Il potere inibitorio di una SCIA in capo al Comune

03 Giu 2024
3 Giugno 2024

Nel caso di specie, il Comune inibiva la SCIA presentata da una società titolare di un supermercato, vietando l’installazione di sbarre automatiche agli accessi del parcheggio scoperto e alla regolamentazione degli accessi e chiusura del suddetto parcheggio in funzione degli orari del negozio, trattandosi di un parcheggio ad uso pubblico.

La società eccepiva la violazione del termine di 30 giorni ex art. 19, co. 3 e 6-bis l. 241/1990.

Il TAR Veneto ha respinto l’eccezione.

Ai fini del decorso del termine di controllo “ordinario” sulla SCIA, è necessario che sussistano nella loro interezza i presupposti di efficacia della SCIA stessa. Il presupposto indefettibile perché la SCIA possa essere produttiva di effetti è, infatti, la completezza e la veridicità delle dichiarazioni contenute nell’autocertificazione, con la conseguenza che, in presenza di una dichiarazione inesatta o incompleta, sussiste comunque il potere della P.A. di inibire l’attività segnalata.

Nella fattispecie concreta, la SCIA era incompleta poiché non accompagnata né preceduta dalla sottoscrizione di una convenzione che disciplinasse l’utilizzo pubblico del parcheggio in accordo con il Comune.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sull’impugnazione della DIA (ora SCIA)

03 Giu 2024
3 Giugno 2024

Il TAR Veneto evidenzia che la DIA (ora la SCIA), anche in forma di sanatoria, si perfeziona mediante silenzio-assenso dell’Amministrazione: trattandosi di un atto fondamentalmente privato, eventuali dichiarazioni successive della P.A. sono meramente ricognitive e come tali prive di lesività.

Eventualmente, il privato avrebbe dovuto ricorrere avverso il silenzio-inadempimento dell’Amministrazione sul procedimento di verifica della conformità urbanistico-edilizia della pratica.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Una DIA / SCIA non può essere affetta dal vizio di nullità

03 Giu 2024
3 Giugno 2024

Il Consiglio di Stato, partendo dalla constatazione che il legislatore ha disciplinato la denuncia d'inizio attività non come un provvedimento a formazione tacita, ma come un atto privato volto a comunicare l'intenzione di intraprendere un'attività direttamente ammessa dalla legge (sentenza 29 luglio 2011, n. 15), ha tratto la conclusione che tale atto non potrebbe essere mai oggetto di declaratoria di nullità, neppure da parte della stesa Amministrazione.

Il rimedio previsto dal legislatore per una attività in contrasto con la normativa è quello della inibitoria della SCIA da parte della P.A.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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La trasparenza nella Pubblica Amministrazione e implicazioni sulla protezione dei dati personali

31 Mag 2024
31 Maggio 2024

L'avvocato Paola Immerini, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota, che volentieri pubblichiamo, in materia di trasparenza e privacy nella P.A.

Trasparenza della Pubblica Amministrazione e Privacy 

Questione di legittimità costituzionale dichiarata inammissibile dalla Consulta e rilevanza nel giudizio amministrativo a quo

31 Mag 2024
31 Maggio 2024

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che la decisione processuale di inammissibilità, ancorché di natura decisoria, impiegata dalla Corte costituzionale per rilevare l’assenza delle condizioni previste dalla legge per la legittima instaurazione del giudizio in via incidentale, non spiega una rilevanza diretta sul giudizio principale (come invece la pronuncia di accoglimento o di rigetto, vertente sulla questione di costituzionalità) e, pertanto, non preclude al giudice rimettente, che non condivida l’assunto della Corte, di decidere comunque nel merito la causa principale, dovendo però in questo caso fare applicazione della norma censurata.

Questo in ragione della sostanziale e strutturale autonomia che connota la relazione tra il giudizio principale ed il giudizio di costituzionalità, i quali, ancorché avvinti da un rapporto di pregiudizialità, sono distinti nella funzione e nell’oggetto: nel giudizio a quo si fanno valere posizioni soggettive, la cui tutela è dipesa dalla verifica di costituzionalità della legge da applicare; nel giudizio costituzionale, l’interesse perseguito dall’ordinamento è quello di ripristinare la legalità costituzionale.

