Procedimento espropriativo e sopravvenuta carenza di interesse

04 Mar 2023
4 Marzo 2023

Il TAR Veneto ricorda che la decorrenza del termine di efficacia del vincolo espropriativo, non riproposto nel successivo strumento urbanistico, comporta l’improcedibilità sopravvenuta del ricorso avverso gli atti di reiterazione del vincolo. Per (eventualmente) procedere nuovamente all’esproprio, la P.A. dovrebbe infatti attivare ex novo il relativo procedimento, con dunque inutilità dell’eventuale annullamento degli atti di reiterazione riferiti al precedente vincolo.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Cosa succede se il ricorrente notifica per errore il ricorso ad un Ministero incompetente?

04 Mar 2023
4 Marzo 2023

Nel caso di specie, il ricorrente identificava erroneamente il resistente nel Ministero e non nel competente Assessorato regionale.

L’Avvocatura dello Stato non sollevava l’eccezione in prima udienza.

Il TAR Palermo, in applicazione dell’art. 4 l. 260/1958, non ha ravvisato i presupposti per l’inammissibilità del ricorso, bensì ha disposto la chiamata in causa dell’Assessorato, onerando della relativa notifica il ricorrente.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Legittimazione attiva di associazioni rappresentative di interessi collettivi

04 Mar 2023
4 Marzo 2023

Il TAR Catania ha ricordato che la legittimazione attiva delle associazioni rappresentative di interessi collettivi presuppone che la questione dibattuta attenga in via immediata al perimetro delle finalità statutarie dell’associazione, cioè che la produzione degli effetti del provvedimento controverso si risolva in una lesione o in un vantaggio diretto rispetto allo scopo istituzionale perseguito.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’intervento nel processo amministrativo

04 Mar 2023
4 Marzo 2023

Il TAR Catania ha ricordato che nel processo amministrativo l’intervento ad adiuvandum o ad opponendum può essere proposto solo da un soggetto titolare di una posizione giuridica collegata o dipendente da quella del ricorrente in via principale, il quale interveniente però non può ampliare l’oggetto del giudizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Relazione tra azione di ottemperanza e azione avverso il silenzio-inadempimento

04 Mar 2023
4 Marzo 2023

Nel caso di specie, il privato otteneva una sentenza di annullamento di un Permesso di Costruire, nella parte in cui aveva erroneamente qualificato l’intervento edilizio progettato. A fronte dell’inerzia del Comune, il privato agiva in ottemperanza per il rilascio del titolo edilizio con la qualificazione sancita in sentenza.

Il TAR Catania ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la sentenza fatta valere era autoesecutiva: essa presentava cioè un profilo meramente accertativo della qualificazione dell’intervento urbanistico. Invece, il giudizio di ottemperanza presuppone che via sia un provvedimento giudiziale che imponga alla P.A. un intervento attuativo-esecutivo.

Nel caso di specie, il privato avrebbe dovuto esperire l’azione avverso il silenzio-inadempimento ex artt. 31 e 117 c.p.a.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Carenza di interesse al ricorso del privato

04 Mar 2023
4 Marzo 2023

Il TAR Veneto ricorda che la mancata partecipazione alla manifestazione di interesse per la formazione del nuovo P.I. comporta l’inammissibilità del relativo ricorso: sono infatti qui applicabili i principii in materia di procedure ad evidenza pubblica, per cui si riconosce la legittimazione ad agire in ricorso solo a coloro che abbiano effettivamente partecipato alla gara. Gli unici casi esclusi sono quelli di contestazione dell’indizione della procedura (o della sua radicale assenza), o delle clausole del bando ritenute direttamente escludenti.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Le novità in materia di notifiche della riforma Cartabia si applicano al processo amministrativo?

