Tag Archive for: venetoius

Nuove disposizioni regionali in materia di opere pubbliche in variante allo strumento urbanistico generale

23 Nov 2022
23 Novembre 2022

Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato ieri una modifica alla lr n. 27 del 2003, introducendo l'articolo 24 bis, che disciplina la conferenza di servizi per progetti e interventi di opere pubbliche che comportano variante allo strumento urbanistico generale.

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Il giurista, l’aruspice e il piano casa

22 Nov 2022
22 Novembre 2022

Non sempre un giurista riesce a capire cosa voleva dire il legislatore e, quindi, talvolta deve tirare a indovinare, come gli aruspici dei tempi antichi.

Per esempio, cosa potrebbe avere voluto dire il legislatore veneto, quando ha scritto la lettera h) del comma 4, dell'articolo 3 della legge regionale 4 aprile 2019, n. 14 Veneto 2050, la quale esclude l'applicazione degli incentivi per gli edifici "h) che abbiano già usufruito delle premialità di cui alla legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche” e successive modifiche ed integrazioni, salvo che per la parte consentita e non realizzata ai sensi della predetta legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 e comunque nel rispetto di quanto previsto dalla presente legge"?

In questo caso, abbiamo alcune articolate possibilità interpretative:

  1. il legislatore voleva dire che chi a suo tempo scelse di utilizzare i bonus del vecchio piano casa (legge 14 del 2009), ora non può chiedere anche quelli di Veneto 2050 (o una legge o l'altra); però potrebbe essere successo che avesse utilizzato solo in parte tali bonus del vecchio piano casa e allora adesso può finire di usarli; se il legislatore si fosse fermato qua, sembrerebbe la interpretazione più liscia e più chiara, ma egli ha aggiunto la frase "e comunque nel rispetto di quanto previsto dalla presente legge" e qui non si capisce cosa volesse dire;
  2. allora si potrebbe ipotizzare che il legislatore volesse dire che lo stesso edificio non può sommare i bonus dei due piani casa, ma deve sottrarre dai nuovi bonus quello che è già stato realizzato col vecchio piano casa; qui le cose si complicano, perchè potrebbe succedere che quello che si poteva fare col vecchio piano casa fosse di più di quello che si può fare oggi con Veneto 2050 e allora la disposizione potrebbe volere dire una cosa di questo genere: se col vecchio piano casa potevo fare 100 e ho fatto 60, ora posso fare anche il restante 40, ma solo se me lo consentirebbe anche Veneto 2050 (vale a dire solo se anche Veneto 2050 mi consentirebbe di fare 100). Al contrario, se con Veneto 2050 si potesse fare di più di quello che si poteva fare col vecchio piano casa, la disposizione potrebbe volere dire una cosa di questo genere:  col vecchio piano casa potevo fare 100, ho fatto solo 60 e, siccome con Veneto 2050 potrei fare 150, tolgo da 150 il 60 già fatto e mi resta ancora da fare 90.

E' proprio facendo i calcoli nei singoli casi concreti che le cose si complicano: voi avete qualche idea?

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto in materia di crediti edilizi

15 Nov 2022
15 Novembre 2022

E' stata pubblicata sul Bur n. 134 del 11 novembre 2022 la Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1327 del 25 ottobre 2022, con la quale la Giunta regionale, in conformità a quanto previsto con DGR n. 301 del 16 marzo 2021 e con DGR n. 256 del 15 marzo 2022, relative all’assegnazione contributi per gli anni 2021 e  2022 ai Comuni per l’adozione di varianti agli strumenti urbanistici di adeguamento alla disciplina per i crediti edilizi da rinaturalizzazione ai sensi dell’art. 7 della L.R. n. 39 del 29/12/2020, ritiene di accogliere le richieste pervenute da parte di alcuni Comuni, di ottenere una rideterminazione dei termini fissati per la trasmissione in Regione delle varianti di cui trattasi concedendo la proroga di un anno dei termini previsti.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=488292

Post di Daniele Iselle

Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto sulla asportazione degli alberi dai corsi d’acqua

15 Nov 2022
15 Novembre 2022

E' stata pubblicata sul Bur n. 134 del giorno 11 novembre 2022 la Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1309 del 25 ottobre 2022,  diretta a favorire gli interventi di asportazione di materiali legnosi fluitati dalle piene, ovvero, di piante abbattute, schiantate, sradicate o secche in piedi presenti  negli alvei dei corsi d’acqua del Demanio idrico di competenza regionale, misure già saltuariamente adottate da alcuni direttori di U.O. Genio Civile e Servizi Forestali in relazione ad eventi calamitosi eccezionali ma di frequenza sempre maggiore, con obiettivi di semplificazione e snellimento e di corrispondere alle esigenze del territorio e degli utenti.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=487944

