Acquisizione sanante e poteri del Consiglio comunale
Il T.A.R. si sofferma sull’acquisizione sanante prevista dall’art. 42 bis del T.U. espropri e suoi poteri del Consiglio comunale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sull’acquisizione sanante prevista dall’art. 42 bis del T.U. espropri e suoi poteri del Consiglio comunale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ricorda che, nel caso di impugnazione di strumenti urbanistici che non riguardano direttamente la proprietà del privato, la vicinitas non è di per sé sola sufficiente a supportare l’interesse a ricorrere: il soggetto deve anche portare la prova di un pregiudizio concreto e specifico derivante dalla pianificazione, che sia diverso dalla presunta lesione del generale interesse a un ordinato assetto del territorio.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ricorda che il privato che ha già ottenuto in via giudiziale l’annullamento di un titolo edilizio del terzo è soggetto che ha diritto ad essere informato se e quando il Comune adotta un nuovo provvedimento, in quanto egli ha interesse a che la decisione del Giudice venga correttamente ottemperata.
Peraltro, l’annullamento per violazione dell’art. 7 l. n. 241/1990 comporta la regressione del procedimento amministrativo alla fase iniziale, rimanendo intatto il potere dell’Amministrazione di decidere sul contenuto del provvedimento.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto si sofferma su quali siano le conseguenze processuali della fusione per incorporazione tra due società: secondo il Giudice, non si ha estinzione della società incorporata, e pertanto non vi è alcuna conseguenza interruttiva del processo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ricorda che il termine ultimo per il pagamento degli oneri concessori è il sessantesimo giorno successivo all’ultimazione della costruzione, e solo dopo quest’ultimo può essere attivata la procedura di riscossione coattiva.
È quindi irrilevante il termine di scadenza del titolo edilizio.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ribadisce questo principio, dichiarando conseguentemente inammissibile un ricorso presentato avverso una nota avente tale contenuto. Le possibili, eventuali conseguenze negative derivanti dal mancato adempimento alla richiesta contenuta nell’atto amministrativo non possono da sole supportare l’attuale interesse a ricorrere.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ricorda che la motivazione del diniego di un’istanza di condono deve essere calibrata in base al luogo in cui si trova l’immobile da condonare (meno approfondita per un immobile sito in un centro storico-monumentale, di più per altre zone), e pertanto quella che potrebbe essere considerata una motivazione sufficiente per un luogo, potrebbe non esserlo per un altro. Inoltre, l’avvenuto condono di un immobile e il rigetto di quello accanto deve essere adeguatamente giustificata, specie se non sussistono differenze sostanziali tra i due manufatti.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il Consiglio di Stato ricorda quali sono i principii in materia di vincolo boschivo, come indicato dall’art. 142, co. 1, lett. g) d.lgs. n. 42/2004.
In primo luogo, il Giudice Amministrativo ricorda che la nozione di bosco è definita in via legislativa, dapprima dall’art. 2 d.lgs. n. 227/2001 (ora abrogato, ma a cui fa ancora riferimento il Codice dei Beni Culturali), ed ora dagli artt. 3 e 4 d.lgs. n. 34/2018; peraltro, secondo la giurisprudenza, tale nozione normativa deve essere contemperata con una nozione sostanziale in funzione dell’applicazione del relativo vincolo paesaggistico, che altrimenti sarebbe manifestamente illogico.
Tale vincolo sussiste peraltro ex lege, e pertanto può essere modificato (in estensione o in riduzione) solamente dalle Regioni in forza della propria potestà concorrente: mentre gli strumenti comunali non possono modificare il vincolo boschivo.
Peraltro, l’apposizione del citato vincolo ha funzione certativa, ed opera ex tunc; tale apposizione, in quanto discrezionale, può essere contestata solo per vizi di manifesta illogicità e irragionevolezza.
Ringraziamo sentitamente Daniele Iselle del Comune di Verona per la segnalazione della decisione.
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
Pubblicata in G.U. la legge 11 settembre 2020, n. 120, di conversione con modifiche del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, qui in allegato pdf.
Tra le altre, particolarmente importanti le novità introdotte dagli artt. 49 e 49 bis del decreto, con disposizioni che novellano il Codice della Strada.
Tra le più rilevanti segnaliamo le nuove classificazioni stradali, come le strade urbane ciclabili, la corsia ciclabile, la corsia per doppio senso ciclabile e la zona scolastica.
I Sindaci potranno assegnare poteri di prevenzione e accertamento delle infrazioni ai dipendenti delle municipalizzate e ai dipendenti delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia delle strade.
Gli autovelox potranno essere installati anche nelle strade urbane e su specifici tratti delle stesse, previo provvedimento del Prefetto.
Da segnalare, inoltre, la proroga della scadenza del termine delle revisioni.
Post di Diego Giraldo – avvocato
Il TAR Veneto ribadisce che lo scomputo del valore delle opere di urbanizzazione non costituisce un diritto del privato rispetto alla P.A., ma una mera possibilità: occorre sempre quindi un atto di assenso da parte dell’Ente pubblico. Nel caso tale assenso allo scomputo o alla compensazione con gli oneri concessori non vi sia, il privato è tenuto a pagarli per l’intero.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Commenti recenti