03 Mar 2023
3 Marzo 2023

La domanda sorge dal fatto che l’art. 39 c.p.a., cd. rinvio esterno, al comma 2 afferma che le notificazioni degli atti del processo amministrativo sono comunque disciplinate dal codice di procedura civile e dalle leggi speciali concernenti la notificazione degli atti giudiziari in materia civile.

Pertanto, ci si chiede se nel processo amministrativo sussista il dovere di notifica via PEC in capo (agli Ufficiali giudiziari e) agli avvocati, nei confronti di tutti i soggetti che debbano avere una PEC o anche solo che abbiano scelto di averla (e, quindi, iscritti al registro INAD).

Il rinvio esterno è considerato mobile, nel senso che recepisce tutte le successive modifiche del c.p.c. e delle leggi in materia di notifica, come la l. 53/1994 sulle notifiche da parte degli avvocati.

L’Ufficio Studi e formazione della Giustizia amministrativa, in seno al Consiglio di Stato, ha offerto la seguente risposta:

1. Le novità in tema di notificazioni sono tutte applicabili alla giustizia amministrativa?

In generale, tutte le novità in materia di notificazioni introdotte dal d.lgs. n. 149 del 2022 si applicano al giudizio amministrativo, atteso il rinvio operato dall’art. 39, comma 2, c.p.a. alle norme sulle notificazioni degli atti processuali civili.

Tuttavia, è espressamente limitata alla notificazione degli atti processuali civili e stragiudiziali l’applicabilità della nuova norma contenuta nell’art. 3 ter, l. n. 53 del 1994, introdotto con la riforma, sicché la notificazione a mezzo posta elettronica certificata o a mezzo di servizio elettronico di recapito certificato qualificato a soggetti privati è, nel processo amministrativo, possibile, ma non doverosa, quando questi abbiano un indirizzo risultante da pubblici elenchi (art. 3 bis, l. n. 53 del 1994), e non è previsto che, nei confronti di un’impresa o un professionista iscritto nell’indice INIPEC, possa perfezionarsi mediante inserimento nell’area web dedicata”.

L’Ufficio Studi ritiene che il legislatore abbia inteso espressamente escludere le notifiche degli atti processuali amministrativi dall’obbligo di notifica via PEC in capo agli avvocati ex art. 3-ter l. 53/1994. Sarebbero invece applicabili al processo amministrativo le modifiche apportate al codice di rito civile.

Si apre poi un ulteriore tema: l’avvocato ha il dovere di tentare dapprima la notifica in proprio via PEC, oppure può ancora prediligere la notifica a mezzo dell’Ufficiale giudiziario (il quale a sua volta dovrà tentare dapprima la via della PEC)?

Si auspica quanto prima un chiarimento da parte delle Istituzioni, onde evitare nullità e/o decadenze e, in ultima analisi, una mancanza di giustizia sostanziale per mere questioni di rito.

Post di Alberto Antico – avvocato

Quando è impugnabile l’atto soprassessorio?

03 Mar 2023
3 Marzo 2023

Il T.A.R. ricorda quando è direttamente lesivo, quindi impugnabile, l’atto soprassessorio.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Silenzio della P.A. sugli atti conclusivi di un concorso pubblico

03 Mar 2023
3 Marzo 2023

Nel caso di specie, dopo aver bandito un concorso pubblico, un Comune individuava il vincitore, ma non procedeva ad approvare la graduatoria e a nominare ufficialmente il vincitore.

Il TAR Catania ha affermato che è questa un’ipotesi di silenzio-inadempimento, impugnabile con l’azione ex artt. 31 e 117 c.p.a.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Anche in appello gli atti di causa si devono depositare entro le ore 12.00 dell’ultimo giorno utile

03 Mar 2023
3 Marzo 2023

Il Consiglio di Stato ha dichiarato tardiva la memoria di replica in appello prodotta alle ore 12.07 del giorno di scadenza del relativo termine, per violazione del combinato disposto degli artt. 73, co. 1 e 4, co. 4 disp. att. c.p.a.

Post di Alberto Antico – avvocato

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