Author Archive for: SanVittore

Sull’accesso agli atti defensionale

05 Ago 2024
5 Agosto 2024

Il TAR Veneto ricorda i principii in materia di accesso defensionale ex art. 24, co. 7 l. n. 241/1990: esso può essere esercitato indipendentemente dall’esistenza di poteri istruttori in capo al giudice civile, e non è necessario che il giudice dell’accesso valuti ex ante l’ammissibilità, l’influenza o la decisività del documento di cui si chiede la produzione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Princìpi in materia di accesso agli atti

05 Ago 2024
5 Agosto 2024

Il TAR Veneto ha affermato che la legittimazione all’esercizio del diritto di accesso agli atti è riconosciuta a chiunque possa dimostrare che gli atti procedimentali oggetto dell’accesso abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica.

La P.A. detentrice del documento e il G.A. adìto nel giudizio di accesso ex art. 116 c.p.a. non devono svolgere ex ante alcuna ultronea valutazione sull’ammissibilità, sull’influenza o sulla decisività del documento richiesto nell’eventuale giudizio instaurato, poiché un simile apprezzamento compete, se del caso, solo all’autorità giudiziaria investita della questione, salvo il caso di una evidente, assoluta, mancanza di collegamento tra il documento e le esigenze difensive e, quindi, in ipotesi di esercizio pretestuoso o temerario dell’accesso difensivo stesso per la radicale assenza dei presupposti legittimanti previsti dalla l. 241/1990.

Post di Alberto Antico – avvocato

Accesso agli atti della pratica edilizia del vicino

05 Ago 2024
5 Agosto 2024

Nel caso di specie, i privati ricevevano una comunicazione di avvio del procedimento da parte del Comune in relazione alla segnalazione di un presunto abuso edilizio per esecuzione di difformità dai precedenti titoli autorizzativi, asseritamente commesso dal vicino.

I privati depositavano una nota con osservazioni. Decorsi i novanta giorni previsti per la conclusione del suddetto procedimento, non ricevendo alcuna comunicazione in merito, i privati avanzavano un’istanza di accesso agli atti della pratica edilizia in commento.

Il TAR Veneto ha annullato il silenzio-diniego serbato dal Comune rispetto all’istanza di accesso agli atti.

Post di Alberto Antico – avvocato

La necessità di impugnare anche l’atto presupposto

05 Ago 2024
5 Agosto 2024

Nel caso di specie, il privato impugnava il diniego emesso dal Comune sull’istanza di autotutela con cui il privato stesso chiedeva che fosse eliminata dal PdC rilasciato in suo favore (anch’esso impugnato parzialmente) la prescrizione relativa all’accesso carraio esclusivamente su via X.

Il TAR Veneto ha dichiarato il ricorso inammissibile, per non aver il privato impugnato un atto presupposto autonomamente lesivo e segnatamente la deliberazione del Consiglio Comunale di approvazione del P.I., o meglio, della prescrizione imposta dalla “scheda intervento” del P.I., che disponeva l’obbligo di accesso e recesso solo dalla via X.

Non è possibile il rilascio del PdC, nei termini voluti dal privato, in assenza dell’ottenimento della variante al P.I.

Post di Alberto Antico – avvocato

Sul vincolo preordinato all’esproprio

02 Ago 2024
2 Agosto 2024

Il TAR Veneto ricorda che il vincolo preordinato all’esproprio può essere imposto dal progetto definitivo dell’opera pubblica che si vuole andare a realizzare, la quale costituisce variante allo strumento urbanistico che impone il suddetto vincolo.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Valutazioni discrezionali della P.A.

02 Ago 2024
2 Agosto 2024

Il TAR Veneto ricorda che le valutazioni di tipo discrezionale dell’Amministrazione possono essere sindacate dal privato (e dunque dal giudice) solo se caratterizzate da macroscopici errori di fatto.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Atto plurimotivato

02 Ago 2024
2 Agosto 2024

Il TAR Veneto ha affermato che per sorreggere l’atto plurimotivato in sede giurisdizionale è sufficiente la legittimità di una sola delle ragioni espresse, con la conseguenza che il rigetto delle doglianze svolte contro una di tali ragioni rende superfluo l’esame di quelle relative alle altre parti del provvedimento.

