Il mutamento di destinazione d’uso, anche senza opere, giuridicamente rilevante (tra categorie funzionalmente autonome) influisce di per se stesso sul carico urbanistico
Il TAR ha esaminato il caso di un fabbricato ubicato in zona urbanistica “PD – Tessuto produttivo non ordinato”, nella quale in base al PI sono confermate le attività in svolgimento e/o svolte ed è ammesso il solo cambio di attività all’interno dei settori artigianale, industriale, commerciale alimentare, commerciale non alimentare, con esclusione della destinazione residenziale. È ammesso soltanto l’alloggio per il proprietario o per il personale di custodia in funzione dell’attività produttiva.
Il ricorrente aveva effettuato una articolata serie di interventi per realizzare appartamenti residenziali e pretendeva di poterlo fare.
Il TAR, però, ha ritenuto che tali interventi non possano considerarsi quali opere di modesta entità, trattandosi di interventi sussumibili ex art. 31 d.p.r. n. 380/2001 tra quelli “in totale difformità dal permesso di costruire”, ovvero “… che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile”.
Il cambio di destinazione d’uso posto in essere dalla ricorrente, con passaggio dalla categoria produttiva a quella residenziale, è giuridicamente rilevante e non può essere eseguito liberamente ma necessita del rilascio del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 23-ter, comma 1, e dell’art. 32, comma 1, lett. a) delDPR 380/2001, mai richiesto dalla ricorrente.
Il mutamento di destinazione d’uso, sia con che senza opere, giuridicamente rilevante, ossia quello tra categorie funzionalmente autonome dal punto divista urbanistico, influisce in via conseguenziale e automatica, sul carico urbanistico, senza necessità di ulteriori accertamenti in concreto, carico da intendersi come rapporto di proporzione quali-quantitativa tra insediamenti e standard per servizi di una determinata zona territoriale.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Mi pare che il problema non era il titolo o meno , ma l incompatibilità/ il contrasto del residenziale con la zona, visto che è ammesso solo residenziale collegato all’attività…e con vincolo di pertinenzialita’.
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