Il TAR Veneto ha ribadito che per “rifiuto” si deve intendere qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o voglia o abbia l’obbligo di disfarsi; non può quindi essere considerato rifiuto il materiale da cava comprato dal privato per risistemare la propria pavimentazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Recentemente, il TAR Veneto ha statuito che è possibile, per un Comune, chiedere (ed ottenere) da un privato che si sia impegnato, nell’ambito di una convenzione urbanistica, ad eseguire opere per un certo valore, e che anche solo in parte non vi abbia adempiuto, di eseguire altre opere di pari valore.
Quest’ultima costituisce ipotesi di datio in solutum, tale per cui l’obbligazione originaria si estingue solo nel momento in cui viene eseguita la nuova, seconda prestazione: qualora nemmeno quest’ultima venga eseguita, il Comune può richiedere quale risarcimento del danno il valore di quanto non originariamente eseguito, maggiorato degli interessi.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il T.A.R. ricorda che per ottenere il ristoro dei presunti danni subiti, il ricorrente è onerato di provare in modo puntuale e circostanziato la lesione economica inferta.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Milano stabilisce che la restituzione del contributo di costruzione si configura come un atto dovuto solo se l’opera edilizia non viene materialmente eseguita, e non anche se la stessa assuma una destinazione d’uso meno oneroso rispetto a quella autorizzata.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha ribadito che sia la disciplina regionale di cui alla l. R.V. n. 21/1996 sia quella statale di cui al d.P.R. n. 31/2017 permettono di migliorare la coibentazione termica, acustica o di inerzia termica di edifici anche aventi rilevanza storica o artistica.
Il limite di compatibilità dell’intervento con la tutela dell’edificio medesimo comunque persiste, ma il suo superamento deve essere verificato in concreto dall’Amministrazione durante l’istruttoria, e di conseguenza adeguatamente motivato in sede di provvedimento sanzionatorio.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto, recentemente, ha stabilito che, anche nell’ipotesi in cui l’azienda privata gestisce un impianto di trattamento dei rifiuti dichiari di avere le capacità e le garanzie necessarie, ai sensi della disciplina statale, per poter effettuare autonomamente il campionamento e l’analisi dei rifiuti medesimi, la P.A. ha sempre la possibilità di valutare in concreto l’esistenza dei requisiti e, eventualmente, prescrivere che i citati controlli vengano effettuati comunque da soggetti esterni.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il T.A.R. ricorda che l’azione risarcitoria per ottenere il ristoro dei danni per la presunta lesione di interessi legittima è soggetta alle rigide scansioni temporali dell’art. 30 c.p.a. che, come noto, contiene termini processuali a pena di decadenza
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Catanzaro ricorda che lo strumento urbanistico attuativo è inutile all’interno di un lotto intercluso, ovvero circondato da un’area già urbanizzata.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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