Il TAR Sardegna ha affermato che in via generale sussiste l’obbligo comunale di ripianificazione delle zone bianche. Allo scopo, l’interessato deve chiedere l’avvio della relativa procedura di ripianificazione mediante approvazione di un’apposita variante allo strumento urbanistico recante la nuova destinazione urbanistica dell’area interessata.
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Il TAR Catania ha affermato che spetta al G.O. conoscere delle controversie sull’occupazione di un fondo da parte della P.A. non preceduta da dichiarazione di pubblica utilità anche implicita (occupazione cd. usurpativa).
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Il TAR Veneto, nel calcolare il termine di fine lavori di una SCIA, ha distinto la proroga Covid straordinaria e automatica di 90 giorni dal termine della situazione emergenziale in forza dell’art. 103 d.l. 18/2020, convertito in l. 27/2020, dalle proroghe subordinate ad una comunicazione al Comune, ai sensi dell’art. 10 d.l. 76/2020 (convertito in l. 120/2020) e ai sensi dell’art. 10-septies d.l. 21/2022 (convertito in l. 51/2022) poi modificato dal d.l. 198/2022 (convertito in l. 14/2023).
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Il TAR Palermo ha affermato che i documenti reperibili attraverso l’utilizzo di collegamenti ipertestuali contenuti negli atti di parte, rinvianti a siti web esterni, non assumono alcun rilievo nel processo amministrativo, in quanto siffatta tecnica di redazione, sebbene non espressamente disciplinata dalle norme tecniche per l’attuazione del processo amministrativo telematico (allegato 1 al d.P.C.S. del 28 luglio 2021) e dalle relative specifiche tecniche (allegato 2 al detto d.P.C.S.), non può integrare un valido deposito in giudizio, non rispettando le previsioni dell’art. 5, comma 5, delle norme tecniche e dell’art. 3, comma 6 e 7, delle specifiche tecniche, e presenta alcune specifiche criticità, tenuto conto delle “esigenze di sicurezza” del Sistema Informatico della giustizia amministrativa, potendo il rinvio diretto ad un sito web esterno veicolare malware o altre minacce all’interno della rete della giustizia amministrativa e dei suoi utenti e delle esigenze di certezza, in quanto un determinato link potrebbe essere nel tempo cancellato dal gestore dei contenuti oppure identificare un contenuto differente rispetto a quello originario.
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5. Il decalogo del Consiglio di Stato sulle clausole dei bandi di gara immediatamente impugnabili
6. Cancellazione di espressioni sconvenienti negli atti del processo amministrativo
7. Giurisdizione sull’indennità per occupazione sine titulo di un’area demaniale marittima
8. Ingiunzioni di pagamento connesse ad abusi edilizi e questioni di giurisdizione
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Il TAR Basilicata ha affermato che spetta al G.O. conoscere delle controversie inerenti all’avviso di pagamento del cd. canone unico patrimoniale (CUP) all’art. 1, co. 816 l. 160/2019, con riguardo alle occupazioni determinate da infrastrutture realizzate da produttori di energia.
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Le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione hanno affermato che il diritto del locatore a conseguire, ai sensi dell’art. 1223 c.c., il risarcimento del danno da mancato guadagno a causa della risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore non viene meno, di per sé, in seguito alla restituzione del bene locato prima della naturale scadenza del contratto, ma richiede, normalmente, la dimostrazione, da parte del locatore, di essersi tempestivamente attivato, una volta ottenuta la disponibilità dell’immobile, per una nuova locazione a terzi, fermo l’apprezzamento del giudice delle circostanze del caso concreto anche in base al canone della buona fede e restando in ogni caso esclusa l’applicabilità dell’art. 1591 c.c. (rubricato Danni per ritardata restituzione).
Il TAR Basilicata ha affermato che le deliberazioni che annualmente fissano le tariffe inerenti ai tributi locali sono immediatamente lesive dei soggetti contribuenti per la modalità esecutiva della corrispondente imposizione: perciò, già con l’adozione delle tariffe nelle diverse misure in relazione alle diverse categorie di utenti se ne può constatare la lesività per gli appartenenti a tali categorie, senza necessità di attendere alcun atto applicativo.
In questi casi, quando sia nota al contribuente la categoria di appartenenza, secondo il regolamento comunale, e venga contestata l’imposizione o la modifica tariffaria, pur generale ed astratta, ma riferita alla categoria alla quale il contribuente risulta appartenere, l’atto amministrativo generale che fissa le tariffe va considerato immediatamente lesivo nei suoi confronti, perciò impugnabile nel termine di decadenza decorrente dalla sua pubblicazione.
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Nel caso di specie, il bando di un concorso pubblico stabiliva a pena di inammissibilità che la domanda del candidato dovesse essere corredata da un curriculum vitae redatto ai sensi dell’art. 46 d.P.R. 445/2000; la mancata produzione del CV in formato europeo sottoscritto e redatto ai sensi del d.P.R. cit. avrebbe comportato l’esclusione dalla selezione.
Il privato partecipava alla procedura selettiva a mezzo PEC, allegando un CV che, oltre a non recare alcuna sottoscrizione in calce, non conteneva la necessaria dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt. 46 e 47 d.P.R. 445/2000.
Il TAR Catania ha affermato la legittimità della sua esclusione dal concorso pubblico.
È pur vero che l’utilizzo di una casella PEC intestata al mittente consente di ritenere soddisfatto il requisito della apposizione della firma, ma ciò non integra il valore di dichiarazione ai sensi e per gli effetti degli artt. 46 e 47 d.P.R. cit.
Né la carenza riscontrata avrebbe potuto essere sanata attraverso il soccorso istruttorio, poiché nei procedimenti selettivi viene in rilievo il principio generale di autoresponsabilità dei concorrenti, in base al quale ciascuno di essi sopporta le conseguenze degli eventuali errori e/o incompletezze nella compilazione della domanda e presentazione dei documenti.
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1. Repressione degli abusi edilizi in area demaniale marittima
2. Anche gli abusi edilizi in area demaniale marittima non generano alcun legittimo affidamento in capo al privato
3. L’art. 31 d.P.R. 380/2001, prima della cd. riforma Salva casa
4. Motivazione dell’ordinanza di demolizione
5. Non si dà alcun legittimo affidamento sul mantenimento di un abuso edilizio
6. Silenzio-rigetto sull’istanza di sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001
7. Valutazione unitaria dell’abuso edilizio
8. Prova del tempo di realizzazione dell’abuso edilizio
9. Procedimento per la rimozione degli abusi edilizi e garanzie partecipative
10. Affidamento e abusi edilizi
11. Abusi edilizi in area demaniale
12. La sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001
13. L’annullamento giurisdizionale del diniego di sanatoria
14. Motivazione dell’ordinanza di demolizione
15. Procedimento repressivo degli abusi edilizi e atti impugnabili
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