Il TAR Veneto ha affermato che è sempre possibile impugnare, congiuntamente al provvedimento conclusivo del procedimento, gli atti allo stesso presupposti, onde far valere in via derivata i vizi che il primo eredita dai secondi; l’inammissibilità risulterebbe riscontrata solamente allorché l’atto endoprocedimentale venga impugnato da solo, senza cioè che l’impugnazione venga estesa anche al provvedimento conclusivo del procedimento.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che il termine di impugnazione per gli atti endoprocedimentali presupposti decorre dal momento della adozione del provvedimento conclusivo del procedimento.
Post di Alberto Antico – avvocato
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L’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ha approvato la delibera n. 552 del 06.11.2024 recante modifiche al regolamento in materia di pareri di precontenzioso di cui all’art. 220 d.lgs. 36/2023, adottato con delibera del Consiglio dell’Autorità n. 267 del 20.06.2023.
Il testo della delibera ANAC n. 522/2024, nonché il testo coordinato del regolamento a seguito delle modifiche, sono disponibili al seguente link: https://www.anticorruzione.it/-/del.552.2024.
Il TAR Veneto ha affermato che l’installazione degli impianti fotovoltaici (anche con moduli a terra) in aree considerate idonee ex lege deve considerarsi sempre consentita, senza che possano rilevare limitazioni o restrizioni imposte da normative regionali, previgenti o successive all’entrata in vigore della disciplina nazionale.
Di fronte al virtuale contrasto con la norma regionale per cui, allorché si tratti di impianto fotovoltaico con moduli posizionati a terra, occorre la produzione, da parte dell’istante, degli atti di asservimento di terreni agricoli trascritti nei registri immobiliari, ai sensi dall’art. 4, co. 2 l.r. Veneto 17/2022, il TAR ha chiarito che risulta possibile una lettura integrata della normativa statale e quella regionale tale per cui i criteri introdotti dall’art. 4 l.r. cit. varranno esclusivamente nelle aree agricole diverse da quelle qualificate dal legislatore statale come “aree idonee di diritto”.
Si segnala che la fattispecie esaminata dal TAR era antecedente al d.lgs. 190/2024, che ha riscritto il regime autorizzatorio degli impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione di questo istituto.
L’asservimento coattivo è la costituzione forzosa di un diritto reale, a favore della collettività, su di un’area privata attraverso la quale viene limitato l’esercizio del diritto di proprietà da parte del suo legittimo proprietario. Tale diritto è frequentemente riferito alla posa in opera di condotte fognarie e di acquedotto e alla loro manutenzione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, il ricorrente impugnava un diniego di condono, lamentando il comportamento contraddittorio del Comune che, nelle more della pratica, aveva autorizzato l’esercizio di un’attività d’impresa all’interno dell’immobile oggetto di mutamento d’uso e avrebbe sempre incassato la TARI e l’IRAP sul reddito prodotto. Il ricorrente aveva investito nell’attività, ritenendo impossibile che l’istanza di condono potesse essere rigettata, essendo nota la situazione di fatto dei luoghi al Comune, che aveva protratto l’attività istruttoria per sei anni, con numerosi incontri tra i tecnici.
Il TAR Veneto ha discordato.
La premessa per il regolare svolgimento dell’attività imprenditoriale in parola è la disponibilità di un immobile realizzato nel rispetto della disciplina urbanistico-edilizia.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 59, co. 5-bis d.lgs. 50/2016, cd. secondo codice appalti, secondo cui “per le prestazioni a corpo il prezzo offerto rimane fisso e non può variare in aumento o diminuzione, secondo la qualità e la quantità effettiva dei lavori eseguiti”.
Nei casi in cui il corrispettivo sia stato determinato a corpo e non a misura, la variazione delle lavorazioni non ha riflessi sulla regolamentazione economica, in quanto l’operatore si fa integralmente carico delle migliorie apportate facendole rientrare nel prezzo offerto.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che il ricorso per motivi aggiunti può essere proposto anche per far valere in via derivata, avverso i provvedimenti sopravvenuti rispetto a quelli impugnati con il ricorso principale, i motivi sollevati con quest’ultimo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. ricorda come avviene il riparto di giurisdizione tra il Giudice Amministrativo (G.A.) ed il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (T.S.A.P.).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che la cd. vicinitas, cioè la situazione di stabile collegamento giuridico con il terreno oggetto dell’intervento costruttivo autorizzato, appare sufficiente a radicare la legittimazione del confinante; non è necessario accertare, in concreto, se i lavori assentiti dall’atto impugnato comportino o no un effettivo pregiudizio per il soggetto che propone l'impugnazione; la realizzazione di consistenti interventi che comportano una rilevante e notevole alterazione del preesistente assetto urbanistico ed edilizio deve ritenersi pregiudizievole in re ipsa, in quanto il nocumento è conseguente alla minore qualità panoramica, ambientale, paesaggistica, ovvero alla possibile diminuzione di valore dell'immobile.
Post di Alberto Antico – avvocato
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