Condono edilizio e agibilitĂ 

05 Ago 2021
5 Agosto 2021

Il TAR Veneto evidenzia che, nel valutare la sussistenza dei requisiti di agibilità di un immobile da condonarsi, il Comune non può limitarsi a constatare la situazione di fatto e di diritto esistente al momento della costruzione dell’edificio condonato. Al contrario, la P.A. deve valutare la sussistenza dei requisiti di legge al momento del procedimento per il rilascio dell’agibilità, posto che la relativa disciplina condonistica concede solo di derogare alla normativa regolamentare.

Ne consegue che la presenza di difformità ulteriori rispetto a quelle oggetto di condono impedisce il rilascio (ad oggi) dell’agibilità ex art. 24 T.U. Edilizia (che richiede la conformità urbanistico-edilizia dell’immobile), salvo sanatoria delle medesime.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Distanza tra pareti finestrate nel caso di costruzione interposta

04 Ago 2021
4 Agosto 2021

Dalla lettura di una sentenza del TAR Campania e di una del Consiglio di Stato si evince che le distanze di cui al D.M. n. 1444 del 1968 non si applicano nel caso in cui tra i due edifici siano interposti una costruzione oppure un muro, a condizione che il nuovo edificio che viene costruito in aderenza non si elevi oltre l'altezza di questa costruzione o di questo muro, perchè in questo caso non si crea l'intercapedine dannosa che il D.M. vuole impedire.

La sentenza del TAR Campania richiama una decisione del Consiglio di Stato del 2004, che conferma quanto sopra.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

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Sulla rilevanza dell’incremento del carico urbanistico

04 Ago 2021
4 Agosto 2021

Nel caso di specie, una società era titolare di un negozio di abbigliamento sportivo che si sviluppava su due diverse unità immobiliari collegate tra loro. Nel 2001 la società presentava una D.I.A. per la chiusura dei preesistenti collegamenti fra le due unità funzionali, con corresponsione degli oneri concessori precedentemente indicati. Successivamente però chiedeva la restituzione degli oneri, a fronte della sostenuta assenza di alcun frazionamento.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto la domanda infondata, in base al generale principio di correlazione tra debenza degli oneri di urbanizzazione e aumento del carico urbanistico: tale aumento sussiste anche in caso di divisione e frazionamento di immobile che da uno si trasforma in due unità, qualora risulti mutata la realtà strutturale e la fruibilità urbanistica. Gli oneri saranno riferiti all’oggettiva rivalutazione dell’immobile e funzionali a sopportare l’aggiuntivo carico socio-economico.

Ampliando la prospettiva, si rileva che la verifica sull’incremento del carico urbanistico non rileva solo ai fini del calcolo del contributo concessorio.

Infatti, la l.r. Veneto 14/2019, cd. Veneto 2050 (ma cfr. anche la recente circolare regionale n. 1 del 19 aprile 2021) richiama la necessità di verificare, sempre e comunque, che le opere di urbanizzazione primaria siano sufficienti a sostenere l’eventuale incremento del carico urbanistico derivante dall’intervento edilizio previsto, presupposto questo per il rilascio di qualsiasi titolo edilizio ai sensi dell’art. 12 d.P.R. 380/2001.

Si ringrazia sentitamente l’arch. Fiorenza Dal Zotto per la segnalazione.

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L’ufficio legislativo del MIT ha proposto al Governo di impugnare (solo) l’articolo 7 della l.r. veneta 19 del 2021

03 Ago 2021
3 Agosto 2021

Con una nota del 19 luglio 2021, l'Ufficio Legislativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha proposto al Governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale  (solo) l'articolo 7 della legge regionale veneta n. 19 del 2021, che definisce lo "stato legittimo dell'immobile", per contrasto con i principi della legislazione statale.

E' interessante evidenziare che nessuna censura è stata sollevata nei confronti degli altri articoli della legge e, in particolare, sull'articolo 6, che consente la eliminazione degli abusi edilizi nel contesto di un altro intervento edilizio, come la ristrutturazione, disposizione di grande utilità pratica.

Nota Ufficio Legislativo MIT

La vicinitas al vaglio dell’Adunanza Plenaria

03 Ago 2021
3 Agosto 2021

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha deferito all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato alcune questioni di diritto relativamente al criterio della vicinitas ai fini della legittimazione ad impugnare i singoli titoli edilizi.

