Pubblichiamo il Rapporto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) 2019 sul consumo di suolo in Italia, da cui si evince che il Veneto è la regione con il maggiore incremento artificiale di cementificazione, pari a + 923 ettari.
Nel caso di specie, la Giunta comunale deliberava la non approvazione e conseguente restituzione di un PUA, nonostante il Piano fosse stato adottato (come accertato da una sentenza del Consiglio di Stato) con il meccanismo del silenzio-assenso ex art. 20 l.r. Veneto 11/2004 ss.mm.ii.
Il TAR Veneto ha ritenuto legittima la deliberazione della Giunta, in base al principio che l’approvazione di un PUA ad iniziativa privata già adottato non è atto vincolato ma discrezionale: tanto più che l’adozione per silenzio-assenso non ha permesso di compiere valutazioni sul merito del Piano.
Post di Daniele Iselle – funzionario comunale
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Lo ha affermato il TAR Catania, poiché tale operazione provoca un illegittimo aumento di volumetria.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Lo ha affermato il TAR Palermo: ciò perché il debito fuori bilancio si fonda sull’inadempimento del rapporto sottostante da parte della P.A., perciò il credito del privato integra un diritto soggettivo.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Catania ha spiegato la differenza tra la procedura di accesso agli atti, innanzi ai pubblici funzionari ai sensi degli artt. 22 ss. l. 241/1990, e la richiesta di copia degli atti, che si avanza ai pubblici depositari ex art. 743 c.p.c.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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L’art. 38 DPR 380/2001 dispone che: “1. In caso di annullamento del permesso di costruire, qualora non sia possibile, in base a motivata valutazione, la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in pristino, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite”.
Una sentenza del TAR Veneto si occupa del calcolo della sanzione pecuniaria nel seguente caso nel quale l’abuso consiste nella chiusura del locale stenditoio, che, in precedenza non costituiva volume edilizio (risultando, almeno in parte, aperto) e nella ristrutturazione del suddetto locale, con conseguente trasformazione della sua destinazione d’uso, da accessorio a residenziale.
Oggetto della controversia era, quindi, l’esatta individuazione delle opere da ritenersi abusive ai fini del calcolo della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 38 DPR 380/2001.
I ricorrenti affermavano che la superficie sottostante l’originaria copertura, espressamente ritenuta non abusiva dal Comune, non potrebbe essere considerata a tale scopo.
Ma il TAR decide in senso opposto.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR veneto precisa che spetta alla competenza del sindaco (e non a quella del dirigente) non solo il vero e proprio ordine di demolizione dei rifiuti, ma anche la diffida a farlo.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Sul Bur n. 105 del 20 settembre 2019 è stato pubblicato il regolamento regionale del Veneto n. 2 del 10 settembre 2019, recante "Disciplina degli obblighi informativi riguardanti gli alloggi dati in locazione turistica (articolo 27 bis, comma 4, della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11)".
Il T.A.R ricorda il riparto di giurisdizione sugli atti della P.A. di reclutamento del personale, ovvero sulle scelte di ricorrere alla mobilità esterna o all’indizione di un pubblico concorso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto ricorda che la SCIA può essere inibita dall’ente in autotutela, ex art. 21 nonies della l. n. 241/1990, solo se il provvedimento è preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento: tale atto è necessario per permettere al privato di contraddire con il Comune.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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