Sul canone dovuto per l’occupazione della strada
Il T.A.R. si sofferma sulla portata applicativa dell’art. 27 del d.lgs. n. 285/1992 rubricato “Formalità per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sulla portata applicativa dell’art. 27 del d.lgs. n. 285/1992 rubricato “Formalità per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Piemonte, in materia di oggetto sociale degli operatori economici che partecipano ad una procedura ad evidenza pubblica, ha dichiarato che è necessario considerare in modo globale e complessivo l’oggetto della gara e le prestazioni ivi richieste. Dunque, la richiesta di effettuare lavori di ristrutturazione e sistemazione degli impianti quale prestazione secondaria non implica l’obbligo di avere un oggetto sociale attinente anche a tale prestazione, e pertanto non costituisce di per sé ipotesi di illegittimità dell’aggiudicazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il T.A.R. Brescia ricorda che il concetto di ristrutturazione edilizia attualmente previsto dall’art. 3 del T.U. edilizia si applica anche alle strutture che possono definirsi meri ruderi, purché la loro consistenza originaria possa essere documentalmente provata.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto ricorda che il bando non può prevedere cause di esclusione non previste dalla legge e che, nel dubbio, le stesse devono essere intesi come non escludenti. Nella medesima sentenza il Collegio afferma che l’utile di gara può essere minino, ma non pari a zero.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che l’obbligo di provvedere in capo alla P.A. che, se violato, legittima il privato ad esperire l’azione ex art. 31 e 117 c.p.a. può desumersi non solo da una specifica norma di legge, ma anche dai principi generali, laddove emergano specifiche ragioni di giustizia ed equità che impongano l’adozione di un provvedimento espresso.
Nel caso di specie, a partire dall’art. 9 l. 99/2009, il Consiglio ha dedotto l’obbligo in capo all’Amministrazione di disporre la revoca sanzionatoria del commissario liquidatore che non abbia assicurato la conclusione della procedura di liquidazione coatta amministrativa dei consorzi agrari.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Piemonte afferma che il procedimento previsto dall’art. 8 d.P.R. n. 160/2010 per le varianti semplificate SUAP ha carattere eccezionale e derogatorio rispetto alla disciplina generale, e pertanto, qualora esista apposita normativa regionale, si applica esclusivamente quest’ultima, non lasciando dunque spazio alla conferenza di servizi generalmente applicabile.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Piemonte ha di recente ribadito che la disciplina codicistica è applicabile solo in via residuale rispetto a quella urbanistico-edilizia comunale, qualora quest’ultima non abbia previsto una disciplina puntuale in materia.
Infatti, ha sottolineato il TAR, il rinvio alla normativa comunale contenuto nell’art. 873 c.c. non è limitato solo alla disciplina delle distanze, ma all’intero complesso di norme e principii generali, incluso quello di prevenzione. Pertanto, qualora la norma comunale non preveda la possibilità di costruire in appoggio o in aderenza, ovvero preveda una disciplina più restrittiva di quella codicistica in materia di costruzione in aderenza, il principio di prevenzione non può essere invocato dal privato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Sardegna ha offerto principi utili in materia: in particolare, tale diritto non può comportare in capo alla P.A. un obbligo di facere, che esula completamente dal concetto di accesso configurato dalla legge, ma soltanto un pati, ossia lasciare prendere visione, se del caso correlato ad un facere meramente strumentale, cioè a quel minimo di attività materiale che occorre per estrarre i documenti indicati dal richiedente e metterli a sua disposizione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. ricorda i limiti che incontra il Giudice Amministrativo nel sindacare i giudizi che sono frutto di discrezionalità tecnica.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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