Secondo il TAR Friuli Venezia Giulia non è necessario inviare il preavviso di diniego nel caso in cui il comune intenda negare il rilascio di un titolo edilizio, in quanto il diniego è un atto vincolato.
La soluzione appare poco condivisibile, in quanto il Comune potrebbe fare confusione ed errori anche nel negare un permesso di costruire e la partecipazione dell'interessato potrebbe evitare la necessità di un successivo ricorso contro il diniego sbagliato.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. chiarisce quando un’industria insalubre può essere mantenuta all’interno dell’abitato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Anche se l'articolo 2 della Costituzione stabilisce che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità", è quasi impossibile per le comuni associazioni farsi riconoscere dalla Corte di Cassazione la legittimazione a impugnare i provvedimenti in materia ambientale.
Questo appare, più che una necessità giuridica, una scelta di politica giudiziaria di tipo deflattivo, che di fatto però impedisce l'esame nel merito di molte questioni di dubbia legittimità, visto che proprio alle associazioni locali, che sono quelle che conosco meglio il problema, viene impedito di ricorrere.
Nel caso in esame, la Corte ha escluso la legittimazione di una associazione sportiva dilettantistica di oltre 3000 pescatori a impugnare la deliberazione regionale che autorizzava un impianto idroelettrico in un fiume dato in concessione dalla provincia alla associazione stessa.
Nella convenzione allegata alla concessione la associazione si è impegnata con la provincia a salvaguardare l'equilibrio idro-biologico del fiume, ma questo non è stato ritenuto sufficiente dalla Corte di Cassazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Trento ricorda che il termine decadenziale di trenta giorni, ex art. 120, c. 5 c.p.a., per impugnare gli atti della procedura ad evidenza pubblica non decorre esclusivamente dall’istanza di accesso agli atti, ma da quando l’offerente ha avuto “piena conoscenza” degli atti che ritiene illegittimi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Lombardia, sezione distaccata di Brescia, ha stabilito che un Comune non può onerare il titolare di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande di impedire usi abusivi dello spazio esterno da parte degli avventori.
Secondo il Giudice amministrativo bresciano, l'uso improprio degli spazi esterni fatto dai clienti autonomamente non può essere imputato al gestore del locale, il quale non può avere alcuna responsabilità per lo stesso, non disponendo di poteri coercitivi sulla clientela.
Nella fattispecie, pertanto, il T.A.R. Brescia ha accertato l'irrazionalità di un'ordinanza di un Comune della bassa bergamasca a mezzo della quale, su reiterate istanze di un vicino, al locale era stato prescritto il divieto di radicale stazionamento della clientela all'esterno dopo un determinato orario.
La pronuncia si segnala, infine, anche per la condivisibile statuizione per cui è da considerarsi inutilizzabile un accertamento volto a verificare la compatibilità acustica del locale, se l'organo percettore viene posto nel bagno del vicino che assume leso il proprio diritto alla salute, giacché trattasi di vano non propriamente destinato al riposo.
Post di Giorgio Nespoli - avvocato
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E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 2017 il decreto 27 settembre 2017 del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, recante "Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica".
Il T.A.R. Brescia afferma che i verbali della conferenza di servizi non sono provvedimenti e non sono autonomante impugnabili, perché non direttamente lesivi.
La questione, peraltro, non risulta pacifica in giurisprudenza, trovandosi sentenze di segno opposto.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Sul Bur del Veneto n. 98 del 17 ottobre 2017 è stata pubblicata la DGRV n. 1503 del 25 settembre 2017, recante "Disposizioni di organizzazione per l'attuazione dell'art. 14-ter della Legge n. 241/1990 in materia di rappresentante unico nella conferenza di servizi".
La Delibera contiene disposizioni di organizzazione per l'individuazione del rappresentante unico, quale soggetto abilitato ad esprimere definitivamente ed in modo univoco e vincolante la posizione dell'amministrazione regionale su tutte le decisioni di competenza della conferenza di servizi in forma simultanea e in modalità sincrona.
Sul BUR del Veneto n. 98 del 17 ottobre 2017 è stata pubblicata la DGRV n. 1531 del 25 settembre 2017, recante "Procedura di individuazione dei distretti del commercio ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50. Definizione di criteri e modalità".
La con deliberazione vengono definiti criteri e modalità ai fini dell'individuazione dei distretti del commercio in attuazione delle politiche attive di rilancio del settore commercio in ambito urbano, previste dalla legge regionale n. 50 del 2012.
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