Author Archive for: SanVittore

Cosa si può contestare nel caso di diniego della compatibilità paesaggistica?

20 Ago 2025
20 Agosto 2025

Il TAR Veneto risponde che è esclusa dalla contestazione la descrizione dello stato dei luoghi in sede di sopralluogo, mero preambolo del ragionamento giudico alla base del parere.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Via libera delle Sezioni Unite alla rinuncia abdicativa della proprietĂ  immobiliare

19 Ago 2025
19 Agosto 2025

Le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione hanno affermato che la rinuncia alla proprietà immobiliare è un atto unilaterale e non recettizio, la cui funzione tipica è soltanto quella di dismettere il diritto, in quanto modalità di esercizio e di attuazione della facoltà di disporre della cosa accordata dall’art. 832 c.c., realizzatrice dell’interesse patrimoniale del titolare protetto dalla relazione assoluta di attribuzione, producendosi ex lege l’effetto riflesso dell’acquisto dello Stato a titolo originario, in forza dell’art. 827 c.c., quale conseguenza della situazione di fatto della vacanza del bene. Ne discende che la rinuncia alla proprietà immobiliare espressa dal titolare “trova causa”, e quindi anche riscontro della meritevolezza dell’interesse perseguito, in sé stessa, e non nell’adesione di un “altro contraente”.

Allorché la rinuncia alla proprietà immobiliare, atto di esercizio del potere di disposizione patrimoniale del proprietario funzionalmente diretto alla perdita del diritto, appaia, non di meno, animata da un “fine egoistico”, non può comprendersi tra i possibili margini di intervento del giudice un rilievo di nullità virtuale per contrasto con il precetto dell’art. 42, co. 2 Cost., o di nullità per illiceità della causa o del motivo. Ciò sia perché le limitazioni della proprietà, preordinate ad assicurarne la funzione sociale, devono essere stabilite dal legislatore; sia perché non può ricavarsi dall’art. 42, co. 2 Cost., un dovere di essere e di restare proprietario per “motivi di interesse generale”. Inoltre, esprimendo la rinuncia abdicativa alla proprietà di un immobile essenzialmente l’interesse negativo del proprietario a disfarsi delle titolarità del bene, non è configurabile un abuso di tale atto di esercizio della facoltà dominicale di disposizione diretto a concretizzare un interesse positivo diverso da quello che ne giustifica il riconoscimento e a raggiungere un risultato economico non meritato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’accesso civico generalizzato

19 Ago 2025
19 Agosto 2025

Pubblichiamo una nota del Dott. Riccardo Renzi sull'accesso civico generalizzato: uno strumento per la trasparenza senza limiti temporali né esigenze di motivazione.

italia-ius-Accesso civico generalizzato

Profili di incompatibilitĂ  e conflitto di interessi tra funzioni pubbliche e incarichi sindacali RSU

18 Ago 2025
18 Agosto 2025

Pubblichiamo una nota del Dott. Riccardo Renzi sui profili di incompatibilità e conflitto di interessi tra funzioni pubbliche e incarichi sindacali RSU: analisi giuridica alla luce dell’art. 53, comma 1-bis d.lgs. 165/2001 e del D.P.R. 62/2013.

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Interruzione del processo amministrativo per fallimento di una parte

13 Ago 2025
13 Agosto 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in caso di interruzione del processo determinata dall’apertura del fallimento ai sensi dell’art. 43 r.d. 267/1942 (precedente legge fallimentare), il termine trimestrale per la prosecuzione ad opera del curatore fallimentare decorre non solo dalla comunicazione della dichiarazione giudiziale di interruzione, ma anche da qualsiasi ulteriore fatto idoneo a comprovare con certezza la previa conoscenza dell’evento interruttivo, mediante dichiarazione, notificazione o certificazione (nella specie, si è ritenuto che decorra dalla data della domanda al giudice delegato di autorizzazione a costituirsi nel giudizio).