Post di Daniele Iselle

La Giunta Regionale del Veneto e gli alberi monumentali

15 Nov 2022
15 Novembre 2022

Sul Bur n. 134 del giorno 11 novembre 2022 è stata pubblicata la deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1325 del 25 ottobre 2022, con la quale si approvano il programma triennale di valorizzazione degli alberi monumentali e le modalità e i criteri per la concessione di contributifinalizzati alla gestione e la cura degli esemplari arborei monumentali tutelati ai sensi dell’art. 7 della L. n. 10/2013, per il triennio 2022-2024.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=487954

Post di Daniele Iselle

Pubblicata sul BURV la sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato l’art. 93-bis della LR 61/85

14 Nov 2022
14 Novembre 2022

Pubblicata sul BURV n. 134 del giorno 11 novembre 2022 la sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato l’art. 93-bis della LR 61/85 sullo stato legittimo degli immobili.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioSentenzaOrdinanza.aspx?id=488566

Post di Daniele Iselle

Le FAQ della Regione Veneto su Veneto 2050

08 Nov 2022
8 Novembre 2022

Quale valore giuridico hanno le FAQ?

Le FAQ, pur non avendo carattere vincolante, hanno l’obiettivo di chiarire le questioni poste con maggiore frequenza, fornendo, nel contempo, un’utile indicazione di carattere applicativo. In ordine alla loro natura, si precisa che le risposte alle FAQ non possono “essere assimilate a una fonte del diritto, né primaria, né secondaria. Neppure possono essere considerate affini alle circolari, dal momento che non costituiscono un obbligo interno per gli organi amministrativi. In difetto dei necessari presupposti legali, esse non possono costituire neppure atti di interpretazione autentica” (Cons. Stato, Sezione I, parere 20 luglio 2021, n. 1275).

FAQ Relative all’Allegato A alla Legge | ultimo aggiornamento 27/10/2022

https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/faq-veneto2050

Post di Daniele Iselle

Le FAQ della Regione Veneto sull’urbanistica commerciale

07 Nov 2022
7 Novembre 2022

Segnaliamo le risposte della Regione Veneto ad alcune domande frequenti (FAQ) sui rapporti tra il commercio (Regolamento regionale n. 1 del 21 giugno 2013):

Pianificazione intercomunale (PATI) delle aree destinate alle grandi strutture di vendita

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Adeguamento dello strumento urbanistico comunale

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Perimetrazione del centro urbano e individuazione delle aree dismesse e degradate

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Interventi commerciali in aree per grandi strutture di vendita alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 50 del 2012

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Varianti di trasformazione da destinazione agricola a destinazione commerciale

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Accordi di programma per interventi di rilevanza regionale

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Tutela ambientale in tema di medie strutture di vendita

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Post di Daniele Iselle

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Piano Casa del Veneto e proroghe

03 Nov 2022
3 Novembre 2022

Nel corso del webinar dd. 20.10.2022 si è discusso sulla possibilità di applicare la cd. proroga ordinaria ex art. 15, c. 2 del d.P.R. n. 380/2001 (T.U. edilizia) e/o le proroghe cd. straordinarie previste dall’art. 30, c. 3 del d.l. n. 63/2013 (cd. decreto del fare), dall’art. 10, c. 4 del d.l. n. 76/2020 (cd. decreto semplificazioni) e dall’art. 10 septies del d.l. 21/2022 (cd. decreto Ucraina) ai titoli edilizi ottenuti ai sensi e per gli effetti della l.r. Veneto n. 14/2009 e ss.mm.ii.

Nonostante opinioni contrastanti, a parere dello scrivente non si ravvisano ostacoli giuridici ad applicare ambedue gli istituti giuridici anche al caso in esame, purché ricorrano le seguenti condizioni:

