Non esiste la tolleranza “di progetto”

29 Ago 2022
29 Agosto 2022

Nel caso di specie, il privato presentava una domanda di concessione edilizia (in variante). La Commissione edilizia comunale esprimeva parere sfavorevole, perché il progetto prevedeva una volumetria complessiva maggiore rispetto a quella autorizzabile.

Il privato invocava la cd. tolleranza di cantiere (in base a una legge siciliana, ma per il resto del Belpaese si veda l’art. 34-bis T.U. edilizia).

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha osservato che si chiama tolleranza di cantiere, e non “di progetto”, proprio perché ha riguardo alla fase esecutiva dei progetti costruttivi assentiti, per scostamenti di lieve entità da considerarsi irrilevanti, quindi non è anticipabile alla fase progettuale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il confine tra riqualificazione della domanda giudiziale proposta e vizio di ultrapetizione

29 Ago 2022
29 Agosto 2022

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che il Giudice ha il potere-dovere di qualificare giuridicamente i fatti posti a base della domanda o delle eccezioni e di individuare le norme di diritto conseguentemente applicabili, anche in difformità rispetto alle indicazioni delle parti; egli incorre però nel divieto di ultrapetizione laddove sostituisca la domanda proposta con una diversa, modificandone i fatti costitutivi o fondandosi su una realtà fattuale non dedotta e allegata in giudizio dalle parti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’eccezione di sopravvenuta carenza d’interesse

27 Ago 2022
27 Agosto 2022

Il TAR Veneto ha affermato che l’eccezione di sopravvenuta carenza di interesse, per rilevare in sede processuale, deve risultare in maniera evidente: essa deve cioè emergere da dichiarazioni provenienti dal ricorrente stesso, oppure deve essere sorretta da una prova logica rigorosa, della quale è onerata la parte che deduca l’improcedibilità.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Piano Casa, Veneto 2050 e interesse a ricorrere

26 Ago 2022
26 Agosto 2022

Il TAR Veneto evidenzia che la possibilità di poter edificare (oggi) ai sensi della l. R.V. n. 14/2019 (cd. Veneto 2050) costituisce elemento favorevole al fine di verificare la sussistenza dell’interesse a ricorrere nel ricorso avverso il provvedimento comunale che ha confermato l’utilizzo, anche solo in parte, delle premialità di cui al cd. Piano Casa.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Sanzione amministrativa pecuniaria e preavviso di rigetto

26 Ago 2022
26 Agosto 2022

Il TAR Veneto ha affermato che, nel procedimento di irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, il quale non può essere definito ad istanza di parte, non deve essere rilasciato il preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Motivazione nella pianificazione urbanistica

26 Ago 2022
26 Agosto 2022

Il TAR Veneto ha ricordato che in occasione della formazione di uno strumento urbanistico generale, le decisioni della P.A. riguardo alla destinazione di singole aree non necessitano di apposita motivazione, oltre quella che si può evincere dai criteri generali di ordine tecnico-discrezionale seguiti nell’impostazione del piano stesso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Spargimento di ghiaia

25 Ago 2022
25 Agosto 2022

Il TAR Veneto ha affermato che gli interventi di trasformazione del suolo, quali, ad esempio, la sua cementificazione o lo spianamento di un terreno al fine di ottenerne un piazzale, sono riconducibili entro la categoria della trasformazione edilizia e urbanistica del territorio, in quanto anch’essi creano un nuovo assetto urbanistico e necessitano pertanto di titolo abilitativo. In particolare, un intervento di spargimento di ghiaia, su un’area che ne era precedentemente priva, rappresenta attività urbanisticamente rilevante, nella misura in cui appaia preordinata alla modifica della precedente destinazione d’uso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Opere interne al cimitero e ampliamento del suo perimetro

25 Ago 2022
25 Agosto 2022

Nel caso di specie, il privato impugnava la delibera di Giunta comunale che approvava il progetto definitivo-esecutivo dei lavori di realizzazione di un nuovo blocco loculi nel locale cimitero, lamentando la violazione della competenza del Consiglio comunale (art. 55 d.P.R. 285/1990, Regolamento di polizia mortuaria) e delle distanze minime dal centro abitato (art. 338 r.d. 1265/1934, T.U. leggi sanitarie).

