Graduatorie ad esaurimento e giurisdizione
Le controversie relative alle graduatorie ad esaurimento spettano alla giurisdizione del Giudice Ordinario.
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Le controversie relative alle graduatorie ad esaurimento spettano alla giurisdizione del Giudice Ordinario.
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Il T.A.R. afferma che la revoca dei contributi pubblici, trattandosi di un atto dovuto e vincolato, non necessita della previa comunicazione di avvio del procedimento amministrativo e può essere disposta anche quando la violazione della normativa abbia riguardato soltanto alcune delle imprese collegate allo stesso progetto.
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Il TAR Pescara si occupa del nesso funzionale tra l'acquisizione del'area su cui insiste l'abuso e l'area di accesso: esso deve necessariamente essere specificato dall’Amministrazione con un’adeguata motivazione, con espressa indicazione delle ragioni che rendono necessario disporre anche tale ulteriore acquisito.
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Segnaliamo una sentenza del TAR Veneto che esamina varie questioni riguardanti l'annullamento in autotutela di un permesso di costruire per la violazione della distanza di 20 metri da una strada provinciale.
L'articolo 21 delle NTA del PRG prescrive che la distanza dalle strade “è la minima distanza, che intercorre tra ogni punto della superficie coperta e il ciglio della strada inteso come limite degli spazi pubblici o ad uso pubblico esistenti definito ai sensi dell'art. 2 del D.M. 1 aprile 1968”.
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Il T.A.R., alla luce delle direttive europee e della giurisprudenza italiana, dà una definizione di operatore economico.
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Il T.A.R. ricorda che la valutazione delle offerte tecniche disposta dalla commissione giudicatrice può essere sindacata soltanto in presenza di macroscopici ed evidenti vizi di illegittimità, rientrando nel genus della discrezionalità tecnica dell’ente.
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Segnaliamo che è stato pubblicato sulla G.U. n. 164 del 15 luglio 2016 l'avviso di rettifica con le prime 171 correzioni al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50
Comunicato relativo al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante: «Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche' per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture». (Decreto legislativo pubblicato nel Supplemento ordinario N. 10/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 91 del 19 aprile 2016). (16A05218) (GU Serie Generale n.164 del 15-7-2016)
Ringraziamo il geom. Marco Merlo del comune di Malo per la segnalazione
L'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004 disciplina il procedimento per la verifica dell’interesse culturale dei beni, opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, se mobili, o ad oltre settanta anni, se immobili, di proprietà dello Stato, di Regioni, Province, Comuni, altri Enti pubblici e delle Persone giuridiche private senza scopi di lucro.
In materia rilevano anche l’articolo 10, comma 5 (qualificazione dei beni culturali) e per l’articolo 54, comma 2, lettera a) (alienazione di beni culturali).
In origine il termine per gli immobili era di 50 anni ed è stato elevato a 70 dall’articolo 4, comma 16, del decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011.
Però l’articolo 217, comma 1, lettera v), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici) ha abrogato l’articolo 4 del decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011, ad eccezione dei commi 13 e 14.
Il problema che si pone è se tornino in vigore l’articolo 12, comma 1, l’articolo 10, comma 5, e l’articolo 54, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 42 del 2004, nella versione originaria, che prevedeva il termine di 50 anni anche per gli immobili pubblici.
Chissà chi lo sa...
post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il T.A.R. Veneto ha annullato l 'art. 15, commi 4, 5 dell'Elaborato A "Normativa di Piano" rientrante nell'allegato A del " Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali, D.Lgs. n. 152 del 2006 e successive modifiche e integrazioni e Legge Regionale n. 3 del 2000 e successive modifiche e integrazioni, approvato con DCR n. 30 del 29 aprile 2015, pubblicato nel BUR n. 55 del 1° giugno 2015 e l'elaborato D "Programmi e Linee Guida" rientrante nell'allegato A del suddetto Piano nella parte in cui la Regione Veneto ha stabilito di escludere " la realizzazione di discariche per rifiuti pericolosi e non pericolosi e l'ampliamento di quelli esistenti collocate nelle zone di alta pianura zona di ricarica degli acquiferi individuate con DCR n. 62 del 17.05.2006.
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Il T.A.R. ricorda che un ricorso verrà dichiarato inammissibile se non supera la c.d. prova di resistenza.
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