Post di Alberto Antico – avvocato

Atto meramente confermativo e atto di conferma

02 Ago 2024
2 Agosto 2024

Il TAR Veneto ha affermato che l’atto meramente confermativo si connota per la mancanza di una nuova istruttoria e di una nuova motivazione, in quanto si limita a dichiarare l’esistenza di un precedente provvedimento.

Invece, l’atto di conferma – che comporta il rinnovato esercizio del potere provvedimentale (soggetto pertanto al normale onere di tempestiva impugnazione) – si configura laddove la situazione che aveva condotto al precedente provvedimento sia stata riesaminata attraverso la rivalutazione degli interessi in gioco, accompagnata da un nuovo esame degli elementi di fatto e di diritto che caratterizzano la fattispecie considerata.

Nel caso di specie il privato, dopo aver impugnato l’ordinanza di demolizione che lo aveva raggiunto, presentava un’istanza di revoca della stessa, la quale era rigettata dal Comune all’esito di una nuova istruttoria e con nuove motivazioni.

Non avendo impugnato anche tale rigetto – da qualificarsi come atto di conferma – il ricorso diveniva improcedibile.

Post di Alberto Antico – avvocato

Ammonimento del Questore

02 Ago 2024
2 Agosto 2024

Il TAR Veneto ha offerto utili principi in materia, a partire dall’art. 8 d.l. 11/2009, come convertito nella l. 38/2009.

Post di Alberto Antico – avvocato

Il decalogo dell’Adunanza Plenaria in materie di opere edilizie parzialmente eseguite in virtù di un titolo edilizio poi decaduto e mai completate

01 Ago 2024
1 Agosto 2024

La Seconda Sezione del Consiglio di Stato aveva domandato quale sia la disciplina giuridica applicabile alle opere parzialmente eseguite in virtù di un titolo edilizio decaduto e che non siano state oggetto di intervento di completamento in virtù di un nuovo titolo edilizio.

L’Adunanza Plenaria ha risposto che, in caso di realizzazione, prima della decadenza del permesso di costruire (PdC), di opere non completate, occorre distinguere a seconda se le opere incomplete siano autonome e funzionali oppure no:

- nel caso di costruzioni prive dei suddetti requisiti di autonomia e funzionalità, il Comune deve disporne la demolizione e la riduzione in pristino ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, in quanto eseguite in totale difformità rispetto al PdC;

- qualora il PdC abbia previsto la realizzazione di una pluralità di costruzioni funzionalmente autonome (ad esempio, villette) che siano rispondenti al PdC considerando il titolo edificatorio in modo frazionato, gli immobili edificati – ferma restando l’esigenza di verificare se siano state realizzate le opere di urbanizzazione e ferma restando la necessità che esse siano comunque realizzate - devono intendersi supportati da un titolo idoneo, anche se i manufatti realizzati non siano totalmente completati, ma – in quanto caratterizzati da tutti gli elementi costitutivi ed essenziali - necessitino solo di opere minori che non richiedono il rilascio di un nuovo PdC;

- qualora invece, le opere incomplete, ma funzionalmente autonome, presentino difformità non qualificabili come gravi, l’Amministrazione potrà adottare la sanzione recata dall’art. 34 T.U. edilizia.

È fatta salva la possibilità per la parte interessata, ove ne sussistano tutti i presupposti, di ottenere un titolo che consenta di conservare l’esistente e di chiedere l’accertamento di conformità ex art. 36 T.U. edilizia nel caso di opere “minori” (quanto a perimetro, volumi, altezze) rispetto a quelle assentite, in modo da dotare il manufatto – di per sé funzionale e fruibile - di un titolo idoneo, quanto alla sua regolarità urbanistica.

Si segnala che la sentenza non cita mai la riforma del cd. decreto Salva Casa, in quanto discussa e decisa il giorno 15.05.2024.

Post di Alberto Antico – avvocato

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