Il TAR Veneto ribadisce che la domanda risarcitoria (per equivalente) presentata in sede di processo amministrativo deve indicare la lesione del bene della vita del privato; e non può essere accolta se la sentenza consente il pieno soddisfacimento dell’interesse legittimo.
Nel caso di specie, l’oggetto del ricorso era una SCIA inibita tardivamente: l’annullamento del provvedimento negativo consentiva da sé il soddisfacimento degli interessi del privato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che l’art. 34, co. 3 c.p.a. permette la valutazione della legittimità di un atto anche se il relativo ricorso è venuto meno o, comunque, non è più utile ottenerne l’annullamento.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato di non ravvisare la colpa della P.A. nell’emanazione di un provvedimento illegittimo in presenza di contrasti giurisprudenziali, nonché di forme di discrezionalità.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Stato ricorda i presupposti che devono sussistere per annullare in autotutela un titolo edilizio ottenuto in base a dichiarazioni false, distinguendo tra le false rappresentazioni dei fatti e le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che l’uso di un immobile che comporti lo svolgimento in forma sistematica di attività ricreativa ripetuta nel tempo (nel caso di specie, circa venti eventi nel 2022 e circa venticinque nel 2023), con immissioni acustiche che superano gli standard normativi, è incompatibile con la locazione turistica breve: tale uso determina un mutamento di destinazione da residenziale a turistico-ricettiva della struttura, con conseguente assoggettamento, nella misura in cui può essere fonte di inquinamento acustico, alla l. 447/1995.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 14-bis, co. 3, III periodo l. 241/1990, secondo cui le prescrizioni o condizioni eventualmente indicate ai fini dell’assenso o del superamento del dissenso sono espresse in modo chiaro e analitico e specificano se sono relative a un vincolo derivante da una disposizione normativa o da un atto amministrativo generale ovvero discrezionalmente apposte per la migliore tutela dell’interesse pubblico.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato chela norma contenuta nelle NTO del P.I. di un Comune, secondo cui “l’eventuale ampliamento dell’allevamento intensivo dovrà essere realizzato non sopravanzando verso il centro urbano, in modo che non venga ulteriormente ridotta la distanza esistente fra l’allevamento e l’abitato”, costituisce una prescrizione di dettaglio destinata a regolare la futura attività edilizia, suscettibile di ripetuta applicazione, che esplica effetto lesivo nel momento in cui è adottato l’atto applicativo e, dunque, può essere oggetto di censura in occasione dell’impugnazione di quest’ultimo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha dichiarato l’illegittimità di una norma contenuta nelle NTO del P.I. di un Comune, secondo cui “l’eventuale ampliamento dell’allevamento intensivo dovrà essere realizzato non sopravanzando verso il centro urbano, in modo che non venga ulteriormente ridotta la distanza esistente fra l’allevamento e l’abitato”.
Tale disposizione limitava illegittimamente lo ius aedificandi e appariva dettata per evitare che al centro abitato si avvicinino attività che possano influire sulla salute pubblica, finalità che è già perseguita dalla disciplina regionale con la l.r. Veneto 11/2004 e la D.G.R.V. 856/2012, che dettano i distacchi minimi reciproci degli allevamenti dai limiti delle zone agricole, dai confini di proprietà e dalle abitazioni non aziendali. La norma, imponendo il rispetto di distanze reciproche maggiori di quelle individuate dalla delibera regionale citata, costituiva una decisione strategica e sostanziale, in quanto portava all’individuazione di ambiti all’interno del territorio comunale ai quali estendere una finalità di tutela e salvaguardia e come tale doveva essere assunta motivatamente dal Comune in sede di redazione del PAT e non del PI.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha affermato che, ai sensi dell’art. 127 TULPS, si impone a fabbricanti, commercianti e mediatori di oggetti preziosi di munirsi di licenza del Questore.
Ai sensi del precedente art. 11, l’autorizzazione di polizia può essere negata - tra l’altro - a chi abbia riportato condanne per furto e a chi non abbia tenuto una buona condotta (la Corte costituzionale, con sentenza n. 400/1993, ha dichiarato incostituzionale la suddetta norma nella parte in cui poneva a carico dell’interessato l'onere di provare la sua buona condotta).
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto rileva l’inammissibilità di censure presentate contro quelle parti di un Piano di Lottizzazione che non incidono direttamente sull’interesse del privato (nel caso di specie, trattavasi di un allevamento, che poteva contestare quindi solo le parti di Piano in violazione della fascia di rispetto).
Post di Alessandra Piola – avvocato
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