Tag Archive for: venetoius

Parchi di interesse regionale

18 Giu 2024
18 Giugno 2024

Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 6, co. 2, n. 2 l.r. Veneto 40/1984, secondo cui nei parchi e nelle riserve di interesse regionale tra gli interventi consentiti vi sono quelli relativi alle attività agricole in atto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Zone ad urbanizzazione differita

11 Giu 2024
11 Giugno 2024

Il T.A.R. Veneto ha confermato la legittimità dell’operato del Comune di Spinea che ha classificato come “zone ad urbanizzazione differita”, con una normativa alquanto diversa dalle cd. zone bianche, le aree che avevano perso la loro potenzialità edificatoria stante la decadenza prevista dall’art. 18, comma 7, della l.r. Veneto n. 11/2004.

Tale comma prevede quanto segue: "7. Decorsi cinque anni dall’entrata in vigore del piano decadono le previsioni relative alle aree di trasformazione o espansione soggette a strumenti attuativi non approvati, a nuove infrastrutture e ad aree per servizi per le quali non siano stati approvati i relativi progetti esecutivi, nonché i vincoli preordinati all’esproprio di cui all’articolo 34. In tali ipotesi si applica l’articolo 33 fino ad una nuova disciplina urbanistica delle aree, da adottarsi entro il termine di centottanta giorni dalla decadenza, con le procedure previste dai commi da 2 a 6; decorso inutilmente tale termine, si procede in via sostitutiva ai sensi dell’articolo 30".

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Il parco commerciale

11 Giu 2024
11 Giugno 2024

Il TAR Veneto ha affermato che, ai sensi dell’art. 4, co. 1, lett. g d.lgs. 114/1998 e dell’art. 3, co. 1, lett. g, nn. 1-2 l.r. Veneto 50/2012, si ha un parco commerciale al ricorrere dei seguenti requisiti: a) la pluralità di strutture edilizie; b) la destinazione economica delle stesse; c) l’impatto sul territorio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le grandi strutture di vendita

11 Giu 2024
11 Giugno 2024

Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 57, co. 3 l.r. Veneto 45/2017, che assoggetta le aree da destinare all’insediamento di grandi strutture di vendita superiori agli 8.000 mq (ossia il grande centro commerciale e il parco commerciale, come definiti dall’art. 3, co. 1, lett. g l.r. Veneto 50/2012) alla pianificazione coordinata tra più Comuni, ad eccezione dei casi in cui vi siano pregresse conformazioni urbanistiche alla data di entrata in vigore della legge, ossia il 29 dicembre 2017.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Azione di rivalsa per le spese sostenute dal consorzio obbligatorio ai sensi della l.r. Veneto 61/1985

07 Giu 2024
7 Giugno 2024

L’art. 62, co. 4 l.r. Veneto 61/1985, ora abrogato, recitava: “L’intervenuta costituzione del Consorzio obbligatorio costituisce titolo per il Sindaco per procedere all’occupazione temporanea degli immobili degli aventi titolo dissenzienti e affidarli al Consorzio per l’esecuzione degli interventi previsti, con diritto di rivalsa delle spese sostenute nei confronti degli aventi titolo, oppure per procedere all’espropriazione degli stessi immobili da cedere al Consorzio obbligatorio ai prezzi corrispondenti all’indennità di esproprio”.

La Corte d’appello di Venezia ha affermato che la rivalsa in questione è consentita non per qualsiasi tipologia di spese sostenute dal consorzio obbligatorio, bensì soltanto per quelle relative alle occupazioni temporanee degli immobili dei proprietari dissenzienti ed al loro affidamento (o alla loro acquisizione) al consorzio onde eseguire gli interventi programmati dal Comune attraverso il comparto.

Una volta azionata in primo grado l’azione di rivalsa, viola il divieto di nova in appello la richiesta delle medesime somme a titolo di obbligazione propter rem di natura solidale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Consorzio obbligatorio ai sensi della l.r. Veneto 61/1985 e questioni di giurisdizione

07 Giu 2024
7 Giugno 2024

La Corte d’appello di Venezia ha affermato che spetta al G.O. conoscere dell’azione di rivalsa da parte dei proprietari esecutori nei confronti di quelli dissenzienti, prevista dall’art. 62, co. 4 l.r. Veneto 61/1985, ora abrogato: “L’intervenuta costituzione del Consorzio obbligatorio costituisce titolo per il Sindaco per procedere all’occupazione temporanea degli immobili degli aventi titolo dissenzienti e affidarli al Consorzio per l’esecuzione degli interventi previsti, con diritto di rivalsa delle spese sostenute nei confronti degli aventi titolo, oppure per procedere all’espropriazione degli stessi immobili da cedere al Consorzio obbligatorio ai prezzi corrispondenti all’indennità di esproprio”.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Pubblicata sul B.U.R. una nuova legge regionale in materia di ambiente: dubbi sulla sua costituzionalitĂ  per mancato adeguamento alla normativa statale

04 Giu 2024
4 Giugno 2024

Con la l.r. Veneto 27 maggio 2024, n. 12 (pubblicata sul Bur n. 70 del 31.05.2024), è stata approvata la Disciplina regionale in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), valutazione di impatto ambientale (VIA), valutazione d’incidenza ambientale (VINCA) e autorizzazione integrata ambientale (AIA).

