Il T.A.R. Milano ricorda che il proprietario dell’opera, sebbene incolpevole, può subire l'acquisizione gratuita dell'area, a seguito della inottemperanza dell'ordine di demolizione e ne spiega i presupposti.
La sentenza si occupa anche delle sanzioni pecuniarie nel caso sempre di proprietario incolpevole.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Palermo ha spiegato lo scopo e i requisiti di questo istituto.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Recentemente il TAR Piemonte si è soffermato, nell’ambito delle procedure ad evidenza pubblica, sulla c.d. white list, e sulle conseguenze che la mancata indicazione da parte di una società partecipante dell’iscrizione nella medesima; tale iscrizione è infatti prevista dalla legge per poter contrarre con la P.A. nei settori a maggior rischio di infiltrazione mafiosa.
In tali casi, pertanto, trattandosi tale iscrizione di un obbligo ex lege integrativo dei requisiti di partecipazione alla gara, la sua mancata inclusione tra i requisiti espressamente richiesti dal bando comporta comunque l’esclusione dalla procedura medesima.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda i presupposti che contraddistinguono una pertinenza urbanistica
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Una sentenza del TAR Veneto ribadisce la giurisdizione del giudice amministrativo sulla domanda del Comune ex art. 2932 c.c.. diretta a ottenere il trasferimento della proprietà di aree che i soggetti si erano impegnato a cedere al comune in relazione alla esecuzione di opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri.
In un contesto del genere non è rilevante il fatto che la cessione sia prevista a titolo oneroso o gratuito.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. Veneto ribadisce l’inutilizzabilità degli atti e/o dei documenti processuali depositati oltre le ore 12.00 dell’ultimo giorno di scadenza.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Catania ha confermato l’elevatissimo grado di discrezionalità insito nelle finanze di progetto, tanto è vero che il privato rischia di veder interrotta la procedura anche dopo la dichiarazione di pubblico interesse dell’opera.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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L’ordinanza di demolizione e il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale non necessitano della comunicazione di avvio del procedimento;
Entrambi gli atti appena citati non devono soddisfare un particolare onere motivazionale. In particolare, non rileva l’affidamento del privato che per lungo tempo non abbia visto sanzionato il proprio abuso edilizio. Inoltre, l’interesse pubblico è in re ipsa nell’esigenza di reprimere un abuso edilizio;
Il carattere precario di un’opera edilizia va desunto dalla finalità perseguita, cioè dall’uso che deve esserne fatto, senza che rilevino i materiali utilizzati o il fatto che l’opera sia o meno infissa al suolo;
Non si può impugnare il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale sollevando motivi di censura che, però, hanno a che fare con il precedente ordine di demolizione;
L’acquisizione delle opere abusive al patrimonio comunale comporta – come è logico – anche l’acquisizione del suolo ove esse insistono.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Catania ha enumerato i requisiti che integrano una responsabilità precontrattuale in capo all’Amministrazione: 1) buona fede soggettiva del privato; 2) condotta della P.A. oggettivamente contraria ai doveri di correttezza e di lealtà da parte; 3) dolo o colpa della P.A.; 4) dimostrazione da parte del privato del danno-evento, del danno-conseguenza e del nesso di causalità tra condotta della P.A. e danni patiti.
A partire da questi assunti, il TAR ha esaminato – con esito negativo – se vi fosse responsabilità precontrattuale in capo al Comune, per una finanza di progetto non andata a buon fine.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Recentemente il TAR Piemonte si è soffermato sulla possibilità che uno dei soggetti partecipanti ad una gara di appalto di lavori, faccia riferimento ad un contratto collettivo nazionale non corrispondente a quello previsto per il settore in cui l’appalto si situa.
Andando contro a una precedente sentenza del Consiglio di Stato, il TAR dichiara che la conseguenza di tale violazione non sarebbe l’esclusione dalla gara ad evidenza pubblica, non essendo stata prevista tale possibilità dalla lex specialis del caso di specie. Peraltro, poiché l’applicazione di un diverso CCNL potrebbe comportare una variazione anche significativa dell’offerta economica in relazione al costo della manodopera, la Stazione Appaltante, in sede di verifica della congruità dell’offerta, deve renderne conto, e motivare adeguatamente.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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