Non vi è l’obbligo di rispondere all’istanza di annullamento in autotutela
Il T.A.R. ricorda che il Comune non ha l’obbligo giuridico di rispondere ad un’istanza di annullamento in autotutela.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che il Comune non ha l’obbligo giuridico di rispondere ad un’istanza di annullamento in autotutela.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto da Italia Nostra - Associazione Nazionale per la Tutela del Patrimonio Storico Artistico e Naturale della Nazione O.N.L.U.S. in quanto la stessa aveva omesso di produrre, nei termini di legge, il proprio statuto associativo.
La decisione, francamente, lascia un po' perplessi, atteso che le associazioni ambientali di matrice nazionale, secondo altra parte della giurisprudenza, avrebbero una legittimazione ad agire riconosciuta ex lege.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha ricordato che, di fronte all’inerzia dell’Amministrazione sulla propria istanza provvedimentale, il privato può esperire l’azione avverso il silenzio-inadempimento ex art. 31 e 117 c.p.a.; in caso di ulteriore inerzia, è possibile esercitare l’azione di ottemperanza.
Nel caso di specie, il Comune si ostinava a non verificare quale disciplina urbanistica ed edilizia risultava vigente alla data del 30 ottobre 1994, al fine di determinarsi sulla istanza di concessione edilizia.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. fa il punto sulla giurisdizione in materia di concorsi pubblici.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
L’art. 68 d.lgs. 50/2016 sancisce il principio di equivalenza, secondo cui non è legittima l’esclusione disposta nei confronti del concorrente che abbia offerto una soluzione tecnica, alternativa rispetto a quella specificamente descritta dalla Stazione appaltante, che ottemperi in modo equivalente ai requisiti indicati dal bando e la cui equivalenza risulti documentata già in sede di offerta.
Il TAR Palermo ha affermato che, ai sensi dei precedenti artt. 30 e 36, il principio di equivalenza, in quanto corollario del principio di libera concorrenza, deve trovare applicazione anche agli appalti sotto soglia.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Giudicando del diniego di autorizzazione paesaggistico-ambientale opposto da un Ente Parco, il TAR Veneto ha ribadito che la P.A. non può denegare l’istanza sulla base di considerazioni generiche e stereotipate, prive di contenuto individualizzante, astrattamente idonee a sorreggere qualsiasi provvedimento negativo, ovvero distoniche rispetto a precedenti valutazioni effettuate dalla stessa P.A. nel medesimo contesto paesaggistico in relazione a fattispecie consimili.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. si sofferma sui principi civilistici che devono essere utilizzati per interpretare le convenzioni urbanistiche e, contestualmente, sui presupposti che devono sussistere per ottenere il ristoro dei danni asseritamente patiti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Palermo ha distinto l’ammissibile regolarizzazione documentale, che attiene a circostanze o elementi estrinseci al contenuto della documentazione e che si traduce di regola nella rettifica di errori materiali e refusi, dall’illegittima integrazione documentale, la quale comporterebbe una violazione del principio di parità di trattamento dei concorrenti.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Una sentenza del Consiglio di Stato si occupa del DM 1444 del 1968, affermando che: 1) l’art. 8 del D.M. 1444/1968 va interpretato nel senso che gli edifici “preesistenti e circostanti” sono quelli con esso confinanti; 2) la giurisprudenza formatasi sulla norma dell’art. 9 del D.M. 1444/1968 esclude infatti che gli elementi decorativi vadano conteggiati ai fini del rispetto delle distanze, dato che non servono ad estendere e ad ampliare la consistenza del fabbricato; 3) la norma della regione Veneto (la l.r. n. 4 del 16 marzo 2015) non appare incostituzionale, perchè è stata emanata in attuazione dell’art. 2 bis del T.U. 380/2001, che in generale consente alle Regioni stesse di emanare disposizioni derogatorie al D.M. 1444/1968, senza particolari limiti.
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
Il TAR Veneto ha annullato un diniego di demo-ricostruzione con ampliamento ex l.r. Veneto 14/2009, in uno con il successivo diniego di autorizzazione paesaggistica, per plurimi profili di illegittimità. Tra i tanti, risultava violato l’art. 10-bis l. 241/1990, poiché talune ragioni di diniego opposte dal Comune venivano esplicitate per la prima volta nel diniego definitivo e non nel preavviso di rigetto.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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