La verifica della Corte su presupposti e condizioni del giudizio a quo consiste, pertanto, in un sindacato esterno, che si esaurisce nella verifica che gli stessi non risultino manifestamente ed incontrovertibilmente carenti.

Ne discende che, all’interno delle decisioni di inammissibilità, si distinguono quelle dotate di un effetto preclusivo nei confronti del giudice a quo e quelle prive di tale effetto.

L’elemento scriminante è la redimibilità del vizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’azione di ottemperanza di chiarimenti

31 Mag 2024
31 Maggio 2024

Il TAR Veneto ha affermato che l’ottemperanza cd. di chiarimenti (art. 112, co. 5 c.p.a.) costituisce uno strumento di supporto e chiarificazione per la P.A. qualora alla corretta esecuzione del giudicato si frapponga non l’intento di resistere alle altrui pretese, ma solo la difficoltà di intendere il decisum cui dar seguito nella successiva attività provvedimentale, e per questo utile anche al solo fine di ottenere l’esatta interpretazione della sentenza ottemperanda. Tale azione, pertanto, può essere proposta a condizione che si siano riscontrati elementi di dubbio (deve esservi una effettiva res dubia) o di non immediata chiarezza nella sentenza ottemperanda, per ottenere precisazioni e delucidazioni sui punti della decisione ovvero sulle concrete modalità di esecuzione, senza perciò che possano essere introdotte ragioni di doglianza volte a modificare o integrare l’oggetto delle statuizioni rese, né allo scopo di investire il Giudice di questioni che devono trovare la loro corretta risoluzione nella sede dell’esecuzione della sentenza nell’ambito del rapporto tra le parti e la P.A.

Nel caso di specie, a fronte ad una sentenza del TAR che accertava l’obbligo per la Regione di convocare una conferenza di servizi per esaminare una proposta viabilistica di un Comune (a valle di un ricorso avverso il silenzio-inadempimento), non poteva la Regione stessa promuovere un’azione di ottemperanza di chiarimenti per far accertare che il Comune non aveva diritto all’approvazione della suddetta opera.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Improcedibilità e cessata materia del contendere

31 Mag 2024
31 Maggio 2024

Il TAR Veneto ha chiarito la differenza tra questi due istituti.

Nel caso di specie, dopo aver dichiarato l’improcedibilità del ricorso (in realtà ab origine inammissibile per aver impugnato una mera nota interlocutoria con cui la Stazione appaltante chiedeva chiarimenti sul permanere dei requisiti di gara), ha pronunciato la condanna alle spese in virtù del giudizio di soccombenza virtuale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Interesse a ricorrere e prova della lesione

31 Mag 2024
31 Maggio 2024

Il TAR Veneto evidenzia ribadisce la necessità di provare la lesione e il concreto pregiudizio derivanti dal provvedimento impugnato.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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La Commissione per la Salvaguardia di Venezia

31 Mag 2024
31 Maggio 2024

Il TAR Veneto rileva che la suddetta Commissione agiva quale organo transitorio, e ha cessato le sue funzioni con l’entrata in vigore del Piano di Area della Laguna e dell’Area Veneziana (PALAV) approvato il 07.03.1995, poi integrato dal Piano Direttore 2000.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cd. decreto Salva casa

30 Mag 2024
30 Maggio 2024

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 124 del 29.05.2024) il d.l. 29 maggio 2024, n. 69, entrato in vigore il 30.05.2024, contenente disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica, noto alle cronache come il cd. decreto Salva casa.

Il decreto è disponibile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-05-29&atto.codiceRedazionale=24G00088&elenco30giorni=false.

Si allega un prospetto delle modifiche apportate al d.P.R. 380/2001 dal decreto.

modifiche apportate al T.U. edilizia dal decreto Salva casa

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