In particolare, il Consiglio di Giustizia si chiede se la vicinitas sia idonea a fondare anche l’interesse a ricorrere avverso il titolo edilizio del confinante, ovvero la sola legittimazione ad agire, con conseguente onere in capo al ricorrente di dimostrare uno specifico pregiudizio subito (e in questo caso, quali pregiudizi siano valorizzabili).

La sentenza del C.G.A.R.S. ha il merito intrinseco di offrire una pregevole ricostruzione degli orientamenti sorti in materia e, in prospettiva, consentirà all’Adunanza Plenaria di fare chiarezza in materia.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Le tre condizioni necessarie per proporre un’azione di annullamento dinnanzi al giudice amministrativo

03 Ago 2021
3 Agosto 2021

Il TAR Veneto ritiene che, al fine di proporre un’azione di annullamento dinnanzi al giudice amministrativo, è necessario disporre di tre condizioni: la titolarità di una posizione giuridica, l’interesse ad agire e la legittimazione attiva o passiva di chi agisce o resiste in giudizio.  

Post di Brenda Djuric – Dott. ssa in giurisprudenza

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Concessione edilizia e interventi eseguiti in assenza o in difformitĂ  dal titolo

02 Ago 2021
2 Agosto 2021

Il TAR Veneto si occupa di un intervento edilizio realizzato in base alla l.r. n. 61/1985, con riferimento alla applicazione degli articoli 92 e 93 della legge (variazioni essenziali e parziali difformitĂ ), e specifica che gli interventi abusi devono essere demoliti anche se sono conformi agli strumenti urbanistici, se essi non vengano sanati.

Post di Brenda Djuric – Dott. ssa in giurisprudenza

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La cessione di cubatura

02 Ago 2021
2 Agosto 2021

Le Corte di Cassazione Sezioni Unite Civili afferma un importante principio di diritto in tema di qualificazione giuridica dell’atto di cessione di cubatura. Richiamando il complicato iter giurisprudenziale e dottrinale in materia, statuisce che la cessione di cubatura è atto immediatamente traslativo di un diritto edificatorio di natura non reale a contenuto patrimoniale, che non richiede la forma scritta ad substantiam ex art. 1350 c.c., trascrivibile ex art. 2643, n. 2 bis del codice civile e soggetto ad un’aliquota fiscale del 3%.

Post di Brenda Djuric – Dott. ssa in Giurisprudenza

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Quando la natura del deposito a cielo aperto richiede un titolo abilitativo

02 Ago 2021
2 Agosto 2021

Il TAR Veneto ritiene che è necessario ottenere un permesso di costruire qualora emergano con evidenza sia l’entità del deposito di materiali sia la stabilità dell’utilizzazione dell’area come deposito.

Il Collegio evidenzia che si tratta di una vera e propria “opera”, rilevante sotto il profilo urbanistico – edilizio per la consistenza, la tipologia dei materiali, l’estensione dell’occupazione, la finalità del deposito, l’occupazione stabile e duratura di un’area di non modeste dimensioni.

Post di Brenda Djuric – Dott. ssa in giurisprudenza

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Ad ogni gara pubblica, la sua offerta…

01 Ago 2021
1 Agosto 2021

Nel caso di specie il Ministero della Giustizia, a mezzo dei propri Provveditorati (inter)regionali, bandiva distinte gare per la fornitura del servizio di vitto e di cd. sopravvitto ai detenuti reclusi nei carceri delle varie Regioni italiane.

Un’impresa partecipava al bando per l’Emilia-Romagna, con l’intenzione poi di concorrere anche al bando per il Triveneto. Instauratosi il contenzioso innanzi al TAR Bologna, il Provveditorato bolognese depositava in giudizio l’offerta tecnica dell’impresa.

Quest’ultima adiva il TAR Veneto, sostenendo che la discovery avvenuta a Bologna avesse sortito l’effetto di divulgare segreti tecnici e commerciali ai competitors, compromettendo le proprie chances di partecipare con successo alla gara bandita per il Triveneto.

Il TAR Veneto ha invece ricordato che le procedure di gara bandite dai Provveditorati del Ministero della Giustizia, anche se predisposte sulla base di un bando-tipo a livello nazionale, sono tra loro distinte e autonome e non soggette a condizionamenti reciproci. Gli operatori del settore possono liberamente decidere di partecipare ad una gara e non all’altra, di concorrere nelle singole gare in forma individuale o associata e di presentare offerte diversificate in ciascuna Regione o in ciascun ambito territoriale ultraregionale.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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