Terrazza e deroga al d.m. 1444/1968
Il T.A.R. Veneto chiarisce perché è legittimo il mantenimento di una terrazza a distanza inferiore ai 10 metri tra pareti finestrate.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto chiarisce perché è legittimo il mantenimento di una terrazza a distanza inferiore ai 10 metri tra pareti finestrate.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto ricorda che la SCIA si consolida per decorso del tempo soltanto se essa è corrispondente alla vigente normativa urbanistico-edilizia (con tutta la difficoltà pratica di sapere se lo sia).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Comune non può integrare, nel corso del giudizio, la motivazione di un provvedimento amministrativo che risulta carente in tal senso (la fattispecie riguardava l'inibitoria di una SCIA).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che la cd. doppia conformità è richiesta anche per la SCIA in sanatoria.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sui poteri pianificatori che i Comuni possono esercitare per limitare l’installazione delle antenne telefoniche.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. affronta alcune questioni attinenti al vincolo paesaggistico: notificazione del vincolo; onere di motivazione del parere della SS.BB.AA.; legittimazione ad agire.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sulla compatibilità paesaggistica con precipuo riferimento al periodo transitorio antecedente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 42/2004.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che il contributo di costruzione, essendo strettamente connesso al concreto esercizio della facoltà di costruire, non è dovuto in caso di rinuncia o di mancato utilizzo (totale o parziale) del titolo edificatorio. Perciò, laddove il privato rinunci al PdC o non lo utilizzi, ovvero in ipotesi di intervenuta decadenza del titolo edilizio, sorge in capo al Comune, ai sensi dell’art. 2033 c.c., o comunque dell’art. 2041 c.c., l’obbligo di restituzione delle somme corrisposte a titolo di oneri di urbanizzazione e costo di costruzione, con speculare diritto del privato a pretenderne la restituzione.
Legittimato ad esigere la restituzione dell’indebito è il soggetto che ha effettuato il pagamento privo di causa (titolare del PdC), mentre gli eventuali rapporti interni fra obbligato principale e terzi rimangono privi di rilievo nei confronti del Comune.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Veneto ha affermato che, nel caso in cui il PdL approvato e convenzionato sia scaduto per il decorso del termine di dieci anni, divengono inefficaci le sue previsioni che non abbiano avuto concreta attuazione, non essendo consentita la loro ulteriore esecuzione. Non si possono più eseguire neppure gli espropri, preordinati alla realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione primaria. Anche la convenzione di lottizzazione, scaduta e rimasta inattuata in parte qua, non può vincolare i successivi strumenti urbanistici generali (cfr. art. 20, co. 9-10 l.r. Veneto 11/2004 ss.mm.ii.).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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