Il T.A.R. ricorda che, dinanzi ad un’istanza di autotutela presentata da un privato, non vi è alcun obbligo giuridico che impone alla Pubblica Amministrazione di rispondere.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che il limite temporale dei 12 mesi ex art. 21-nonies, co. 1 l. 241/1990, in ossequio al principio del legittimo affidamento, trova applicazione solo se il comportamento della parte interessata, nel corso del procedimento o successivamente all’adozione dell’atto, non abbia indotto in errore la P.A., distorcendo la realtà fattuale oppure determinando una non veritiera percezione della realtà o della sussistenza dei presupposti richiesti dalla legge e se grazie a tale comportamento la P.A. si sia erroneamente determinata (a suo tempo) a rilasciare il provvedimento favorevole.
Si palesa recessivo, rispetto al perseguimento degli interessi pubblici, l’interesse del privato alla conservazione dell’assetto regolativo impresso dall’atto viziato, non potendosi in capo ad esso configurare una posizione di affidamento incolpevole sulla stabilità del provvedimento ottenuto sulla base di dichiarazioni non veritiere.
Per analoghe ragioni, al privato non spetta alcun risarcimento.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. Veneto delinea i criteri che le Amministrazioni devono utilizzare per individuare il responsabile di un inquinamento.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. si sofferma sull’obbligo di bonifica che, da un lato, scaturisce da una valutazione tecnica ei soggetti accertatori in base al principio del “più probabile che non” e, dall’altro lato, prescinde dall’accertamento doloso/colposo, trattandosi di una forma di responsabilità oggettiva.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Provincia autonoma di Bolzano, nella parte in cui disponeva che il termine di efficacia dei vincoli preordinati all’esproprio fosse di 10 anni, anziché di 5 anni.
Non essendo giustificata da apprezzabili esigenze particolari, la disposizione censurata superava il limite oltre il quale la compressione del diritto di proprietà, in mancanza di indennizzo, non può più considerarsi tollerabile in ragione delle finalità di interesse generale perseguite con l’apposizione di un vincolo urbanistico preordinato all’esproprio.
La durata quinquennale del periodo di franchigia ex art. 9 d.P.R. 327/2001 costituisce un ragionevole punto di equilibrio tra gli interessi pubblici e privati in gioco.
Post di Daniele Iselle
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Nel caso di specie, il Piano particolareggiato del centro storico di un Comune definiva come “ambientale” l’edificio del privato, con conseguente divieto di alterare la sua configurazione esterna.
Il TAR Veneto ha affermato che la realizzazione di una pensilina in struttura metallica ancorata alla parete e dotata di copertura in materiale trasparente, provvista di meccanismo che consente anche l’uso di una tenda solare motorizzata e rispetto a cui la tenda solare rappresenta, dunque, solo un elemento accessorio, alterava senz’altro l’aspetto esterno dell’edificio: perciò, legittimamente il Comune ne ordinava la demolizione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 60 d.P.R. 753/1980 impone l’obbligo di motivazione solo nel caso in cui Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. ritenga di poter ammettere la deroga al rispetto della distanza minima di 30 metri, stabilita dalla legge allo scopo di salvaguardare evidenti e rilevantissime esigenze di sicurezza pubblica e di manutenzione delle infrastrutture necessarie per l’esercizio dell’attività ferroviaria. Di conseguenza, non occorre fornire una specifica motivazione in ordine agli interessi pubblici protetti e alla loro prevalenza rispetto all’interesse dei privati proprietari alla realizzazione dei beni all’interno di questa area sensibile.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato la legittimità di una SCIA alternativa al PdC per l’ampliamento di un fabbricato residenziale e la costruzione di una tettoia fotovoltaica in virtù degli artt. 2, co. 1 e 2 e 5, co. 1, lett. b l.r. Veneto 14/2009.
Post di Alberto Antico – avvocato
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