Illegittime le ordinanze che limitano il 5G
Il T.A.R. Veneto ribadisce che i Sindaci non possono limitare l’installazione delle antenne 5G con ordinanze sindacali contingibili ed urgenti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto ribadisce che i Sindaci non possono limitare l’installazione delle antenne 5G con ordinanze sindacali contingibili ed urgenti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto sottolinea che la circostanza dell’anteriorità di un immobile al 1967 va provata esclusivamente dal privato. Tale valutazione peraltro non rileva se tale immobile è stato successivamente demolito e ricostruito senza titolo da parte del privato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto sottolinea di fatto l’irrilevanza del vizio di mancata diffida ex art. 35 T.U. Edilizia, se il Comune ha comunque adottato la comunicazione di avvio del procedimento, avendo i due atti funzioni sovrapponibili.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ribadisce che un parere illegittimo (in quanto ritenuto carente in sede di istruttoria) non potrebbe inficiare il provvedimento conclusivo, se il procedimento di quest’ultimo aveva esito vincolato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto afferma di no.
E infatti, l’art. 10-bis della l. n. 241/1990 precisa che i soggetti chiamati ad esaminare le osservazioni sono il responsabile del procedimento ovvero l’autorità che rilascia il provvedimento finale, non essendo previsto un nuovo coinvolgimento degli organi consultivi intervenuti nel procedimento.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto evidenzia che l’abusività di un manufatto accertata mediante un diniego di condono (a suo tempo non impugnato) costituisce motivazione sufficiente, anche solo per relationem, della successiva ordinanza di demolizione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 175 del 27.07.2024) la l. 24 luglio 2024, n. 105, entrata in vigore il 28.07.2024, di conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 29 maggio 2024, n. 69, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica.
La legge di conversione è disponibile al seguente link:
Rispetto al decreto-legge, la novità più rilevante della legge di conversione è l’introduzione nel T.U. edilizia dell’art. 34-ter (L), rubricato Casi particolari di interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo, ai sensi del quale gli interventi realizzati come varianti in corso d’opera che costituiscono parziale difformità dal titolo rilasciato prima della data di entrata in vigore della l. 10/1977 (ossia il 30.01.1977) e che non sono riconducibili alle tolleranze costruttive di cui al precedente art. 34-bis, possono essere regolarizzati (con la procedura di cui al medesimo art. 34-ter), sentite le PP.AA. competenti secondo la normativa di settore.
Il testo coordinato del d.l. 69/2024, come convertito dalla l. 105/2024, è disponibile al seguente link:
Si allega un testo a fronte del d.P.R. 380/2001, nella versione precedente alla novella, in quella successiva al d.l. 69/2024 e in quella attualmente vigente (dopo la l. 105/2024).
Post di Alberto Antico – avvocato
T.U. edilizia dopo la legge di conversione del decreto Salva casa
Per “Autorità amministrativa preposta alla tutela paesaggistica” nelle ipotesi di autorizzazione, evidenzia il TAR Veneto, si deve concretamente verificare quale sia il soggetto competente a cui la Regione abbia eventualmente delegato il potere, ai sensi dell’art. 146, co. 6 d.lgs. n. 42/2004; la Soprintendenza, al contrario, è competente nelle diverse ipotesi di valutazione della compatibilità paesaggistica.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ha giudicato non applicabile il principio della proporzionalità tra lesione del bene tutelato e sanzione nell’ipotesi di abuso su un’area coperta da vincolo paesaggistico.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto sottolinea che l’anteriorità dell’intervento rispetto al sorgere del vincolo non esime l’Autorità dall’esprimere il proprio parere, valutando la compatibilità dell’opera con il bene oggetto di tutela.
La prova di tale anteriorità da parte del privato, peraltro, deve essere rigorosa, non essendo ammessa l’inversione dell’onere probatorio mediante la mera produzione di principii di prova.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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