Il TAR Piemonte ha di recente ribadito che la competenza in materia sanitaria appartiene alle aziende sanitarie, nonostante la lettera della legge, in tale materia, la riferisca al Sindaco.
In seguito all’entrata in vigore del T.U. Enti Locali (d.lgs. n. 267/2000), infatti, al Sindaco in materia sanitaria residuano solo poteri di natura emergenziale, mentre gli ordinari controlli di igiene e sanità spettano agli uffici delle ASL.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha spiegato che una sentenza passata in giudicato e debitamente notificata alla controparte fornisce al beneficiario del giudicato stesso un diritto quesito, che resta insensibile all’eventuale mutamento normativo sopravvenuto.
Il Consiglio ha anche specificato che, in caso di silenzio-inadempimento accertato con forza di giudicato, non rileva lo ius superveniens successivo alla data di scadenza assegnata dal Giudice per l’adozione del provvedimento conclusivo del procedimento.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 141, depositata il 7 giugno 2019, ha ritenuto costituzionalmente legittima la legge Merlin in materia di prostituzione (L. 20 febbraio 1958, n. 75), spiegando che la libertà sessuale è un diritto, il favoreggiamento della prostituzione no
Nel caso di specie, il Comune negava ai privati la concessione edilizia, poiché i loro fondi non ricadevano tutti in Zona B.
Dopo 10 anni, con tanto di ricorso vittorioso al TAR, i privati ottenevano che il Comune trasformasse in Zona B tutte le loro proprietà e rilasciasse il titolo edilizio.
Ma trascorsi appena 30 giorni, il Comune distingueva in quelle stesse aree una zona A1 e una zona FP1 e le destinava a “parco lineare urbano”.
Così, i privati si rivolgevano di nuovo al TAR per far valere la sentenza precedentemente ottenuta: il TAR rispondeva che, in fondo, le loro aree erano divenute tutte di Zona B (per soli 30 giorni!).
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in grado di appello, si è dimostrato più attento al bene della vita per cui i privati agivano: le sue esatte parole sono che “la condotta dell’Amministrazione è paradossale; […] ogni ulteriore commento volto a stigmatizzarne l’illegittimità e financo l’ingiustizia e la scorrettezza - è superfluo”.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Bolzano aderisce alla giurisprudenza sempre più pressante, secondo cui la sanatoria edilizia non comporterebbe l’inefficacia, ma solo la sospensione degli effetti giuridici dell’ordine demolitorio già impartito.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha elencato i criteri di computo che la P.A. dovrà seguire per risarcire i privati del provvedimento illegittimo con cui ha ritardato l’esecuzione di lavori edili.
Il Consiglio ha chiarito che si tratta di un debito di valore, sul quale andrà applicata la rivalutazione monetaria e gli interessi.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Sabato 15 giugno 2019 si terrà a Padova, presso la sala polivalente di Via D. Valeri 17, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, un seminario sul seguente tema “Abusi edilizi, ordinanza di demolizione e acquisizione al patrimonio comunale: il punto alla luce della più recente giurisprudenza nazionale e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.
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Il convegno vedrà come relatori gli avv.ti Marco Antoniol, Domenico Chinello, Andrea Faresin e Alessandro Pizzato e come moderatore l'avv. Dario Meneguzzo.
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La partecipazione è libera, non richiede prenotazione e attribuirà tre crediti formativi.
Con riferimento all’art. 131 d.lgs. 490/1999 (attualmente, art. 160 Codice dei beni culturali e del paesaggio), il TAR Veneto ha affermato che il destinatario dell’ordine di reintegrazione di un bene culturale, individuato dalla norma nel “responsabile”, è il soggetto che ha la materiale disponibilità del bene.
Dunque, può trattarsi anche del proprietario incolpevole, il quale se vorrà potrà rivalersi sull’autore della violazione delle norme di protezione e conservazione dei beni culturali (di cui alla Parte II, Titolo I, Capo III del Codice).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Recentemente il TAR Veneto ha ribadito quali siano i limiti della c.d. vicinitas, che permettono a un soggetto terzo di impugnare un provvedimento amministrativo (nel caso di specie, il permesso di costruire relativo ad un allevamento di suini).
In particolare, il Giudice ha ricordato come sia necessaria non solo la vicinanza fisica, ma anche la prova del pregiudizio patito dal soggetto e derivante dall’adozione del permesso di costruire.
Nel caso di specie, stante l’avvenuto rispetto delle normative regionali in materia, non trattandosi di allevamento di tipo intensivo, e trovandosi il terzo a quasi un chilometro di distanza dal sito, le doglianze di questi non hanno potuto trovare accoglimento.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il T.A.R. si sofferma sui principi che devono reggere l’interpretazione degli atti di gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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