Decreto ingiuntivo ed ottemperanza
Il T.A.R. si chiarisce alcuni principi giuridici che regolamentano la presentazione di un ricorso in ottemperanza avverso un decreto ingiuntivo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si chiarisce alcuni principi giuridici che regolamentano la presentazione di un ricorso in ottemperanza avverso un decreto ingiuntivo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda in quali casi un’opera edilizia richiede un Permesso di Costruire per la sua realizzazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma su alcuni principi giuridici che disciplino le gare pubbliche.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Secondo il Garante della privacy, l'ente comunale che si avvale di sistemi di videosorveglianza in prossimitĂ di un autovelox ha l'obbligo di dare tempestivo riscontro alla richiesta di accesso ai dati personali avanzata dall'automobilista, attraverso un sistema organizzativo interno volto al rispetto del principio dell'accountability.
Post di Diego Giraldo – avvocato
Il TAR Piemonte ribadisce che il presupposto affinché il Giudice Amministrativo addivenga a pronunciarsi sul silenzio serbato dalla P.A. è che questo perduri fino al momento della pronuncia, sussistendo l’interesse a ricorrere. L’adozione di un provvedimento espresso da parte dell’Amministrazione, quindi, comporta alternativamente l’inammissibilità ovvero l’improcedibilità del giudizio per carenza di interesse, a seconda che l’atto intervenga prima o dopo la proposizione del ricorso.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il T.A.R. chiarisce in quali limiti le antenne radio sono soggette al pagamento dei canoni concessori per l’occupazione del suolo pubblico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Lo ha affermato il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, sulla scorta della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE.
Di norma, l’azione risarcitoria nei confronti della P.A. richiede la dimostrazione dell’elemento soggettivo: il privato è assistito dalla presunzione di colpevolezza della P.A. in caso di illegittimità del provvedimento, salva la dimostrazione dell’errore scusabile.
Tuttavia, nella materia dei pubblici appalti si può prescindere dallo stato di dolo o colpa in capo alla Stazione appaltante: nel caso di specie, il Consiglio ha accolto la domanda di risarcimento per equivalente sulla sola base della prova che, se la Stazione appaltante non avesse adottato l’atto illegittimo, la gara sarebbe stata sicuramente aggiudicata al concorrente che ha agito in giudizio.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Nel caso di specie, un’impresa otteneva un Piano di Lottizzazione convenzionato e, a seguire, un Permesso di Costruire per la realizzazione di 16 villette.
Dopo il rilascio dei PdC, il Comune emanava una prima ordinanza di sospensione lavori, dicendo che bisognava aspettare l’approvazione del Piano Paesaggistico. La Soprintendenza, però, chiariva che solo le norme riguardanti specificatamente i beni paesaggistici sono immediatamente cogenti nella fase di adozione dei piani in regime di norme di salvaguardia (cfr. art. 143, co. 9 del Codice Urbani). Il Comune così annullava in autotutela la propria ordinanza.
A seguire, il Comune emanava una seconda ordinanza di sospensione lavori, affermando che forse il Piano di Lottizzazione (rilasciato più di tre anni prima…) avrebbe dovuto essere sottoposto a VAS ex art. 6, co. 2, lett. b del Codice dell’ambiente.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, dopo aver chiarito che nel caso specifico non sussisteva l’obbligo di VAS (e che comunque simili dubbi devono intervenire nella fase procedimentale prodromica al rilascio dei provvedimenti, non a distanza di anni), ha accolto la domanda di risarcimento danni dell’impresa, ponendo utili principi in materia.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ricordato che l’onere di dimostrare il tempo di realizzazione dell’abuso edilizio spetta al privato che contesta le misure demolitorie ovvero richieda la concessione in sanatoria, il quale invero non vanta alcun legittimo affidamento rispetto alla conservazione dell’immobile abusivo.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Piemonte ribadisce che la vicinitas è sufficiente ad integrare i presupposti dell’azione per agire in giudizio, ovvero la legittimazione e l’interesse a ricorrere.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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