Come accade che un senatore americano scriva a uno studente italiano?

11 Lug 2014
11 Luglio 2014

Sono un docente di un liceo scientifico in provincia di Padova e insegno matematica e fisica da 15 anni a studenti dai 14 ai 19 anni: ho visto molti cambiamenti nel mondo della scuola, sempre peggiorativi nei confronti della qualità del sistema di istruzione a causa dei continui tagli alle risorse, dell’aumento smisurato del carico di lavoro e della crescente ( e inutile ) burocrazia. Eppure, nonostante i continui attacchi e la perdita di potere economico e sociale, assieme a tanti colleghi si continua a lavorare con dedizione e spirito di servizio garantendo una formazione solida e competitiva ai nostri studenti. La dimostrazione? Qualche giorno fa un mio studente è tornato dopo un’esperienza annuale all’estero tramite l’associazione internazionale “Intercultura”, precisamente negli Stati Uniti dove ha frequentato una scuola statale. Le sorprese? Al test di ingresso ha sbaragliato tutti i suoi coetanei americani e stupito i docenti che conseguentemente l’hanno inserito all’ultimo anno di corso pur non avendo l’età corrispondente. Durante l’anno scolastico, i suoi risultati sono stati eccellenti in tutte le discipline ma particolarmente in matematica e fisica ( dove ha ottenuto pure la lode ). Per la cronaca devo informare che non si tratta di un genio, ma di uno dei tanti studenti che istruiamo nei nostri Istituti Statali Italiani tramite un sistema di istruzione che secondo i vari ministri e sottosegretari succeduti nelle varie legislature sarebbe niente più di un ammortizzatore sociale, spreco di risorse e corporazione di lavoratori fannulloni e privilegiati. Eppure Francesco ( nome  inventato ) è arrivato al “top notch” dell’istruzione americana destando addirittura l’attenzione di un senatore: probabilmente in America si usa così, i senatori non solo sono attenti al mondo reale del loro Paese, ma se ne prendono cura. Dopo gli elogi iniziali e le congratulazioni di rito, il senatore infatti si congeda invitando Francesco a contattarlo per qualsiasi richiesta per il futuro. Non pretendo che i senatori italiani si informino sull’andamento scolastico degli studenti, ma mi aspetterei un po’ più di riconoscimento ed attenzione al mondo della scuola così tanto sacrificato in questi ultimi 15 anni di tagli e riduzioni. Purtroppo, la tendenza dell’attuale governo, come dei precedenti, è quella di tagliare ulteriormente le risorse all’istruzione tanto che risulta ormai difficile pensare a un futuro.

Ora Francesco è tornato nella sua classe, in una scuola senza mensa, senza spazi adeguati per lo studio, ma costipata di classi pollaio, dotata di poche attrezzature, soffocata dalla burocrazia e che sopravvive a stento con i contributi volontari delle famiglie: ma mi ha già confidato che l’università la farà negli Stati Uniti, dove se sei bravo e impegnato allora sei riconosciuto e valorizzato…e poi c’è sempre il senatore!

 Un docente italiano

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