Tag Archive for: venetoius

In Consiglio Regionale del Veneto il progetto di legge in materia di comunità energetiche rinnovabili e di autoconsumatori che agiscono collettivamente

27 Giu 2022
27 Giugno 2022

La terza commissione consiliare del Consiglio Regionale del Veneto la licenziato il progetto di legge unificato relativo alla promozione della istituzione delle comunità energetiche rinnovabili e di autoconsumatori di energie rinnovabili che agiscono collettivamente

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Attività funeraria, sale del commiato e zone residenziali

22 Apr 2022
22 Aprile 2022

Il TAR Veneto dapprima ricorda in via generale che l’attività funeraria è compatibile con la zona residenziale, salvo non sia espressamente esclusa dagli strumenti urbanistici; ciò posto afferma che, in base alla l. R.V. n. 18/2010, l’ubicazione delle sale del commiato deve essere previamente definita nel Regolamento di Polizia Mortuaria, cosicché, in assenza di tale indicazione, non è possibile alcun insediamento.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Distanza cimiteriale: proposta della Regione Veneto di modifica alla legge statale

20 Apr 2022
20 Aprile 2022

I dottori urbanisti Daniele Rallo e Luca Rampado (Consiglio Nazionale ASSURB - Associazione Nazionale Urbanisti, Pianificatori Territoriali e Ambientali), che sentitamente ringraziamo, ci inviano un articolo, che volentieri pubblichiamo, sulla proposta della Regione Veneto di modifica alla legge statale sulla distanza cimiteriale.

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Corte Costituzionale: udienza il 14 settembre 2022 sulla legge della Regione Veneto in materia di stato legittimo degli immobili

12 Apr 2022
12 Aprile 2022

La Corte Costituzionale ha fissato per il 14 settembre 2022, relatore Navarretta, l'udienza sulla questione sollevata dal Governo sull'articolo 7 della legge della Regione Veneto 30 giugno 2021, n. 19, che ha aggiunto dell'art. 93-bis nella legge regionale 27 giugno 1985, n. 61, in materia di stato legittimo degli immobili.

Post di Daniele Iselle

Diniego di terzo condono

07 Apr 2022
7 Aprile 2022

Nel caso di specie, il Comune denegava un’istanza di condono per l’intervento di chiusura della terrazza mediante realizzazione di una struttura lignea, su di un immobile soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi della l. 1497/1939 e dichiarata di notevole interesse pubblico (cfr. ad oggi art. 136, co. 1, lett. c e art. 157, co. 1, lett. c d.lgs. 42/2004).

Il TAR Veneto ha ritenuto legittimo il diniego, poiché:

- l’art. 3, co. 3 l.r. Veneto 21/2004 esclude espressamente la condonabilità degli aumenti di volumetria in area vincolata;

- era stato rilasciato il parere negativo vincolante della Commissione per la Salvaguardia di Venezia.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il Consiglio regionale del Veneto approva un progetto di legge statale sulla fascia di rispetto cimiteriale

29 Mar 2022
29 Marzo 2022

Approvato in Consiglio Regionale il Progetto di Legge Statale sull’aggiornamento - modifica dell’articolo 338 del Testo Unico sulle Leggi Sanitarie in materia di cimiteri e fasce di rispetto cimiteriale: il progetto verrà, quindi, inviato al Parlamento a Roma.

“Un progetto di legge statale per aggiornare e chiarire la normativa sulla definizione dei vincoli cimiteriali riguardo alle ‘fasce di rispetto’, cioè quelle distanze entro cui è vietato costruire a tutela delle esigenze igienico sanitarie, della sacralità del luogo nonché dell'interesse a mantenere un'area di possibile espansione del perimetro cimiteriale”.

Così i consiglieri regionali Marco Zecchinato e la presidente della Seconda Commissione Silvia Rizzotto (Intergruppo Lega – Liga Veneta), rispettivamente primo e secondo firmatario del disegno di legge approvato dall’aula consiliare.

“L’attuale normativa è ormai datata – ricordano i consiglieri – e le modifiche intervenute nel corso del tempo, così come le interpretazioni delle norme stesse, non rispondono più né agli scenari urbanistici attuali né alle esigenze che sono venute a crearsi nel tempo. Le fasce di rispetto cimiteriale sono ancora disciplinate da un Regio Decreto del 1934, oggetto di qualche aggiustamento, ma l’applicazione della norma comporta spesso criticità e limitazioni.

"Ad oggi non si può costruire nuovi edifici o ampliarne di esistenti nel raggio di 200 metri dal perimetro di un cimitero, e questo vale anche per quei cimiteri esauriti che ormai rivestono un valore storico testimoniale o di memoria. Negli anni però si sono succedute varie modifiche legislative che hanno modificato le distanze e comportato incertezza nell’interpretazione della norma. La nostra proposta di legge interviene nella definizione dei vincoli relativi a quei cimiteri già esistenti, ormai inglobati nelle città o nelle aree periferiche, prevedendo una fascia di 50 metri di inedificabilità per i comuni fino ai 20mila abitanti, e una fascia di 100 metri per quelli più grandi”.

“È poi fondamentale – proseguono i consiglieri - assicurare anche che tutti gli immobili esistenti possano essere oggetto di interventi antisismici o finalizzati al miglioramento energetico, che in molti casi consistono in ristrutturazioni che necessitano anche aumenti volumetrici per il raggiungimento degli standard più recenti di valorizzazione urbanistica. Con questo Pdl - concludono Zecchinato e Bizzotto - all’interno delle fasce di rispetto vengono consentiti interventi di recupero, di installazione dei servizi tecnici ma anche all’abbattimento delle barriere architettoniche, funzionali all’utilizzo dell’edificio esistente.