Il TAR Veneto ha rigettato questi motivi di ricorso, poiché la realizzazione del nuovo blocco-loculi all’interno del preesistente perimetro del cimitero fuoriesce dal campo applicativo delle norme invocate, facendo entrambe riferimento ad ipotesi di interventi che comportino un ampliamento del sedime occupato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Aspettative alle destinazioni edificatorie

25 Ago 2022
25 Agosto 2022

Il TAR Veneto ha affermato che costituiscono situazioni di affidamento qualificato del privato a una specifica destinazione del suolo, tali da richiedere una motivazione rafforzata in sede di modifica dello strumento urbanistico generale, le convenzioni di lottizzazione, gli accordi di diritto privato intercorsi tra Comune e proprietari, il giudicato di annullamento di dinieghi di concessioni edilizie o di silenzio-rifiuto su domanda di concessione, la modificazione in zona agricola della destinazione di un’area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Proroghe e Piano Casa nella Regione Veneto

24 Ago 2022
24 Agosto 2022

Nel post dd. 04 luglio 2022 veniva commentata la sentenza del Consiglio di Stato n. 2508/2018 ove, confermando la sentenza del T.A.R. Lombardia, Milano n. 1568/2016, il Massimo Organo della Giustizia Amministrativa riteneva non applicabile la proroga prevista dall’art. 30, c. 3 del d.l. 69/2013 (cd. decreto del fare), convertito con modificazioni in l. n. 98/2013, alle pratiche edilizie presentate ai sensi della l.r. Lombardia n. 4/2012 (cd. Piano Casa), trattandosi di titoli edilizi concessi in virtù di un regime “eccezionale e derogatorio” e, quindi, ad oggi in contrasto con i vigenti strumenti urbanistici.

Tale conclusione vale anche per la l.r. Veneto n. 14/2009 e ss.mm.ii., ovvero per le pratiche di cd. Piano Casa presentate nella Regione Veneto?

A parere dello scrivente no.

Nel caso della Regione Veneto, infatti, sovviene una normativa transitoria che difetta nella Regione Lombardia e che, pertanto, non è stata considerata dai Giudici Amministrativi nelle prefate sentenze.

Trattasi dell’art. 17, c. 1 della l.r. Veneto n. 14/2019 (cd. Veneto Cantiere Veloce) secondo cui: “Gli interventi per i quali la segnalazione certificata di inizio lavori o la richiesta del permesso di costruire siano stati presentati, ai sensi della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , entro il 31 marzo 2019, continuano ad essere disciplinati dalla medesima legge regionale”.

La norma, in sostanza, prescrive l'ultrattività del cd. Piano Casa, nonostante la sua abrogazione esplicita ai sensi dell’art. 19, c. 1 della l.r. Veneto n. 14/2019 e ad eccezione dell'art. 5.

Di conseguenza, è ragionevole ipotizzare che le istanze di cd. Piano Casa depositate sino al 31 marzo 2019 continuino ad essere disciplinate dalla (pre)vigente l.r. Veneto n. 14/2019.

Se così è, tanto la proroga prevista dall’art. 30, c. 3 del d.l. n. 63/2013 (cd. decreto del fare), tanto quella fissata dall’art. 10, c. 4 del d.l. n. 76/2020 (cd. decreto semplificazioni), quanto quella stabilita dall’art. 10 septies del d.l. 21/2022 (cd. decreto Ucraina) dovrebbero applicarsi sic et simpliciter anche alle SCIA/PdC Piano Casa.

Quindi, le sentenze in epigrafe non si attagliano al caso di specie, sovvenendo la disciplina transitoria del summenzionato art. 17, c. 1.

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