Il caso dell’autolavaggio abusivo

04 Nov 2025
4 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha affermato che la mancanza del titolo edilizio originario non può certamente essere sanata dalla presentazione della SCIA concernente le opere di ampliamento e spostamento dell’impianto (nel caso di specie, di autolavaggio).
Più precisamente, l’intervento di ampliamento e spostamento dell’impianto oggetto di una SCIA e di una successiva SCIA integrativa non può configurarsi come intervento di manutenzione straordinaria di un impianto di autolavaggio (non autorizzato) già esistente, ma va configurato come una nuova costruzione e necessita, pertanto, del previo rilascio del permesso di costruire.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il vincolo tutelato dall’Ente Parco

04 Nov 2025
4 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha affermato che il parere negativo dell’Ente Parco ha valore vincolante nel procedimento volto all’eventuale modifica della destinazione urbanistica dell’area e potrebbe essere superato solo da una variante al Piano Ambientale, il quale è gerarchicamente superiore rispetto agli strumenti urbanistici comunali e non può essere derogato e/o abrogato da questi.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Pubblici appalti e CCNL

04 Nov 2025
4 Novembre 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che ai sensi dell’attuale testo dell’art. 11, co. 3 d.lgs. 36/2023, la determinazione di affidamento/aggiudicazione deve necessariamente essere preceduta dalla verifica della dichiarazione di equivalenza tra il CCNL previsto dal bando e il CCNL eventualmente diverso applicato dal concorrente: tale verifica assume, pertanto, carattere obbligatorio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Misura della superficie ai fini del calcolo del costo di costruzione

03 Nov 2025
3 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha commentato l’art. 83, co. 3 l.r. Veneto 61/1985, secondo cui le modalità per il computo della superficie complessiva, su cui applicare il costo di costruzione, sono quelle previste dal D.M. LL.PP. 10 maggio 1977, concernente la determinazione del costo di costruzione di nuovi edifici.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La (non) proroga tecnica nel nuovo Codice dei contratti pubblici: limiti, vincoli e illegittimità del rinnovo contrattuale senza gara.

03 Nov 2025
3 Novembre 2025

Il Dott. Riccardo Renzi e il Dott. Matteo Luciani, che sentitamente ringraziamo, in commento al Cons. Stato, Sez. V, sent. 17 ottobre 2025, n. 8082, hanno redatto una nota sulla (non) proroga tecnica nel nuovo Codice dei contratti pubblici: limiti, vincoli e illegittimità del rinnovo contrattuale senza gara.

Il rinnovo contrattuale senza gara nel nuvo codice appalti

Sentenza CDS 8082 del 2025

L’accatastamento di un immobile e la sua (non) rilevanza come sanatoria edilizia

03 Nov 2025
3 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’avvenuto accatastamento di un immobile ha valenza a fini fiscali e non vale certo a legittimare, sotto il profilo edilizio, gli interventi eseguiti. In riferimento specifico alla modifica della destinazione d'uso, alle risultanze catastali non può essere riconosciuto un autonomo valore probatorio anche ai fini dell’individuazione dell’effettiva destinazione d’uso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le misure di self-cleaning

03 Nov 2025
3 Novembre 2025

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che la misura di self-cleaning è concretamente “idonea”, e quindi atta a ripristinare la credibilità professionale del singolo operatore economico, soltanto se adottata spontaneamente in tempi non sospetti, e non invece in circostanze estreme al solo fine di conservare la partecipazione alla gara.

La tempestività è un predicato indefettibile della efficace azione di self-cleaning, come si evince dall’art. 96, co. 5-6 d.lgs. 36/2023.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’atto soprassessorio è immediatamente impugnabile

01 Nov 2025
1 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’adozione di un atto soprassessorio o interlocutorio che comporti un illegittimo arresto procedimentale costituisce violazione del dovere di procedere tanto nei casi in cui non venga dato avvio al procedimento, quanto in quelli in cui lo stesso non venga concluso con l’emanazione del provvedimento finale, cosicché è immediatamente impugnabile.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Interruzione del processo amministrativo per estinzione di una persona giuridica

01 Nov 2025
1 Novembre 2025

Il TAR Veneto ha affermato che per le società o, più in generale, per le persone giuridiche, l’interruzione del processo ai sensi degli artt. 299 ss. c.p.c. è determinata dalla loro estinzione. Il momento in cui si perfeziona l’evento estintivo non coincide col completamento del procedimento di liquidazione e la conseguente cancellazione dal registro delle imprese, essendo necessario l’esaurimento effettivo e definitivo di tutti i rapporti facenti capo all’ente e, in particolare, dei processi pendenti.

