Il TAR Veneto ricorda che la giurisdizione in materia di penali previste nei contratti di evidenza pubblica è affidata al Giudice Ordinario, trattandosi di questione che attiene alla fase di esecuzione del contratto, e l’oggetto non è la valutazione di legittimità di un provvedimento amministrativo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che nella concessione di opere pubbliche il concessionario non viene retribuito dalla P.A. concedente mediante il versamento di un corrispettivo, ma attraverso il riconoscimento del diritto di gestione dell’opera per un certo periodo di tempo assumendo così l’alea della scarsa redditività dell’opera e dell’incremento dei costi di realizzazione.
Deve infatti essere garantita l’allocazione del cd. rischio operativo, legato alla costruzione ed alla gestione dell’opera, in capo al concessionario. Il rapporto tra concedente e concessionario e la definizione delle modalità attraverso cui si attua la traslazione del rischio di costruzione in capo al concessionario sono segnati dalla convenzione.
Il piano economico finanziario è lo strumento che definisce l’equilibrio economico-finanziario della convenzione, sulla base dei costi ammessi e dei ricavi previsti a fini regolatori.
Le spese ammissibili a finanziamento sono specificate nel piano economico-finanziario e, dunque, una volta definite – peraltro su proposta dello stesso concessionario - non sono modificabili se non nei limiti previsti dalla convenzione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato chein virtù del fondamentale principio della domanda, il sindacato giurisdizionale può essere attivato soltanto a iniziativa del soggetto che si ritiene leso. Il processo amministrativo resta nella disponibilità della parte che lo ha attivato, senza che il Giudice adìto abbia alcuna possibilità di deciderlo nel merito ove la parte ricorrente, prima della spedizione della causa in decisione, abbia dichiarato di non avere più interesse alla pronuncia di annullamento degli atti gravati. In tali evenienze il Giudice è quindi senz’altro tenuto a dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che la cessata materia del contendere implica un accertamento nel merito della soddisfazione della pretesa azionata in giudizio, ovvero del venir meno della ragion d’essere sostanziale della lite; l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, oggetto di una pronuncia in rito, si verifica quando nel corso del giudizio sopraggiunge una situazione di fatto o di diritto che determina una nuova valutazione dell’assetto del rapporto tra P.A. e amministrato che rende inutile la prosecuzione del giudizio ed una pronuncia di merito: l’accoglimento della domanda proposta (in specie l’annullamento degli atti impugnati) non reca più alcuna utilità al ricorrente.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha ricordato che l’art. 7 d.P.R. 160/2010 riguarda il procedimento ordinario per la presentazione allo SUAP delle istanze per l’esercizio delle attività produttive di cui al precedente art. 2, co. 1, ove non rilevino profili relativi agli strumenti urbanistici.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha annullato un diniego di pratica SUAP per l’apertura di un allevamento, motivato su profili diversi rispetto a quelli comunicati all’istante con il preavviso di rigetto, in violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha ritenuto legittima l’approvazione di un PAT sulla base di un accordo intervenuto tra le PP.AA. procedenti (Comune, Provincia e Regione), ove si stabiliva che sarebbe stato il Comune a predisporre i parametri per la valutazione delle osservazioni dei privati; l’esame delle osservazioni, in ogni caso, era stato ricondotto al momento di concertazione tra gli Enti.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che un atto d’obbligo stipulato quale condizione per il rilascio di un titolo edilizio costituisce un’obbligazione propter rem, in quanto inerisce all’immobile, ha carattere permanente e non è suscettibile di decadenza.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che l’accordo quadro è un contratto normativo, che disciplina le modalità di conclusione dei futuri contratti ma che, in concreto, non produce effetti né reali né obbligatori.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il Consiglio di Stato ha riaffermato che l’art. 36 d.P.R. 380/2001 esige che la cd. doppia conformità, ai fini della sanatoria, sia riferita alla disciplina urbanistica ed edilizia generalmente intesa: nel novero delle disposizioni che presidiano la materia dell’edilizia, vanno ricomprese pure quelle inerenti la normativa tecnica contenute nella Parte II del Testo unico dell’edilizia, il cui Capo IV è dedicato segnatamente alle costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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