Quando c’è un concessione di servizio pubblico?
Il T.A.R. ricorda i presupposto giuridici che devono ricorrere affinché si possa configurare una concessione di servizio pubblico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda i presupposto giuridici che devono ricorrere affinché si possa configurare una concessione di servizio pubblico.
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Il T.A.R. Veneto afferma che la scelta comunale avente ad oggetto la dislocazione di una nuova sede farmaceutica deve prendere in considerazione soltanto le esigenze di assicurare la più ampia accessibilità al servizio farmaceutico da parte degli utenti e, conseguentemente, l’equa distribuzione sul territorio delle farmacie e non il c.d. criterio demografico.
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Il TAR Sardegna spiega le ragioni per le quali il diniego del condono edilizio non preceduto dal preavviso di diniego non è illegittimo per violazione dell'art. 10 bis, l. n. 241 del 1990.
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Il TAR Sardegna si occupa della problematica degli effetti della successione nel tempo degli strumenti urbanistici.
In particolare, la questione esaminata è se un piano particolareggiato approvato sotto il vigore del vecchio P.R.G. sopravviva nel caso in cui venga approvato un nuovo P.R.G. che non dica nulla sul vecchio piano particolareggiato.
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Il T.A.R. afferma che il Sindaco può legittimamente disporre la limitazione degli orari di apertura di un esercizio commercialo troppo rumoroso, in quanto l’interesse pubblico alla quiete prevale su quello privato di carattere economico-imprenditoriale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R., dopo aver ricordato i presupposti giuridico-fattuali che devono ricorrere per poter legittimamente istituire una nuova sede farmaceutica, conferma che spetta alla Giunta, e non al Consiglio comunale, deliberare la modifica della pianta organica
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il soccorso istruttorio è un istituto noto soprattutto in materia di appalti pubblici, ma in verità è di applicazione generale a tutti i procedimenti amministrativi, ai sensi dell'art. 6, comma 1, lett. b), della legge n. 241 del 1990.
Il TAR Sardegna si occupa della applicazione dell'istituto in un caso nel quale un comune era stato escluso da una procedura regionale per la concessione di finanziamenti per opere pubbliche perchè a) in un caso la documentazione era carente del documento di riconoscimento del R.U.P.; b) nell’altro caso mancavano il documento di riconoscimento del R.U.P. e il cronoprogramma.
Per quanto riguarda la materia degli appalti, si veda invece l'art. 38, comma 2-bis, del d.lgs. 163 del 2006, introdotto dall'articolo 39, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
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Il T.A.R. statuisce che soltanto ove si richieda un titolo edilizio in via ordinaria il Comune, in alcuni casi, può derogare alle proprie norme urbanistiche.
Al contrario, ove ciò avvenga in sanatoria, nessuna deroga è assentibile.
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Una sentenza del TAR Sardegna chiarisce quando una controversia riguardante un bene di uso civico spetta alla giurisdizione del giudice amministrativo e non a quella del Commissario Regionale Usi Civici.
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Il T.A.R. ricorda che la dislocazione di una sede farmaceutica è il risultato di una scelta discrezionale dell’ente.
Di conseguenza il limite dei 3.300 abitanti previsto dall'art. 11 D.L n. 1/2012 ha rilievo solo al fine di determinare il numero delle farmacie spettanti complessivamente al Comune, ma non si riferisce necessariamente al bacino di utenza del singolo esercizio farmaceutico.
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