Si può presentare una SCIA per il cambio di destinazione d’uso di un fabbricato?

11 Set 2013
11 Settembre 2013

Si occupa della questione la sentenza del TAR Napoli n. 4193 del 2013.

Scrive il TAR: "parte ricorrente ha affermato solo genericamente che l’intervento non comporterebbe nessun carico urbanistico, senza allegare ossia alcun elemento serio e circostanziato, in questa direzione, e dunque senza fornire il benché minimo principio di prova ai sensi dell’art. 2697 c.c. Tale carenza appare tanto più evidente ove soltanto si consideri che il cambio di destinazione d’uso tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee – come nel caso di specie dove si passerebbe da struttura residenziale ad attività di ristorazione – deve essere espressamente vagliato ed autorizzato dall’amministrazione, mediante rilascio di permesso di costruire e non mediante semplice SCIA, anche qualora non si riscontrino modifiche edilizia esteriori: e ciò proprio perché è necessario valutare in siffatte ipotesi gli effetti arrecati sul piano del carico urbanistico, ad esempio in termini di impatto sulla viabilità e sui parcheggi. Analisi questa che il ricorrente, come già anticipato, ha del tutto omesso di effettuare".

Per la verità, tale  questione non era l'oggetto del ricorso e il discorso del carico urbanistico riguardava l'applicazione del PAI, ma il TAR lo ha detto lo stesso, senza, peraltro, chiarire quale sia il nesso normativo tra i concetti richiamati.

Un altro punto della sentenza non risulta tanto chiaro. Il ricorrente ha impugnato l'inibitoria di una SCIA, lamentando, tra l'altro, la violazione dell’art. 10-bis della legge n. 241 del 1990, perchè non è stato inviato il preavviso di diniego prima dell'inibitoria. Il TAR respinge qesto motivo, dicendo che: "per giurisprudenza pressoché pacifica (cfr., ex multis, T.A.R. Campania Napoli, sez. VII, 12 marzo 2013, n. 1407) è irrilevante la violazione dell’art. 10-bis della legge n. 241 del 1990 nei casi in cui il ricorrente, come nella specie, non avrebbe comunque potuto addurre elementi idonei a modificare il contenuto finale del provvedimento, con ogni conseguenza in ordine alla applicazione della disposizione sanante di cui all'art. 21-octies, comma 2, della stessa legge generale sul procedimento amministrativo".

Ma siamo sicuri che l'inibitoria di una SCIA richieda il preavviso di diniego ex art. 10 bis L. 241/90?

Dario Meneguzzo

TAR Napoli 4193 del 2013

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2 replies
  1. fiorenza dal zotto says:

    forse non lo richiede, ma è comunque utile
    fiorenza dal zotto

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    • mirko zampieri says:

      forse non lo richiede in quanto l’art.10 bis è previsto “Nei procedimenti ad istanza di parte…” e la Scia non lo è dato che trattasi di una “segnalazione…”
      il comune può cmq trovare la forma adeguata e opportuna, anche se non espressamente previsto dalla L.

      Rispondi

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