Cosa significa in concreto che il parere tardivo della Soprintendenza sulla domanda di autorizzazione paesaggistica non è vincolante per il Comune?
L'art. 146, comma 9, d.lgs. n. 42 del 2004 stabilisce che:
"9. Decorsi inutilmente sessanta giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza che questi abbia reso il prescritto parere, l'amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione".
Quindi tale disposizione stabilisce che nel caso di silenzio da parte della Soprintendenza la responsabilità di decidere sulla autorizzazione paesaggistica passa al Comune.
La giurisprudenza ha chiarito che questa responsabilità spetta al Comune anche nel caso in cui la Soprintendenza emetta il parere in ritardo, oltre i 60 giorni.
Ma in quest'ultimo caso cosa significa in concreto che la responsabilità spetta al Comune? Il TAR ha chiarito che significa che il Comune non può adeguarsi supinamente al parere tardivo della Soprintendenza e, quindi, rilasciare o negare la autorizzazione paesaggistica solo perchè così ha detto (in ritardo) la Soprintendenza, ma deve in ogni caso motivare perchè si adegua o non si adegua al parere tardivo della Soprintendenza.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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