I termini per la valutazione dell’anomalia non sono perentori
Il T.A.R. afferma che i termini di valutazione dell’anomia dell’offerta non hanno carattere perentorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. afferma che i termini di valutazione dell’anomia dell’offerta non hanno carattere perentorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Bolzano ricorda che, tra P.A. ed imprese, le comunicazioni dovrebbero essere fatte esclusivamente per via telematica. Pertanto è legittima l’inibitoria della SCIA commerciale inviata regolarmente dal Comune all’impresa tramite PEC anche se quest’ultima, per scarsa padronanza dei mezzi tecnologici, non l’ha visonata tempestivamente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Segnaliamo una sentenza del TAR Veneto che afferma che il vincolo a caffè assegnato dal PRG a un locale storico non viene meno per effetto della liberalizzazione del commercio imposto dalla normativa comunitaria.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il proprietario di una centrale idroelettrica ha impugnato il Piano comunale di classificazione acustica, chiedendone l’annullamento nella parte in cui non accoglie le proprie osservazioni e attribuisce ai relativi impianti idroelettrici la II^ classe acustica, anziché la V^ o addirittura la VI^ classe e il TAR Trieste ha accolto il ricorso.
Tale classificazione e i connessi limiti di rumore sono, infatti, incompatibili con il tipo di attività produttiva svolta.
La II^ classe acustica comporta, ai sensi del D.P.C.M. 14.11.1997 (emanato in attuazione della Legge quadro sull’inquinamento acustico, n. 447/1995), quali limiti di emissione sonora 50 dBA nel periodo diurno e 40 dBA nel periodo notturno, quali limiti di immissione sonora 55 dBA nel periodo diurno e 45 dBA nel periodo notturno, e quali valori di qualità 52 dBA nel periodo diurno e 42 dBA nel periodo notturno. Detta classe, sempre a mente del precitato D.P.C.M., è destinata alla aree a prevalente uso residenziale, in particolare alle «aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali».
Il T.A.R. M ilano afferma che nell’impugnativa giurisdizionale avverso il ricorso gerarchico non si possono far valere nuovi motivi di diritto, salvo che il termine per l’impugnazione amministrativa non sia ancora decorso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda, in quali casi, si deve impugnare tempestivamente anche il parere negativo della Commissione Edilizia.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Bolzano ricorda quando un vincolo finalizzato a realizzare attrezzature di interesse pubblico abbia natura confermativa od espropriativa: se il privato, da solo od assieme all’Amministrazione comuanle, può comunque realizzare le opere, non sussiste la natura espropriativa del vincolo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto si occupa della L.R. Veneto n. 3/2000 soffermandosi suoi poteri della conferenza di servizi in essa prevista.
Nella sentenza che si commenta la Provincia di Padova, nell’esercizio della competenza affidatagli dall’art. 6, comma 1 lett b) punto 3 della L.R.V. n. 3 del 2000, aveva autorizzato, con effetto di variante urbanistica, l’ampliamento e il potenziamento dell’impianto di recupero rifiuti sito nel Comune di Massanzago, nonostante il dissenso espresso dal Comune nell’ambito della Conferenza dei servizi convocata ex art. 23 lett c) L.R.V. 3/2000.
Il T.A.R., pur dando atto di due distinti filoni giurisprudenziali, non prende però una chiara posizione sul tema.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. chiarisce quando è ammesso il ricorso cumulativo in materia di appalti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
La proprietà condominiale, regolata dagli articoli 1117 e ss. del codice civile, si ha quando solo alcune parti dell’edificio sono di proprietà comune, mentre le altre appartengono in proprietà esclusiva ai rispettivi condomini, mentre la comunione “proindiviso” è una proprietà comune che investe tutte le parti dell’edificio, cui pertanto non si applicano le norme codicistiche sul condominio degli edifici.
Una sentenza del TAR Veneto esamina la rilevanza della distinzione ai fini della richiesta di un titolo edilizio.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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