Sul Bur n. 4 del 10 gennaio 2023 è pubblicata la deliberazione della Giunta Regionale n. 23 del 10 gennaio 2023, recante "Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Missione 4 "Istruzione e ricerca" - Componente 1 "Potenziamento dell'offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università" - Investimento 3.3 "Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell'edilizia scolastica". Procedure per la formazione del secondo Piano regionale di interventi da finanziarsi col DM 7 dicembre 2022, n. 320".
Nel caso di specie, il privato impugnava la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dal Comune nel 2010, per lavori conclusi nel 2001, ai sensi dell’art. 132, co. 3 d.P.R. 380/2001 (erronea certificazione delle opere), in quanto la norma, entrata in vigore il 30.06.2003, non sarebbe applicabile ai lavori ultimati in data precedente.
Il TAR Veneto ha respinto questo motivo di ricorso, in quanto gli artt. 131-132 T.U. edilizia prevedono che l’accertamento dei presupposti per l’irrogazione della sanzione può decorrere dalla data in cui le verifiche sono state effettuate su richiesta del nuovo proprietario dell’immobile.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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Il TAR Veneto ha ritenuto legittima la sanzione pecuniaria ex art. 132, co. 3 T.U. edilizia irrogata dal Comune in solido sia al Direttore Lavori che al costruttore per l’erronea certificazione delle opere.
Nel caso di specie, il subentrante acquirente di un capannone chiedeva al Comune, ai sensi dell’art. 131, co. 2 T.U. edilizia, la verifica del rispetto delle norme sul contenimento del consumo di energia negli edifici, che rivelava una diversità tra quanto realizzato e quanto dichiarato in materia di “resistenza termica” sui pannelli prefabbricati di tamponamento. Dal che la sanzione.
Si sottolinea il grave pericolo professionale di rilasciare una certificazione non veritiera delle opere realizzate, sanzionata sia dal punto di vista amministrativo (come supra esaminato), sia dal punto di vista penale. Non bastasse, si corre anche il rischio dell’annullamento del certificato di agibilità rilasciato sulla base di una certificazione non veritiera.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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Il T.A.R. ricorda in quali casi la P.A. può annullare d’ufficio un titolo edilizio anche decorso il termine di un anno (in passato era 18 mesi) ex art. 21 nonies, c. 2 bis l. n. 241/1990. Infatti, non ogni carenza e/o dichiarazione non conforme legittima l’ente ad annullare d’ufficio il titolo già rilasciato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che il permesso di costruire può ritenersi rilasciato per silenzio-assenso solamente se la pratica è completa; inoltre, se il permesso deve essere rilasciato nell’ambito del procedimento unico SUAP (art. 7 d.P.R. n. 160/2010) e, dunque, all’esito di una conferenza di servizi, la disciplina statale impone all’Amministrazione di concludere il procedimento in via espressa.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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In attesa del nuovo Codice degli appalti, segnaliamo sul sito Giustizia Amministrativa una analitica ricostruzione del quadro normativo in materia di affidamento dei Servizi di ingegneria e di architettura a cura della Dott.sa Concetta Anastasi, Presidente di sezione del TAR del Lazio:
La tecnologia satellitare è a disposizione gratuitamente per tutti: tempi duri per le rappresentazioni progettuali “aggiustate”.
Sul sito https://satellites.pro è possibile vedere foto satellitari ad altissima definizione tratte dai grandi motori di ricerca, oltre ad open street map in 3d.
Nella foto la zona dell'Arena di Verona.
Sul sito https://livingatlas.arcgis.com è possibile accedere alle ortofoto satellitari ad altissima definizione e scaricare una gif con la scansione temporale dell’evoluzione di un determinato territorio.
Il C.G.A.R.S. evidenzia che la sanzione di cui al co. 4-bis dell’art. 31 T.U. Edilizia (introdotta con il d.l. n. 133/2014), seppur avente natura reale-ripristinatoria, e seppur riferendosi ad un illecito permanente (l’abuso edilizio), poteva essere applicata, ratione temporis, solamente alle ipotesi di abusi edilizi per i quali non era ancora stato notificato ai privati l’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, in quanto è tale ultimo atto che costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale.
E infatti, tale sanzione ha ad oggetto il comportamento inottemperante del privato all’ordine della P.A., che diventa impossibile una volta che il bene passa nella proprietà dell’Ente.
Nel caso di specie, peraltro, prima dell’introduzione legislativa della sanzione il Comune aveva emanato sia l’accertamento di inottemperanza, sia il provvedimento di acquisizione gratuita dell’area di sedime al patrimonio comunale.
Post di Daniele Iselle
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Dopo aver ricordato che anche per le ingiunzioni di pagamento ex r.d. n. 639/1910 valgono le normali regole in materia di riparto di giurisdizione amministrativa e ordinaria fondate sul petitum sostanziale e, dunque, sulla posizione di diritto soggettivo o interesse legittimo che viene attivata, il C.G.A.R.S. rileva che:
- la sanzione ex art. 31, co. 4-bis T.U. Edilizia appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, rientrando nelle ipotesi di cui all’art. 133, lett. f) c.p.a.;
- la rivendicazione delle somme ex art. 31, co. 5 T.U. Edilizia, dovute per il rimborso delle spese versate dall’Ente per l’esecuzione in danno delle opere di demolizione appartiene al giudice ordinario, poiché il diritto al rimborso ha ad oggetto una prestazione di natura patrimoniale ed è regolato dalle comuni norme sui diritti di credito.
Post di Alessandra Piola - avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che, al fine di dimostrare la fondatezza di un’azione risarcitoria, l’attore non può limitarsi a richiedere l’espletamento di una CTU, bensì deve fornire la prova del danno subito sia in ordine all’an che al quantum.
Post di Alberto Antico – avvocato
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