Una proposta che innalza del 20% la percentuale massima di ampliamento volumetrico per quelle costruzioni che sorgono all’interno dell’area di vincolo cimiteriale. Oggi sono cambiate anche le modalità di gestione dei cimiteri, è arrivato il momento di aggiornare la normativa statale”.

dettaglio-odg   (il testo approvato è reperibile a partire dalla pagina 27, fatto salvo l'emendamento sotto riportato)

Delibera ricognitiva degli AUC

28 Mar 2022
28 Marzo 2022

Il TAR Veneto ha affermato che la delibera di individuazione degli ambiti di urbanizzazione consolidata (AUC) ex art. 13, co. 9 l.r. Veneto 14/2017 (cd. legge sul consumo di suolo) è meramente ricognitiva dell’assetto urbanistico vigente sul territorio, perciò la sua eventuale impugnazione è carente d’interesse.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ampliamento fino a 800 mc in zona agricola: il fabbricato deve avere, o aver avuto, un collegamento funzionale con il fondo agricolo?

15 Mar 2022
15 Marzo 2022

L’art. 44, co. 5 l.r. Veneto 11/2004, nel testo attualmente vigente come novellato dall’art. 34, co. 1 l.r. Veneto 3/2013, recita: “Gli interventi di recupero dei fabbricati esistenti in zona agricola sono disciplinati dal PAT e dal PI ai sensi dell’articolo 43. Sono sempre consentiti, purché eseguiti nel rispetto integrale della tipologia originaria, gli interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia” e successive modificazioni, nonché l’ampliamento di edifici da destinarsi a case di abitazione, fino ad un limite massimo di 800 mc. comprensivi dell’esistente, purché la destinazione abitativa sia consentita dallo strumento urbanistico generale”.

La circolare del Presidente della Giunta regionale, n. 2 del 29.10.2013 – che pubblichiamo – afferma che la norma dovrebbe interpretarsi in combinato disposto con gli artt. 43 e 44, co. 1 l.r. Veneto 11/2004.

Secondo la circolare, “pare potersi affermare” (notare l’espressione dubitativa) che l’ampliamento fino a 800 mc è consentito solo a favore di edifici per i quali lo strumento urbanistico preveda espressamente la destinazione abitativa e sempre che tali edifici “abbiano o abbiano avuto un collegamento funzionale con il fondo agricolo”.

Quest’ultimo requisito, però, non è esplicitamente posto dal dettato normativo del co. 5 dell’art. 44 cit., che fa semplicemente riferimento ai “fabbricati esistenti in zona agricola”.

La questione non risulta però affrontata dalla giurisprudenza.

Può la circolare, in quanto atto amministrativo, offrire un’interpretazione restrittiva delle facoltà edificatorie riconosciute dalla legge regionale? O davvero dagli artt. 43-44 l.r. cit. si può desumere la necessità del collegamento funzionale dell’immobile da ampliare con il fondo agricolo?

Qual è la Vostra opinione?

Post degli avv.ti Alessandra Piola e Alberto Antico

circolare Presidente Giunta Veneto, 2-2013

Incontro dell’ANCI sul PGRA (Piano Gestione Rischio Alluvioni)

14 Mar 2022
14 Marzo 2022

Oggi pomeriggio [lunedì 14 marzo, inizio ore 14.45] ci sarà il secondo dei vari incontri territoriali di presentazione del PGRA (Piano Gestione Rischio Alluvioni) organizzato da Anci Veneto [Anci Sa], con la partecipazione della Regione Veneto e dell'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali.

Vi allego le domande,  raccolte a seguito confronto con vari comuni, che abbiamo indirizzato ai relatori del convegno. Le loro risposte potranno esserci di grande aiuto per applicare nel modo migliore  le misure di salvaguardia in vigore dallo scorso 5 febbraio.

Arch. Fiorenza Dal Zotto

Quesiti

Condono e nuova costruzione

11 Mar 2022
11 Marzo 2022

IL TAR del Veneto respinge il ricorso poiché, stando alla normativa regionale, si può procedere ad un eventuale condono edilizio di una nuova costruzione solo nel caso di volumi, privi di autonomia, pertinenziali a fabbricati residenziali. Il Collegio precisa altresì che per ”ampliamento” s’intende una costruzione preesistente priva di autonoma funzionalità, dato che si devono considerare come tali le strutture esterne ed autonome, ancorché funzionalmente connesse con l’impianto nel suo insieme. Sul punto l’art. 3 della l. r. Veneto 5 novembre 2004, n. 21 è chiara laddove disponendo che; “le tipologie di opere di cui all'allegato 1 della legge sul condono sono suscettibili di sanatoria edilizia a condizione che: a) gli ampliamenti di costruzioni a destinazione industriale, artigianale e agricolo-produttiva non superino il 20 per cento della superficie coperta, fino ad un massimo di 450 metri quadrati di superficie lorda di pavimento; b) gli ampliamenti a destinazione diversa da quella di cui alla lettera a) non superino il 30 per cento della volumetria della costruzione originaria, fino ad un massimo di 450 metri cubi; c) le nuove costruzioni siano pertinenze di fabbricati residenziali prive di funzionalità autonoma, fino ad un massimo di 300 metri cubi”.

Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza

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