Natura di acqua pubblica o no di una roggia

21 Nov 2024
21 Novembre 2024

Il TAR Veneto sottolinea che possono essere qualificati come “acque pubbliche” solo i fiumi e i torrenti, ovvero quelle rogge iscritte negli Elenchi delle Acque Pubbliche; il trasferimento delle competenze dalla Regione ai Consorzi di Bonifica relativamente ad una roggia non è sufficiente a qualificarla come acqua pubblica.

Ne consegue che ad una roggia “non pubblica” non è applicabile né il vincolo idraulico di cui al r.d. n. 523/1904 né il vincolo paesaggistico come esteso dal cd. decreto Galasso.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Se ogni anno il Comune e il concessionario balneare discutono sull’installazione di un chiosco in spiaggia…

21 Nov 2024
21 Novembre 2024

Nel caso di specie, il concessionario balneare impugnava il provvedimento del Comune che dichiarava inefficace la CIL per l’installazione di un chiosco in spiaggia.

Il Comune eccepiva l’improcedibilità del ricorso, dato che al termine della stagione estiva il chiosco era stato smontato.

Il TAR Veneto ha respinto l’eccezione.

La vicenda tra le Parti di quel particolare giudizio si ripresenta ciclicamente ogni anno e, comunque, vi è un palese ed evidente interesse da parte del concessionario a una pronuncia sulla legittimità dell’azione amministrativa posta in essere dal Comune con riguardo alla sua attività edilizia libera (pur temperata con necessità di “previa comunicazione di avvio dei lavori”, come dispone, specificamente per le “opere stagionali”, l’ultima parte dell’art. 6, co. 1, lett. e-bis d.P.R. 380/2001, attualmente vigente, dal 2020), condizionante quella imprenditoriale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Bretella stradale lungo l’argine di un fiume: quale giurisdizione?

21 Nov 2024
21 Novembre 2024

Il TAR Veneto ha affermato che spetta al TSAP conoscere dell’impugnazione di una variante al P.I. comunale e di un decreto provinciale di approvazione del progetto definitivo di un’opera pubblica, entrambi volti a realizzare una bretella stradale lungo l’argine di un fiume.

Anche se gli atti censurati riguardano, in via principale, un’opera viaria (bretella stradale), l’intervento è localizzato sull’argine esterno di un fiume e, almeno in parte, in area fluviale; inoltre, il progetto prevede alcuni interventi diretti sulle acque pubbliche, cioè la traslazione del corso d’acqua per consentire la realizzazione di una rotatoria, nonché lo spostamento, il rifacimento e il potenziamento dell’attuale idrovora, sostituita da due pompe più potenti, servite da un generatore di corrente elettrica.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le fognature sono opere di urbanizzazione primaria

21 Nov 2024
21 Novembre 2024

Il TAR Veneto ha ritenuto corretta la qualificazione della fognatura come opera di urbanizzazione primaria, di interesse generale per la collettività, la cui realizzazione, similmente a quanto accade per altri interventi di stampo pubblicistico, è essenziale per le fondamentali esigenze della collettività.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Concessioni di demanio idrico e false dichiarazioni del privato

21 Nov 2024
21 Novembre 2024

Il TAR Catania ha affermato che è legittimo il provvedimento di revoca della proposta di aggiudicazione della gara per l’affidamento in concessione di beni immobili appartenenti al demanio idrico dello Stato ai sensi del d.P.R. 296/2005, qualora il concorrente abbia presentato una falsa dichiarazione in merito alla insussistenza di condanne penali, requisito espressamente previsto nella lex specialis, essendo, al contrario, risultato a suo carico un decreto penale di condanna. In tale ipotesi, la stazione appaltante non è tenuta ad alcuna valutazione in concreto sui riflessi della violazione degli obblighi dichiarativi sul giudizio di affidabilità, venendo in rilievo un mero atto intermedio del procedimento di gara la cui eventuale revoca non richiede una approfondita comparazione tra l’interesse pubblico e quello privato ma, piuttosto, una valutazione in termini di mera opportunità e convenienza.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Principi utili in materia di indennità paesaggistica

20 Nov 2024
20 Novembre 2024

Li ha posti il TAR Palermo.

L’indennità paesaggistica disciplinata dall’art. 167 d.lgs. 42/2004 va ascritta alla categoria delle sanzioni amministrative ripristinatorie e non afflittive e, pertanto, ad essa non si applica la l. 689/1981, ivi compreso il termine di decadenza di 90 giorni previsto dall’art. 14 l. cit.

L’indennità paesaggistica in parola si prescrive nel termine di 5 anni ai sensi dell’art. 2947 c.c. ed il dies a quo deve essere individuato nella data di adozione della sanatoria edilizia rilasciata in base al parere favorevole della Soprintendenza, poiché in quel momento sorge il diritto per la P.A. di riscuotere le somme dovute per le violazioni dichiarate e riscontrate nel procedimento. Viceversa, non rileva la data di notifica del provvedimento di sanatoria, in quanto quest’ultimo non ha natura recettizia e dispiega i propri effetti dal momento in cui si è perfezionata la sua adozione, a prescindere dal fatto che il destinatario ne abbia effettiva conoscenza.

Al termine di prescrizione surriferito si applica la sospensione nel periodo dal 23.02.2020 al 15.04.2020, ai sensi dell’art. 103 d.l. 18/2020 come convertito dalla l. 27/2020 (emergenza epidemiologica da Covid-19).

Il procedimento di quantificazione e applicazione dell’indennità paesaggistica costituisce un sub-procedimento di quello rivolto ad ottenere il nulla osta paesaggistico ai fini del perfezionamento della sanatoria edilizia, poiché il pagamento dell’indennità è presupposto essenziale e necessario per il conseguimento del titolo richiesto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Abuso su area demaniale

20 Nov 2024
20 Novembre 2024

Il T.A.R. ricorda che la realizzazione di un’opera abusiva su area demaniale comporta come l’obbligo di demolire la costruzione illegittima.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Opera provvisoria ed area demaniale

20 Nov 2024
20 Novembre 2024

Il T.A.R. Veneto ricorda che le opere costruire senza titolo su area demaniale, anche se a carattere provvisorio, devono essere demolite nel rispetto della procedura prevista dall’art. 35 del T.U. edilizia.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Tipologie di allevamento

20 Nov 2024
20 Novembre 2024

Il TAR Veneto sottolinea le diverse tipologie di allevamento (intensivo, aziendale e “piccolo allevamento familiare”), da cui discendono diverse fasce di rispetto. E in particolare:

- l’allevamento intensivo deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa regionale in materia (per la precisione, la d.G.R.V. n. 856/2012);

- il “piccolo allevamento familiare” prevede un limite massimo di quattro animali (elemento quantitativo) e una finalità di mero autoconsumo (elemento qualitativo), requisiti che devono entrambi coesistere.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Fasce di rispetto degli allevamenti illegittimi

20 Nov 2024
20 Novembre 2024

Il TAR Veneto sottolinea che un allevamento può creare la propria relativa fascia di rispetto solo se è legittimo.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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