Al processo amministrativo non si applica l’art. 143, co. 3 d.lgs. 14/2019 (codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), il quale fa decorrere il termine per la riassunzione «da quando l’interruzione viene dichiarata dal giudice», bensì opera la disposizione speciale contenuta nell’art. 80, co. 3 c.p.a. che mira a disciplinare uniformemente la ripresa del processo a seguito di qualunque evento interruttivo, ivi incluso il fallimento di una parte.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Demolizione e avvio del procedimento

12 Ago 2025
12 Agosto 2025

Il TAR Veneto ricorda che l’ordinanza di demolizione non necessita di apposita comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di provvedimento vincolato che non richiede una valutazione dell’interesse pubblico da parte dell’Amministrazione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Rapporti tra ordinanza di demolizione e istanza di sanatoria

12 Ago 2025
12 Agosto 2025

Il TAR Veneto, in quest’occasione, ha fatto leva su quell’orientamento che ritiene inefficace l’ordinanza di demolizione una volta che sia stata presentata istanza di sanatoria, per dichiarare inammissibile il ricorso contro il provvedimento sanzionatorio (trattavasi di inammissibilità in quanto la richiesta ex art. 36 T.U. Edilizia era già stata presentata al momento di notifica del ricorso).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Interruzione della prescrizione a seguito del riconoscimento del debito

12 Ago 2025
12 Agosto 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che è idoneo ad interrompere la prescrizione il riconoscimento di un debito: esso non ha natura negoziale, ma costituisce un atto giuridico in senso stretto di carattere non recettizio, che non richiede in chi lo compie una specifica intenzione ricognitiva, occorrendo solo che esso rechi, anche implicitamente, la manifestazione della consapevolezza dell’esistenza del debito e riveli il carattere della volontarietà.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Durata dell’autorizzazione paesaggistica

11 Ago 2025
11 Agosto 2025

Il TAR Veneto sottolinea la decadenza dell’autorizzazione paesaggistica se i relativi lavori non vengono iniziati entro cinque anni dal suo rilascio.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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La differenza tra SCIA priva di requisiti e opere eseguite previa SCIA nel caso, però, in cui servisse un diverso titolo abilitativo

11 Ago 2025
11 Agosto 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che laddove il controllo sul titolo edilizio, lato sensu inteso, si risolva nell’accertamento di uno “sconfinamento” dal perimetro definitorio dello stesso, l’opera/attività non può che esserne considerata priva: si pensi agli interventi non destinati a soddisfare esigenze temporanee e contingenti, realizzati presentando una semplice CIL ex art. 6, co. 1, lett. e-bis d.P.R. 380/2001, ovvero all’utilizzo di una CILA ex art. 6-bis d.P.R. cit. per interventi che risultino invece riconducibili a SCIA.

Per quanto la distinzione non sia affatto agevole, al fine di non trasformare il richiamo all’art. 27 d.P.R. cit. nel grimaldello attraverso il quale consentire l’effettuazione dei controlli sui titoli sine die, in sostanziale dispregio finanche delle più recenti previsioni nel senso della inefficacia degli atti adottati tardivamente (cfr. art. 2, co. 8-bis l. 241/1990), occorre valutare caso per caso se la P.A. ha effettuato una diversa operazione ermeneutica, ad esempio del regime urbanistico di zona, ovvero, appunto, ha ritenuto travalicato radicalmente il perimetro definitorio dell’intervento riconducibile ad un determinato titolo di legittimazione, sì da rendere quest’ultimo tamquam non esset.

Solo in questi casi, la P.A. potrà agire direttamente “in vigilanza”. Negli altri, la mancanza dei presupposti o delle condizioni di utilizzo della SCIA deve essere verificata entro 60 o 30 giorni, con obbligo di intervento di tipo sospensivo o inibitorio; ovvero, allo spirare di tale ristretto termine, negli ulteriori 12 mesi, ma purché sussistano i presupposti di cui all’art. 21-novies l. 241/1990.

L’inesauribile potere/dovere di vigilanza sul territorio attribuito ai comuni dall’art. 27 d.P.R. 380/2001 consente dunque di verificare in ogni momento la correttezza dei titoli, ma non di caducarli al di fuori dei presupposti di cui al già ricordato art. 21-novies l. 241/1990. Il tutto, evidentemente, ferme le responsabilità connesse all’adozione o, in caso di SCIA, alla mancata effettuazione dei controlli nel termine ordinario di 30 o 60 giorni e al mancato annullamento del provvedimento illegittimo (cfr. art. 21-nonies, co. 1, ultimo periodo l. 241/1990).

Post di Alberto Antico – avvocato

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