I termini per la discussione da remoto sono perentori

11 Dic 2020
11 Dicembre 2020

Il T.A.R. Campania ricorda che i termini processuali per depositare documenti, memorie e repliche, ovvero per richiedere l’udienza da remoto sono perentori.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Giurisdizione per la riscossione coattiva degli oneri concessori

11 Dic 2020
11 Dicembre 2020

Il TAR Veneto ricorda che la giurisdizione relativa all’ordinanza-ingiunzione di riscossione coattiva degli oneri, in quanto appartenente alla materia urbanistico-edilizia, appartiene al Giudice Amministrativo in quanto giurisdizione esclusiva. Il Testo Unico per la riscossione coattiva, infatti, non prevede in sé deroghe alle norme generali di ripartizione della giurisdizione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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L’inserimento di una strada nello stradario comunale non è fondamentale al fine della sua classificazione

11 Dic 2020
11 Dicembre 2020

Il TAR Veneto ricorda che la classificazione di una strada come comunale è possibile seppure la stessa non sia inserita nello stradario comunale e si trovi al di fuori del centro abitato: rilevano infatti per tale qualificazione anche elementi di fatto come il collegare due frazioni e l’essere oggetto di abituale manutenzione da parte del Comune.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Principi utili in materia di cambio di destinazione d’uso

11 Dic 2020
11 Dicembre 2020

Li ha offerti il TAR Veneto.

Nel caso di specie, nel marzo 2003, una società proprietaria di un terreno in Zona E avanzava istanza per il cd. terzo condono, avente ad oggetto il cambio di destinazione d’uso del capannone lì ubicato, da annesso rustico a commerciale, indicando quale data di ultimazione dei lavori il 01.01.2003, con completamento funzionale delle opere entro il 31.03.2003.

Venendo a sapere che il Comune stava per approvare una variante al P.R.G. che avrebbe inserito il suo fondo in Zona D, la società ritirava l’istanza di condono, aspettava l’approvazione della variante nel 2006 e chiedeva il cambio di destinazione d’uso.

Il Comune denegava la richiesta, poiché la destinazione d’uso doveva ritenersi mutata non già nel 2006 bensì, secondo quanto dichiarato dalla società sotto penale responsabilità nell’istanza di condono, il 01.01.2003, in vigenza della Zona E.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Il Comune può inibire una DIA incompleta anche oltre i 30 giorni

10 Dic 2020
10 Dicembre 2020

Il TAR Veneto ha affermato che ai fini del decorso del termine di 30 giorni dal deposito della comunicazione per l’esercizio del potere inibitorio ex art. 19, co. 3 l. 241/1990 (come modificato dalla l. 15/2005 e dal d.l. 35/2005), è necessario che sussistano nella loro interezza i presupposti di efficacia della DIA, ossia che risulti debitamente comprovato, anche per mezzo di autocertificazioni, il possesso delle certificazioni e dei requisiti richiesti (cfr. co. 2 art. cit.).

Se così non è, il potere inibitorio del Comune può essere esercitato anche oltre lo spirare del termine.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Piena conoscenza del provvedimento

10 Dic 2020
10 Dicembre 2020

Il TAR Veneto ha ricordato che la piena conoscenza del provvedimento, dalla quale far decorrere il termine decadenziale per l’impugnazione, non deve essere intesa quale “conoscenza piena ed integrale” del provvedimento stesso, bensì è sufficiente la percezione dell’esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente, in modo da rendere riconoscibile l’attualità dell’interesse ad agire contro di esso.

Una volta che il ricorrente abbia acquisito la conoscenza integrale dei contenuti dell’atto, potrà servirsi dei motivi aggiunti per arricchire le proprie doglianze.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Atti che comportano l’arresto del procedimento

10 Dic 2020
10 Dicembre 2020

Il TAR Veneto ha ricordato che sono immediatamente lesivi ed impugnabili tutti gli atti amministrativi che provochino l’arresto del procedimento a prescindere dalla forma assunta, anche se qualificati dalla P.A. come pareri.

Nel caso di specie, era impugnabile la valutazione negativa ex art. 60 d.P.R. 753/1980 con cui Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. respingeva la richiesta di autorizzazione avanzata dai ricorrenti per la riduzione della distanza di cui agli artt. 49 e 56 d.P.R. cit. (cd. vincolo ferroviario) in relazione a un manufatto oggetto di domanda di condono.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Normativa antinfortunistica e cambio d’uso

10 Dic 2020
10 Dicembre 2020

Nel caso di specie, il privato presentava una DIA per eseguire un cambio d’uso senza opere del proprio immobile da magazzino a studio artistico artigianale.

Il Comune diffidava l’istante al cambio d’uso, rilevando violazioni della normativa antinfortunistica.

Il privato provava a difendersi sostenendo che i requisiti anche strutturali, previsti dalla disciplina antinfortunistica ex l. 626/1994, come richiamata dalla circolare regionale n. 13 del 1997, non andrebbero osservati negli ambienti destinati ad ospitare attività di lavoro autonomo senza la presenza di dipendenti.

Il TAR Veneto ha disatteso questa ricostruzione, poiché la normativa non compie alcuna differenziazione tra ambienti destinati ai lavoratori autonomi, piuttosto che subordinati.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Bozza del nuovo Testo Unico dell’edilizia

09 Dic 2020
9 Dicembre 2020

Pubblichiamo una bozza del nuovo Testo Unico dell'edilizia che dovrebbe sostituire il d.P.R. n 380/2001, nonché  una tabella riassuntiva delle nuove definizioni che potrebbero entrare in vigore. 

Ringraziamo l'arch. Fiorenza Dal Zotto, dipendente comunale, ed il Dott. Roberto Travaglini di Confindustria Vicenza per la segnalazione.

Testo-Unico-Edilizia-Revisione-Testo-Finale

Schema nuove categorie edilizie e titoli edilizi

 

Preavviso di rigetto nei procedimenti di sanatoria e condono edilizi

09 Dic 2020
9 Dicembre 2020

Il TAR Veneto ha ricordato che il preavviso di rigetto si applica anche nei procedimenti di sanatoria o di condono edilizi, ma la sua omissione non può condurre all’annullamento del provvedimento finale, ove si dimostri che il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso da quello concretamente adottato.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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