La giurisprudenza, ad oggi, sembrava orientata a sostenere che le proroghe introdotte dal cd. decreto del fare e dalla normativa emergenziale da Covid-19 si applicassero esclusivamente ai termini convenzionali e non a quelli dei Piani.
Alcune recentissime sentenze del Consiglio di Stato, però, hanno minato tale certezza.
Si ringrazia il dott. Roberto Travaglini di Confindustria Vicenza per la segnalazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Pubblichiamo una nota sintetica dell'ANCI relativa alle novità contenute nella legge di bilancio 2022. In particolare, vedasi l'art. 1, commi 534-542 contenenti disposizioni per la rigenerazione urbana.
Il dott. Ing. Mauro Federici, che sentitamente ringraziamo, ci invia una interessante nota, che volentieri pubblichiamo, su una questione molto particolare: si può commettere il reato di falso ideologico anche semplicemente barrando con una X una o qualcuna delle caselle del modulo di presentazione di una SCIA.
L'ANAC con la delibera n. 800 del 1° dicembre 2021 si è espressa sugli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 39 “Trasparenza dell'attività di pianificazione e governo del territorio”, co. 2, D.Lgs. 33/2013.
L’obbligo per i Comuni di rendere pubblici i piani urbanistici e le varianti non vale solo per gli atti definitivi, ma anche per le proposte di modifica degli strumenti urbanistici vigenti.
E’ quanto precisa Anac, intervenuta nella seduta del Consiglio del 1° dicembre scorso in merito ad una richiesta di chiarimenti da parte del Comune di Fagnano Olona, in provincia di Varese. Un gruppo di cittadini residenti nel Comune lombardo ha fatto domanda di accesso civico agli atti e ai documenti della proposta di variante urbanistica finalizzata alla realizzazione di un capannone industriale in un’area residenziale. Trattandosi di semplice “proposta di variante”, il Comune non aveva provveduto alla pubblicazione dei documenti relativi, intenzionato a darne pubblicità solo dopo la delibera di adozione della variante. Cioè a provvedimento concluso.
Di diverso avviso, invece, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, che ha precisato come tutti gli atti riguardanti il governo del territorio devono trovare adeguata pubblicità, nell’ottica della trasparenza e della prevenzione della corruzione. Tale obbligo, però, non vale esclusivamente per gli atti definitivi, ma anche nel caso di “proposte di varianti”. Pertanto, tutta la documentazione riguardante progetti di trasformazione urbanistica, privata o pubblica, volti a modificare lo strumento urbanistico in vigore, va messa a disposizione del pubblico.
Innanzitutto con la pubblicazione nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale del Comune.
L'Università Ca' Foscari di Venezia ha organizzato un Master in Amministrazione e Gestione della Fauna Selvatica, V Edizione a.a.2021-22, scadenza iscrizioni: 17 gennaio 2022.
Il master è ideato per formare un tecnico capace di operare una gestione sostenibile della fauna selvatica. Gli insegnamenti sono dunque caratterizzati da una forte interdisciplinarietà per poter coniugare competenze nelle materie della biologia, del diritto, dell’economia e dell’etica.
I diplomati al Master potranno inserirsi in Enti pubblici, Aziende italiane ed europee, Associazioni, o svolgere attività libero professionale di consulenza.
Il Consiglio di Stato chiarisce che nel caso di un bene culturale la tutela va considerata in modo unitario e non è parcellizzabile.
Nel caso esaminato il ricorrente asseriva che il proprio immobile non fosse sottoposto al vincolo monumentale perchè è (solo) una pertinenza della villa principale.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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La sentenza spiega che non può considerarsi “meramente confermativo” di un precedente provvedimento l’atto la cui adozione sia stata preceduta da un riesame della situazione che aveva condotto al primo provvedimento, giacché solo l’esperimento di un ulteriore adempimento istruttorio, mediante la rivalutazione degli interessi in gioco e un nuovo esame degli elementi di fatto e di diritto che caratterizzano la fase considerata, può condurre a un atto “propriamente confermativo”, in grado, come tale, di dare vita a un provvedimento diverso dal precedente e quindi suscettibile di autonoma impugnazione.
Post di Daniele Iselle
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Il Consiglio di Stato, riformando una sentenza del TAR Campania, ha fornito un interessante e utile riepilogo degli orientamenti giurisprudenziali sulla necessità o meno dell’approvazione dei piani attuativi prima del rilascio del permesso di costruire, individuando tre possibili situazioni che si possono in concreto verificare e le relative conseguenze sulla richiesta del titolo.
Nel caso in esame il piano attuativo ero richiesto dallo strumento urbanistico: si trattava di un'area classificata come zona D2.2 (artigianali e commerciali di nuovo impianto e di ristrutturazione urbanistica) del P.R.G., nella quale, ai sensi dell’art. 49 delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G., nella zona D2.2 non sono ammessi interventi diretti, ma si rende necessaria la preventiva approvazione del Piano Urbanistico Esecutivo (P.U.E.) per l’intera zona risultante dalla cartografia di P.R.G.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto ammissibile l'intervento diretto, ma non in base a una delle tre ipotesi sopra esaminate. L’appellante aveva, infatti, presentato una domanda edilizia avvalendosi della facoltà concessa dall’articolo 28-bis del d.P.R. n. 380 del 2001, in quanto il decreto “Sblocca Italia (D.L. n. 133 del 2014) ha introdotto il “Permesso di costruire convenzionato.
Post del dott. Ing. Mauro Federici
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Nella sentenza del Consiglio di Stato oggi pubblicata su Italiaius si ricorda anche che la giurisprudenza ha già precisato che l’equivalenza tra pianificazione esecutiva e stato di sufficiente urbanizzazione ai fini del rilascio del titolo edilizio non opera nel procedimento di formazione del silenzio assenso sulla domanda di permesso di costruire.
Post del dott. Ing. Mauro Federici
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Nella sentenza del Consiglio di Stato oggi pubblicata su Italiaius si precisa altresì che la mancanza della autorizzazione sismica impedisce la formazione del silenzio-assenso sulla domanda di permesso di costruire.
Post del dott. Ing. Mauro Federici
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