Atti confermativi e meramente confermativi
Il TAR Veneto sottolinea la differenza tra atti confermativi e meramente confermativi, e le relative conseguenze a livello processuale.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto sottolinea la differenza tra atti confermativi e meramente confermativi, e le relative conseguenze a livello processuale.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il procedimento di riscossione dei crediti tributari è stato riformato dall’art. 1, co. 792-815 l. 160/2019 (legge di bilancio per il 2020), con norme dirette a “potenziare” (così il dettato normativo) le disposizioni previste per i singoli tributi. Dal punto di vista temporale, la novella si applica alle attività di riscossione relative agli atti emessi a partire dal 1° gennaio 2020, anche con riferimento ai rapporti pendenti alla stessa data.
L'avv. Alberto Antico, che sentitamente ringraziamo, ha redatto sul tema una nota che volentieri pubblichiamo.
Il T.A.R. Milano afferma che anche il proprietario non autore dell’abuso subisce l’acquisizione dell’opera abusiva e della relativa area di sedime, qualora abbia tenuto una condotta non attiva per l’eliminazione dell’abuso. Parimenti, per poter acquisire una superficie maggiore rispetto a quella che costituisce l’area di sedime dell’abuso, l’ente comunale deve motivare puntualmente l’interesse pubblico sotteso a tale scelta.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ricorda che il principio del ne bis in idem si applica anche nel processo amministrativo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il SAP in variante è disciplinato dall'articolo 8 del d.p.r. 160/2010 e nel Veneto anche dall'articolo 4 L.R. 55/12.
Il TAR chiarisce che la ricognizione delle aree disponibili non deve essere necessariamente fatta prima della indizione della conferenza di servizi e non è neanche importante che la ricognizione venga effettuata dal SUAP (può farla anche l'ufficio urbanistica del Comune, se poi il SUAP la condivide).
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Veneto ricorda che nel SUAP in variante l’obbligo per l’Amministrazione di valutare la mancanza di altre aree disponibili e di soluzioni alternative nel caso di ampliamento di attività esistenti deve ritenersi attenuato o addirittura superfluo, perché la specifica tipologia di progetto presentata comporta che l’ampliamento non possa che essere realizzato in stabile e diretto collegamento con l’insediamento principale da ampliare.
Post di Daniele Iselle
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Il Tribunale di Vicenza, in conseguenza dell’ultrattività del contratto di gestione/concessione delle reti del gas dopo la scadenza naturale dello stesso, ha ritenuto fondata la domanda del Comune di ottenere dal gestore i canoni concessori anche per il periodo successivo alla scadenza medesima, in aggiunta all’importo versato una tantum e fino alla selezione di un nuovo gestore tramite gara pubblica.
Tale conclusione deriva dal combinato disposto dell’art. 14 co. 7 D. Lgs. n. 164/2000 e dell’art. 1 comma 453 della L. n. 232/2016 contenente una normativa di interpretazione autentica sull’ultrattività dei contratti in essere in attesa della nuova gara d’ambito.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
Il T.A.R. Trento si sofferma sulla distinzione intercorrente tra la cessazione della materia del contendere e la sopravvenuta carenza d’interesse al ricorso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto afferma che il Comune gode di ampia potestà pianificatoria anche in sede di SUAP, anche se potrebbe introdurre negli strumenti pianificatori limiti sostanziali a quello che si può fare tramite il SUAP (limiti che, peraltro, potrebbero poi venire contestati).
Infatti, l’art. 13, comma 1, lett. n) L.R. 11/2004 prevede tra i contenuti del PAT anche i “criteri per l'applicazione della procedura dello sportello unico per le attività produttive, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447"Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonché per la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15marzo 1997, n. 59" e successive modificazioni” che il Comune definisce “in relazione alle specificità territoriali”.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Veneto afferma che, secondo condivisibile giurisprudenza, questo provvedimento non ha carattere decisorio.
Post di Daniele Iselle
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