L’atto formale di cancellazione della società dal registro delle imprese ha solo funzione di pubblicità, ma non ne determina l’estinzione, ove non siano ancora esauriti tutti i rapporti giuridici facenti capo alla società stessa a seguito della procedura di liquidazione, con la conseguenza che, fino a quel momento, permane la legittimazione processuale in capo alla società che la esercita a mezzo del legale rappresentante. Deve dunque escludersi che, intervenuta la cancellazione, il processo eventualmente già iniziato prosegua nei confronti delle persone fisiche che la rappresentavano in giudizio. La società costituita in giudizio non perde la legittimazione processuale e la rappresentanza sostanziale e processuale della stessa permane riguardo ai rapporti rimasti in sospeso e non definiti, in capo ai medesimi organi che la rappresentavano prima del disposto procedimento di liquidazione, escludendosi l’interruzione dei processi pendenti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Scelta del criterio di aggiudicazione e principio di equivalenza

01 Nov 2025
1 Novembre 2025

Il TAR Catania ha affermato che il criterio del prezzo più basso può risultare adeguato quando l’oggetto del contratto abbia connotati di ordinarietà e sia caratterizzato da elevata standardizzazione in relazione alla diffusa presenza sul mercato di operatori in grado di offrire in condizioni analoghe il prodotto richiesto. In questo caso, qualora la Stazione appaltante sia in grado di predeterminare in modo sufficientemente preciso l’oggetto del contratto, potrà non avere interesse a valorizzare gli aspetti qualitativi dell’offerta, in quanto l’esecuzione del contratto secondo i mezzi, le modalità e i tempi previsti nella documentazione di gara è già di per sé in grado di soddisfare nel modo migliore possibile l’esigenza della P.A.

Al contrario, la scelta del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa verrà in considerazione quando le caratteristiche oggettive dell’appalto inducano a ritenere rilevanti, ai fini dell’aggiudicazione, uno o più aspetti qualitativi: in questo caso, la Stazione appaltante dovrà valutare se uno o più degli aspetti qualitativi dell’offerta concorrano, insieme al prezzo, all’individuazione della soluzione più idonea a soddisfare l’interesse sotteso all’indizione della gara.

Il principio di equivalenza non può essere escluso, in via generale, dall’adozione del criterio del prezzo più basso. Riconoscere che vi possano essere prodotti aventi specifiche tecniche equivalenti a quelle richieste dalla P.A. e, quindi, capaci di soddisfare le esigenze che giustificano l’indizione della gara, ampliando la platea dei concorrenti, costituisce non solo corretta applicazione del favor partecipationis, ma anche e soprattutto legittimo esercizio della discrezionalità tecnica da parte della P.A. Tale impostazione deve considerarsi attuale e – per certi versi – risulta anche rinvigorita alla luce delle disposizioni del d.lgs. 36/2023, le cui regole, ispirate dalla matrice funzionalistica permeata dal principio del risultato e dal correlato principio della fiducia, devono essere interpretate nel senso di favorire il perseguimento del fine ultimo della procedura concorsuale, che consiste nella tempestiva aggiudicazione alla migliore offerta nel rispetto della par condicio.

La scelta del criterio più idoneo per l’aggiudicazione di un appalto e, ancora più a monte, del contenuto della prestazione e quindi del parametro oggettivo al quale ancorare il meccanismo selettivo costituisce espressione tipica della discrezionalità amministrativa e, impingendo nel merito dell’azione dell’Ente committente, sottende valutazioni sottratte al sindacato del G.A., ovvero che ad esso soggiacciono solo laddove rivelino, in relazione alla natura e all’oggetto del contratto, elementi di manifesta illogicità o di travisante lettura dei fatti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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