Diniego di sanatoria e successiva ordinanza di demolizione

23 Gen 2025
23 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che il privato che abbia prestato acquiescenza al rigetto dell’istanza di sanatoria del proprio abuso edilizio decade dalla possibilità di rimettere in discussione le ragioni del diniego in sede di impugnazione dell’ordine di demolizione, poiché rispetto a quest’ultimo il diniego di sanatoria si configura come atto presupposto, ormai inoppugnabile.

Di conseguenza, allorquando è emesso un diniego di condono, il Comune deve emanare senz’altro il conseguente ordine di demolizione, che costituisce atto dovuto, essendo irrilevante verificare se le opere siano conformi allo strumento urbanistico e non rilevando neppure la regola della cd. doppia conformità, proprio perché vi è una ragione dirimente e decisiva per disporre la rimozione dell’area di quanto è stato illecitamente realizzato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Albo nazionale delle attivitĂ  commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici, tipizzati sotto il profilo storico-culturale o commerciale

22 Gen 2025
22 Gennaio 2025

Con il d.lgs. 27 dicembre 2024, n. 219 (pubblicato in G.U., Serie Generale n. 12 del 16.01.2025), che entrerà in vigore il 31.01.2025, è stata approvata la costituzione dell’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici, tipizzati sotto il profilo storico-culturale o commerciale, ai fini della valorizzazione turistica e commerciale di dette attività.

Il decreto è disponibile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/01/16/25G00002/sg.

Si segnala che, ai sensi dell’art. 3, co. 1 d.lgs. cit., i Comuni, le Unioni di Comuni, le Città metropolitane, le Province, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono costituire propri albi delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e, ove previsto dalle norme regionali o locali, degli esercizi pubblici storici, insistenti nel proprio territorio, nei quali sono elencate le attività esistenti da almeno 50 anni o altro periodo già stabilito dalle normative regionali, che siano connotati da un particolare interesse merceologico o culturale o storico o artistico o turistico ovvero legato alle tradizioni locali, anche in connessione con le aree in cui sono insediati. In sede di prima applicazione, i soggetti iscritti ad albi già esistenti delle attività commerciali, delle botteghe artigiane degli esercizi pubblici storici sono iscritti di diritto agli albi di cui al decreto in parola, anche se non in possesso dei requisiti testé esposti.

ost di Alberto Antico – avvocato

La dichiarazione di interesse culturale

22 Gen 2025
22 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che la valutazione circa l’interesse culturale di un bene è caratterizzata da un’ampia discrezionalità tecnico-valutativa, poiché implica l’applicazione di cognizioni tecnico-scientifiche specialistiche proprie di settori scientifici disciplinari (della storia, dell’arte e dell’architettura) caratterizzati da ampi margini di opinabilità ed è sindacabile in sede giudiziale esclusivamente sotto i profili della logicità, coerenza e completezza della valutazione, considerati anche per l’aspetto concernente la correttezza del criterio tecnico e del procedimento applicativo prescelto, ma fermo restando il limite della relatività delle valutazioni scientifiche. Tale scrutinio va effettuato sulla base della motivazione che esprime le ragioni del provvedimento assunto dall’Amministrazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La dichiarazione di interesse culturale e il principio “tempus regit actum”

22 Gen 2025
22 Gennaio 2025

Il TAR Veneto, in una fattispecie in cui il ricorrente censurava una dichiarazione di interesse culturale ed il rigetto del ricorso gerarchico proposto avverso la stessa, ha affermato che ai fini dello scrutinio di legittimità degli atti avversati deve essere presa in esame la disciplina vigente ratione temporis, ovvero quella in vigore alla data della loro adozione e non può assumere alcun rilievo una normativa sopravvenuta.

Resta peraltro fermo che in virtù del medesimo principio tempus regit actum, che preclude l’applicazione della nuova normativa ad atti antecedenti alla sua entrata in vigore, la riedizione del potere a seguito dell’eventuale annullamento giurisdizionale degli atti non potrà non considerare la normativa vigente alla data del suo esercizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Dichiarazione di interesse culturale e sindacato giurisdizionale

22 Gen 2025
22 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha ricordato che il giudizio che fonda la dichiarazione di interesse culturale è connotato da ampia discrezionalità tecnico-valutativa, con un apprezzamento da parte della P.A. soggetto al controllo di legittimità solo entro i limiti del difetto di motivazione e di istruttoria, del palese travisamento dei fatti, dell’illogicità o della manifesta irrazionalità.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La dichiarazione di interesse culturale e l’autorizzazione paesaggistica

22 Gen 2025
22 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha offerto utili principi in materia di dichiarazione di interesse culturale, rimarcandone anche la differenza con l’autorizzazione paesaggistica.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Intervento sine titulo su un bene culturale

22 Gen 2025
22 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 160 d.lgs 42/2004 non prevede l’emanazione dell’ordine di reintegrazione per qualsiasi intervento realizzato senza autorizzazione sui beni oggetto di vincolo, ma solo per quegli interventi a seguito dei quali il bene culturale subisca un danno.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Rilevanza di un corpo scale

21 Gen 2025
21 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che un corpo scale costituito da un corpo chiuso nella parte inferiore, necessario per consentire l’accesso all’unità abitativa, posta a cm 85 dal piano di campagna, comportante un ingombro di cm 140 x 320 deve essere considerato una nuova costruzione, soggetta al rispetto dei parametri urbanistici (volume, superficie coperta e distanze legali).

Post di Alberto Antico – avvocato

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Tamponamenti per ragioni di efficientamento energetico

21 Gen 2025
21 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 2 l.r. Veneto 21/1996, a proposito della modalità di calcolo delle volumetrie edilizie, dei rapporti di copertura, delle altezze e delle distanze limitatamente ai casi di aumento degli spessori dei tamponamenti perimetrali e orizzontali, per il perseguimento di maggiori livelli di coibentazione termo-acustica o di inerzia termica.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Manufatti precari e titoli edilizi

21 Gen 2025
21 Gennaio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che la precarietà dell’opera, che esonera dall’obbligo del possesso del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 3, co. 1, lett. e.5 d.P.R. 380/2001, postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze (non eccezionali e contingenti, ma) permanenti nel tempo. Non possono, infatti, essere considerati manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati a un’utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l’alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.

Post di Alberto Antico – avvocato

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