La vicinitas non basta…

26 Apr 2024
26 Aprile 2024

Nel caso di specie, il ricorrente impugnava il provvedimento con cui il Comune irrogava al vicino la sanzione pecuniaria di € 516 per aver realizzato, senza titolo abilitativo, lavori di manutenzione straordinaria su un deposito attrezzi realizzato nel 1965.

Sosteneva il ricorrente che il Comune avrebbe dovuto intimare la demolizione del suddetto manufatto, poiché non vi sarebbe prova della sua realizzazione anteriormente al 1965 e perché, in ogni caso, successivamente, il vicino non si sarebbe limitato ad eseguire opere di manutenzione straordinaria, ma avrebbe, senza titolo abilitativo, raddoppiato le dimensioni del deposito attrezzi in area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Il TAR Veneto ha dichiarato il ricorso inammissibile per originaria carenza di interesse, anche perché tutte le affermazioni del ricorrente erano sguarnite di prova.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’impugnazione del titolo edilizio volto all’apertura di una struttura alberghiera

26 Apr 2024
26 Aprile 2024

Il TAR Veneto ha offerto una pregevole disamina dei rigorosissimi requisiti di vicinitas spaziale, vicinitas commerciale e pregiudizio asseritamente sofferto che deve dimostrare il ricorrente che voglia ottenere l’annullamento di un titolo edilizio volto all’apertura di una struttura alberghiera.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La buona fede è una regola di responsabilità e non di validità dell’azione amministrativa

26 Apr 2024
26 Aprile 2024

Il TAR Veneto ha affermato che nel nostro ordinamento la violazione del principio di buona fede, riguardando il comportamento (scorretto) della P.A. e non il provvedimento, non costituisce un parametro di legittimità dell’azione amministrativa, potendo rilevare soltanto sul piano della responsabilità della P.A. (in base alla distinzione tra “regole di validità” e “regole di responsabilità” di matrice civilistica).

Post di Alberto Antico – avvocato

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Non si possono sollevare nuovi motivi di impugnazione nella memoria conclusionale (non notificata)

26 Apr 2024
26 Aprile 2024

Il TAR Veneto ha affermato che nel processo amministrativo sono inammissibili le censure proposte con memoria difensiva non notificata alla controparte, sia nell’ipotesi in cui risultino completamente nuove e non ricollegabili ad argomentazioni espresse nel ricorso introduttivo, sia quando, pur richiamandosi ad un motivo già ritualmente dedotto, introducano elementi sostanzialmente nuovi o in origine non indicati, con conseguente violazione del termine decadenziale e del principio del contraddittorio, essendo affidato alla memoria difensiva il solo compito di una mera illustrazione esplicativa dei precedenti motivi di gravame senza possibilità di ampliare il thema decidendum.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Non si possono introdurre nuovi motivi di impugnazione in memoria di replica (non notificata)

26 Apr 2024
26 Aprile 2024

Il TAR Veneto ha affermato che nel processo amministrativo sono inammissibili le censure proposte con memoria difensiva non notificata alla controparte, sia nell’ipotesi in cui risultino completamente nuove e non ricollegabili ad argomentazioni espresse nel ricorso introduttivo, sia quando, pur richiamandosi ad un motivo già ritualmente dedotto, introducano elementi sostanzialmente nuovi o in origine non indicati, con conseguente violazione del termine decadenziale e del principio del contraddittorio, essendo affidato alla memoria difensiva il solo compito di una mera illustrazione esplicativa dei precedenti motivi di gravame senza possibilità di ampliare il thema decidendum.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Incostituzionale la legge veneta sull’edilizia residenziale pubblica che poneva come requisito la residenza in Veneto per almeno 5 anni (anche non continuativi, nell’arco dei precedenti 10 anni)

24 Apr 2024
24 Aprile 2024

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 25, co. 2, lett. a l.r. Veneto 3 novembre 2017, n. 39 (Norme in materia di edilizia residenziale pubblica), nella parte in cui nega l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi, italiano o straniero, al momento della richiesta non sia residente nel territorio della Regione da almeno 5 anni, pur se calcolati nell’arco degli ultimi 10 e maturati eventualmente anche in forma non continuativa.

Il requisito della residenza prolungata nella Regione non presenta alcuna ragionevole correlazione con il soddisfacimento dell’esigenza abitativa di chi si trova in una situazione di bisogno. Anzi, tale criterio contrasta con la circostanza per cui proprio chi versa in stato di bisogno si vede più di frequente costretto a trasferirsi da un luogo all’altro spinto dalla ricerca di opportunità di lavoro. Del resto, la permanenza per almeno 5 anni nella Regione, accertata nell’arco di un decennio, non induce a ritenere che vi sarà un futuro radicamento nel territorio, né serve a valorizzare il tempo dell’attesa nell’accesso al beneficio, esigenza che si può semmai riflettere nell’anzianità di presenza nella graduatoria di assegnazione.

Resta fermo il requisito della residenza anagrafica nel Veneto alla data di scadenza del bando di concorso.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’accordo tra una Regione e una Federazione di professionisti per acquisire prestazioni professionali

24 Apr 2024
24 Aprile 2024

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che l’Accordo di collaborazione stipulato tra la Federazione degli agronomi e la Regione Siciliana, nel quale la prima funge da intermediaria per individuare i professionisti agronomi che lavoreranno per realizzare gli obiettivi di un progetto, non è annoverabile tra i cd. accordi tra PP.AA. di cui all’art. 15 l. 241/1990 e all’art. 6, co. 5 d.lgs. 50/2016.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Pubblicazione sull’albo pretorio e termine per l’impugnazione delle delibere consiliari

24 Apr 2024
24 Aprile 2024

Il TAR Veneto ha dichiarato irricevibile per tardivitĂ  un ricorso avverso due delibere di un Consiglio comunale, presentato da un soggetto terzo rispetto ai destinatari di tali delibere, per essere stato introdotto oltre il termine di 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale del Comune.

La pubblicazione prevista, per le deliberazioni degli enti locali, dall’art. 124 TUEL è rilevante per la decorrenza dei termini di impugnazione da parte dei soggetti non direttamente contemplati, né immediatamente incisi dagli effetti dell’atto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Selezione di progetti oggetto di pubblico finanziamento

24 Apr 2024
24 Aprile 2024

Il TAR Palermo ha affermato che nelle procedure dirette a selezionare i progetti da ammettere a finanziamenti pubblici, la valutazione degli stessi costituisca espressione di un’ampia discrezionalità tecnica, con conseguente insindacabilità del merito delle valutazioni e dei punteggi attribuiti dalla relativa commissione giudicatrice, ove non inficiate da macroscopici errori di fatto, da illogicità o da irragionevolezza manifesta.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le Regioni non possono attribuire autonomamente ad alcuni soggetti la qualifica di agente contabile

24 Apr 2024
24 Aprile 2024

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge calabra che attribuiva autonomamente la qualifica di agenti contabili ai consiglieri di amministrazione e ai componenti del collegio sindacale, nominati dal Presidente della Regione o dai rappresentanti nelle assemblee sociali, delle società partecipate dalla Regione Calabria.

Le Regioni possono unicamente disciplinare l’assetto organizzativo interno della gestione societaria ed eventualmente gli ambiti della delega di amministratori e sindaci, ma non anche attribuire loro la qualifica di agente contabile (ottenendo così anche l’indebito effetto di allargare le ipotesi di giudizio di conto di spettanza della Corte dei conti). L’obbligo di rendere il conto delle partecipazioni sociali regionali dev’essere posto in capo agli Uffici della Regione stessa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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