Il TSAP chiede ai Comuni di attenersi ai pareri dell’Autorità preposta alla gestione del bacino idrografico
Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in materia di interventi ricadenti in fascia fluviale soggetta a vincolo idraulico, qualora l’Autorità competente per legge alla gestione del bacino idrografico abbia espresso un parere favorevole con prescrizioni sul progetto, il Comune non può adottare un provvedimento inibitorio fondato su autonome valutazioni tecnico-idrauliche, né sostituire o sovvertire il giudizio dell’Ente specialistico, neppure mediante incarico a un professionista esterno, trattandosi di competenze riservate in via esclusiva all’Autorità preposta alla tutela del regime delle acque pubbliche ai sensi del r.d. 523/1904.
L’ordinanza comunale di divieto di prosecuzione di un’attività oggetto di SCIA alternativa al PdC è illegittima, ove fondata su rilievi attinenti al rischio idraulico, alla compatibilità con il PAI o alla stabilità di infrastrutture interferenti, già valutati positivamente dagli Enti tecnici competenti, non potendo il Comune esercitare una discrezionalità tecnica parallela o sostitutiva in ambiti sottratti alla propria sfera di attribuzioni.
Post di Alberto Antico – avvocato
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