  • come chiarito dalla sentenza della Cassazione penale, sez. III, 12.05.2008 n. 19101, la proroga cd. ordinaria può essere concessa dall’ente locale solo se la strumentazione urbanistica consente tutt’ora l’intervento edilizio. In caso contrario, infatti, l’interesse privato al completamento dell’opera soggiace rispetto a quello pubblico connesso all’ordinato assetto del territorio: “la proroga non può essere più accordata quando siano sopravvenute previsioni urbanistiche incompatibili con l'intervento assentito. Nient'altro che questo, infatti, è il significato della succitata disposizione (che è - si ripete - di stretta interpretazione), secondo cui il permesso di costruire decade quando entra in vigore una disciplina urbanistica contraria, a meno che i lavori siano stati già iniziati e vengano completati nel termine ordinario dei tre anni. In altre parole, il termine decadenziale non ammette proroga quando il regime urbanistico sopravvenuto non consente più la realizzazione dell'intervento. Non può quindi condividersi nella sua assolutezza quella giurisprudenza amministrativa secondo cui la proroga della concessione edilizia non ancora scaduta non possiede una propria autonomia, ma è accessoria alla concessione originaria, con la conseguenza che l'autorità amministrativa non può denegarla a motivo della sopravvenienza di una disciplina urbanistica incompatibile (C. Stato, Sez. VI, 4.2.1997, n. 234; C. Stato, Sez. V, 8.11.1982, n. 771; C. Stato, Sez. V, n. 2.9.1983, n. 356). Questa giurisprudenza infatti è in insanabile contrasto con il tenore letterale della norma in esame. Disattenderla non vuol dire negare la differenza antologica tra la proroga e il rinnovo della concessione, essendo indubitabile che la proroga ha carattere accessorio, e perciò, contrariamente al rinnovo, non comporta nuovi oneri concessori e deve essere rilasciata con riferimento alla disciplina vigente al momento in cui la concessione prorogata venne emanata. Significa invece, più semplicemente, che l'istituto della proroga non è più applicabile quando sia sopravvenuta una disciplina urbanistica incompatibile con l'intervento assentito. In tal caso, infatti, l'interesse urbanistico è considerato prevalente rispetto all'interesse privato a portare a termine l'intervento, che non sia stato completato nel termine triennale anche per causa indipendente dalla sua volontà”;
  • per quanto concerne le proroghe legate al periodo emergenziale, la normativa di riferimento chiarisce che l’istituto giuridico si applica esclusivamente se “i titoli abilitativi non risultino in contrasto, al momento della comunicazione dell'interessato, con nuovi strumenti urbanistici approvati o adottati”. La norma, in sostanza, riproduce il contenuto dell’art. 15, c. 2 del d.P.R. n. 380/2001 come interpretato dalla giurisprudenza.

Tanto assodato, per poter applicare le proroghe suddette occorre verificare se, medio tempore, siano entrati in vigore nuovi strumenti urbanistici che impediscano l’intervento edilizio.

Con precipuo riferimento alle proroghe straordinarie, la sentenza del Consiglio di Stato n. 2508 del 2018 commentata nei post del 04.07.2022 e del 24.08.2022 giungeva a negare l’applicazione dell’art. 30, c. 3 del d.l. n. 63/2013 perché, in quel caso, vi era stato un nuovo Piano del Governo del Territorio (PGT) entrato in vigore il 21.11.2012 che impediva di realizzare, per l’avvenire, l’intervento edilizio ricadente, ora, in un Nucleo di Antica Formazione (NAF) in cui non era consentita l’edificazione. In aggiunta a ciò, il Piano Casa della Regione Lombardia scadeva il 31.12.2013 e difettava di una disciplina transitoria.

Così non è nella Regione Veneto ove, come visto, sovviene l’art. 17 della l.r. Veneto n. 14/2019 (cd. Veneto2050) che ha introdotto la cd. l’ultrattività del titolo edilizio e, quindi, la sua conformità sui generis alla pregressa ed attuale strumentazione urbanistica, stante la natura intrinsecamente ed ontologicamente derogatoria del Piano Casa.

Riassumendo, dal mio punto di vista, non ravviso impedimenti né di ordine logico né giuridico per applicare tutte le proroghe de quibus, sia ordinarie sia straordinarie, anche alle pratiche di Piano Casa presentate nella Regione Veneto.

Ovviamente, la condizione imprescindibile è che l’intervento rispetti tutte le condizioni previste dalle varie disposizioni in esame, in primis l’assenza di nuovi strumenti urbanistici che impediscano di realizzare l’intervento per motivazioni o ragioni nuove e diverse da quelle già esistenti al momento del rilascio del titolo che, lo si rimarca, era già di per sé in deroga.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Indicazioni operative per i Comuni veneti per la realizzazione di strutture ricettive in ambienti naturali

12 Set 2022
12 Settembre 2022

Sul Bur n. 109 del 09/09/2022 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1101 del 06 settembre 2022, recante "Indicazioni operative per i Comuni per la realizzazione di strutture ricettive in ambienti naturali. L.R. n. 11/2013, articoli 1, 4 e 27 ter. DGR n. 828 del 8 giugno 2018 e s.m.i."

dettaglio Atto DGRV 1101 del 2022

Post di Daniele Iselle

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