR Veneto precisa che, all’interno dell’iter amministrativo per l’approvazione di un piano attuativo, la Soprintendenza deve essere interpellata in due momenti diversi, e per due ragioni diverse:

  1. a) dopo la sua adozione, anche per silenzio-assenso, per valutare la compatibilitĂ  delle opere di urbanizzazione e delle altre infrastrutture connesse al PUA (parere obbligatorio ai sensi degli artt. 16 e 28 l. n. 1150/1942);
  2. b) prima degli interventi edilizi, ai fini della loro specifica valutazione (autorizzazione paesaggistica ex art. 146 d.lgs. n. 42/2004).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Osservazioni alla variante allo strumento urbanistico

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il TAR Veneto sottolinea che la scelta di permettere a “chiunque” di presentare osservazioni in sede di approvazione dello strumento urbanistico include in sé lo stesso Comune.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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IndennitĂ  di esproprio, diritti edificatori, perequazione

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in ipotesi di accordo riconducibile all’urbanistica compensativa, deve escludersi la possibilità di cumulo tra l’indennità di espropriazione, accettata dalla parte, e i diritti edificatori, dal momento che il loro riconoscimento finirebbe per tradursi in un’ingiustificata duplicazione dell’indennizzo, in contrasto con la logica compensativa: detti diritti possono essere riconosciuti soltanto in luogo dell’indennità di espropriazione.

ln caso di urbanistica perequativa, tra i proprietari di un determinato ambito territoriale vi è una distribuzione paritetica e proporzionale del vantaggio costituito dall’edificabilità, quanto dell’onere di contribuzione ai costi di riqualificazione, urbanizzazione e realizzazione di aree a servizi di pubblica utilità o verde, con la conseguenza che viene riconosciuto un valore edificatorio costante, indipendentemente dalla effettiva e specifica collocazione, all’interno di esso, dei fabbricati assentiti; collocazione che, stante appunto l’effetto distributivo-perequativo, risulta indifferente per i singoli proprietari, i cui terreni saranno comunque destinatari di una quota uguale di edificabilità.

Nell’ipotesi della compensazione urbanistica, anche definita perequazione compensativa, la P.A., a fronte della cessione gratuita dell’area oggetto di trasformazione pubblica, ovvero di imposizione su di essa di un vincolo assoluto di inedificabilità o preordinato all’esproprio, attribuisce al proprietario un indice di capacità edificatoria fruibile su un’altra area di proprietà pubblica o privata, non necessariamente contigua e suscettibile di successiva individuazione. La compensazione urbanistica – che può realizzarsi in diverse forme attuative – può fungere da strumento della pianificazione generale tradizionale (compensazione infrastrutturale), ovvero dipendere dall’esigenza di tenere indenne un proprietario al quale venga imposto un vincolo di facere o non facere per ragioni ambientali-paesaggistiche (compensazione ambientale).

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il vincolo culturale non si estende in automatico alle parti interne dell’edificio

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il vincolo di bene culturale apposto su un edificio perché parte di un complesso architettonico omogeneo ed unitario non può essere automaticamente esteso anche alle parti interne del fabbricato, allorché la P.A. non indichi alcun elemento concreto atto a giustificare ragionevolmente la sussistenza di un interesse culturale riferibile agli interni.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Alle concessioni di bene demaniale non si applica il codice appalti

20 Gen 2026
20 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la concessione di un bene demaniale, diversamente dalla concessione di lavori o di servizi, è un contratto attivo di valorizzazione o concessione di beni pubblici in senso patrimoniale, pertanto resta regolata dal diritto nazionale e non dal codice dei contratti pubblici.

I contratti attivi della P.A. restano regolati dal diritto nazionale (artt. 823 ss. c.c., codice della navigazione, d.lgs. 42/2004, ecc.), oltre che dal diritto dell’UE (principi dei Trattati: concorrenza, trasparenza, parità di trattamento e diritto derivato, in particolare la direttiva 2006/123/CE, cd. direttiva Bolkestein).

In particolare, non possono applicarsi ad una concessione di un bene demaniale l’art. 43 della direttiva 2014/23/UE, né l’art. 175 d.lgs. 50/2016 rubricato Modifica dei contratti [di concessione] durante il periodo di efficacia.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Modifiche prospettiche

19 Gen 2026
19 Gennaio 2026

Il TAR Veneto aderisce a quell’orientamento per cui la modifica dei prospetti costituisce di per sé indice di non lieve incidenza dell’intervento sul territorio, contribuendo a qualificarlo come ristrutturazione edilizia.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Serbatoi di capacitĂ  inferiore a 13 mc

19 Gen 2026
19 Gennaio 2026

Il TAR Veneto evidenzia che – ai sensi dell’art. 17 d.lgs. n. 128/2006 – i serbatoi e i depositi di gas liquefatti di capacità complessiva a 13 mc sono da qualificarsi come attività edilizia libera, sia ai fini urbanistici sia edilizi.

Inoltre, se realizzati in area sottoposta a vincolo paesaggistico ma nel sottosuolo, sono esentati dalla necessitĂ  di ottenere la previa autorizzazione ai sensi della voce A15 del d.P.R. n. 31/2017 (e lo stesso vale i pozzetti a raso emergenti non oltre i 40 cm dal suolo).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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