La legge regionale è disponibile al seguente link:

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=531079.

Gli interpreti sollevano alcuni dubbi sulla sua costituzionalità, perché tale legge regionale sembra non tenere conto della disciplina statale in materia di provvedimenti ambientali.

Ad esempio, il paragrafo 4.3 dell’Allegato al d.m. Ambiente del 30 marzo 2015, n. 52, recante le Linee guida per la verifica di assoggettabilità a VIA dei progetti di competenza delle Regioni e Province autonome, previsto dall’art. 15 d.l. 91/2014, come convertito dalla l. 116/2014, afferma: “Per i progetti localizzati in aree considerate sensibili in relazione alla capacità di carico dell’ambiente naturale, le soglie individuate nell'allegato IV della parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006 sono ridotte del 50%”.

La legge regionale non sembra tenere conto di questo parametro.

Inoltre, il decreto del Ministero della Salute del 27 marzo 2019, recante le Linee guida per la valutazione di impatto sanitario (VIS) – decreto voluto dal d.lgs. 104/2017, al fine di recepire la direttiva 2014/52/UE – afferma che la VIS stessa deve essere parte integrante della VIA per determinati progetti.

Questa circostanza non sembra riportata nella legge regionale.

La Corte costituzionale a più riprese ha affermato che le Regioni non hanno il potere di diminuire la tutela ambientale disposta dalle norme statali, bensì la più solo aumentarla.

La questione sulla costituzionalità o no della l.r. Veneto 12/2024 è naturalmente assai complessa, stante il complicato intreccio tra normativa dell’UE, dello Stato e delle Regioni, nonché stante il diverso rango gerarchico tra un decreto ministeriale (che però attua disposizioni sovraordinate) e una legge regionale.

Post di Daniele Iselle

Il recepimento della Regione del Veneto dell’art. 2-bis d.P.R. 380/2001

28 Mag 2024
28 Maggio 2024

Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 8, co. 4-bis l.r. Veneto 4/2015, introdotto dall’art. 66, co. 1 l.r. Veneto 30/2016, secondo cui, in attuazione dell’art. 2-bis d.P.R. 380/2001, ai fini del calcolo della distanza minima tra pareti finestrate ex art. 9 d.m. 1444/1968, non sono computati gli sporti e gli elementi a sbalzo, compresi terrazze e balconi non chiusi, aggettanti dalla facciata dell’edificio per non più di 1,50 metri. Resta fermo il rispetto delle disposizioni del codice civile relative alle distanze tra costruzioni nonché quelle relative all’apertura di vedute dirette e balconi sul fondo del vicino.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Incostituzionale la legge veneta sull’edilizia residenziale pubblica che poneva come requisito la residenza in Veneto per almeno 5 anni (anche non continuativi, nell’arco dei precedenti 10 anni)

24 Apr 2024
24 Aprile 2024

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 25, co. 2, lett. a l.r. Veneto 3 novembre 2017, n. 39 (Norme in materia di edilizia residenziale pubblica), nella parte in cui nega l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi, italiano o straniero, al momento della richiesta non sia residente nel territorio della Regione da almeno 5 anni, pur se calcolati nell’arco degli ultimi 10 e maturati eventualmente anche in forma non continuativa.

Il requisito della residenza prolungata nella Regione non presenta alcuna ragionevole correlazione con il soddisfacimento dell’esigenza abitativa di chi si trova in una situazione di bisogno. Anzi, tale criterio contrasta con la circostanza per cui proprio chi versa in stato di bisogno si vede più di frequente costretto a trasferirsi da un luogo all’altro spinto dalla ricerca di opportunità di lavoro. Del resto, la permanenza per almeno 5 anni nella Regione, accertata nell’arco di un decennio, non induce a ritenere che vi sarà un futuro radicamento nel territorio, né serve a valorizzare il tempo dell’attesa nell’accesso al beneficio, esigenza che si può semmai riflettere nell’anzianità di presenza nella graduatoria di assegnazione.

Resta fermo il requisito della residenza anagrafica nel Veneto alla data di scadenza del bando di concorso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Abusi edilizi su aree di proprietĂ  dello Stato e diritto intertemporale

22 Apr 2024
22 Aprile 2024

Il TAR Veneto ha affermato che la normativa statale sopravvenuta di cui agli artt. 27, 31 e 35 d.P.R. 380/2001 hanno sostituito la procedura prevista dagli artt. 92 e 95 l.r. Veneto 61/1985, fra l’altro attribuendo al dirigente o al responsabile del competente ufficio comunale la competenza in materia di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia e di interventi repressivi, con esclusione del coinvolgimento di organi politici come il Consiglio Comunale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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