Quale differenza c’è tra l’ordinario annullamento d’ufficio e i poteri inibitori della SCIA edilizia?

21 Mar 2023
21 Marzo 2023

Il Consiglio di Stato ha offerto una pregevole ricostruzione in materia.

I poteri inibitori della SCIA edilizia di cui all’art. 19, co. 4 l. 241/1990, a differenza del modello generale di annullamento d’ufficio ai sensi dell’art. 21-nonies l. cit., non incidono su un precedente provvedimento amministrativo e, anzi, avviano un procedimento di primo grado.

Il potere di autotutela ordinario è squisitamente discrezionale nell’apprezzamento dell’interesse pubblico; di fronte all’istanza di autotutela del privato, la P.A. non ha nemmeno l’obbligo di avviare il procedimento, ove non lo ritenga opportuno (cd. silenzio non significativo).

Invece, l’inibitoria della SCIA edilizia implica un connaturale obbligo di attivarsi e di rispondere, in senso affermativo o negativo, sicché la discrezionalità risulta piuttosto relegata alla verifica in concreto della sussistenza o meno dei presupposti di cui all’art. 21-nonies l. cit. (cd. autotutela doverosa). Ciò si deve alla disciplina del regime delle tutele accordate al terzo controinteressato in via giurisdizionale.

Nella comparazione degli interessi coinvolti dalla SCIA edilizia, l’intervento repressivo si impone ogniqualvolta risulti chiaro lo sconfinamento rispetto all’ambito definitorio del titolo utilizzato, sicché l’opera sia da considerare sine titulo.

Post di Daniele Iselle

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Pubblicato nel B.U.R. lo schema di Protocollo d’Intesa in materia di edilizia sostenibile e circolare

21 Mar 2023
21 Marzo 2023

È stata pubblicata nel B.U.R. Veneto (Bur n. 34 del 10.03.2023) la D.G.R.V. n. 148 del 24.02.2023, rubricata “Approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa in materia di edilizia sostenibile e circolare tra Regione del Veneto, Ance Veneto, Anpar, Arpav, Confindustria Veneto, Legambiente, Università IUAV di Venezia, Università degli Studi di Padova, per la definizione di proposte operative per l’attuazione dell’economia circolare nel settore dell’edilizia”.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=498273

Post di Daniele Iselle

Alcune criticità a proposito dell’aggiornamento del PGRA per le Alpi orientali

21 Mar 2023
21 Marzo 2023

La Conferenza istituzionale permanente dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, con la delibera n. 3 del 21.12.2021, approvava l’aggiornamento al PGRA, con un provvedimento rubricato “II ciclo Piani di Gestione Rischio Alluvioni. I aggiornamento – Art. 14, comma 3 Direttiva 2007/60/CE. Adozione dell’aggiornamento del PGRA ai sensi degli artt. 65 e 66 del D. Lgs. 152 del 2006 e corrispondenti misure di salvaguardia”, reperibile al seguente link: https://distrettoalpiorientali.it/wp-content/uploads/2020/05/DeliberaPGAAO_21dic2021_3.pdf.

Per quanto riguarda il bacino del Po, si veda il link: https://pianoalluvioni.adbpo.it/aggiornamento-e-revisione-pgra-2021-2027/.

Con riferimento al PGRA 2021-2027 delle Alpi orientali, si segnalano alcune criticità.

Gli elaborati di questo piano si rinvengono al link: https://sigma.distrettoalpiorientali.it/portal/index.php/direttiva-alluvioni/pgra-2021-2027/piano_approvato_2021/. Tuttavia, non risultano più facilmente reperibili gli elaborati che vigevano precedentemente. Come deve fare il tecnico che voglia fare un raffronto? L’unica strada sembra quella dell’accesso agli atti.

L’art. 4 della citata delibera del 2021 stabilisce che, con l’aggiornamento del PGRA, cessano di avere efficacia i Piani per l’Assetto idrogeologico (PAI) presenti nel distretto idrografico delle Alpi orientali per la parte idraulica, nonché i Piani stralcio della sicurezza idraulica, fatto salvo quanto previsto dall’art. 16, co. 5 N.T.A. Si possono preventivare fin d’ora alcune difficoltà di coordinamento intertemporale tra le varie normative.

Infine, sono affidati ai singoli Comuni gravosi e delicati compiti di stima dei rischi connessi ai corsi d’acqua minori.

Post di Daniele Iselle

Un passo avanti verso il Piano paesaggistico regionale

21 Mar 2023
21 Marzo 2023

Si segnala che nel B.U.R. Veneto n. 146 del 06.12.2022, è stata pubblicata la D.G.R.V. n. 1366 del 02.11.2022, rubricata “Approvazione dello schema del Protocollo congiunto e del relativo Disciplinare attuativo tra il Ministero della Cultura e la Regione del Veneto per l’adeguamento dell’Intesa sottoscritta in data 15 luglio 2009 tra il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Presidente della Giunta regionale del Veneto per l’elaborazione congiunta del piano paesaggistico regionale in attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 135, comma 1, e 143 comma 2, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=489503

Post di Daniele Iselle

Il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale

21 Mar 2023
21 Marzo 2023

Il TAR Catania ha affermato che detto provvedimento (così come l’ordinanza di demolizione) non richiede un particolare onere motivazione in ordine all’interesse pubblico, trattandosi di atto vincolato, né è illegittimo qualora non sia preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Appalti e giurisdizione

21 Mar 2023
21 Marzo 2023

Il T.A.R. si sofferma sul riparto di giurisdizione in materia di appalti, evidenziando che il discrimine coincide con la stipulazione del contratto d’appalto.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Il decreto Milleproroghe concede tempo fino al 2023 per iniziare la realizzazione di determinate infrastrutture sociali previa SCIA

20 Mar 2023
20 Marzo 2023

L’art. 10, co. 7-ter d.l. 76/2020, conv. con modd. in l. 120/2020, cd. decreto Semplificazioni del 2020, stabilisce che, fermo restando quanto previsto dall’art. 7 d.P.R. 380/2001, le opere edilizie finalizzate a realizzare o qualificare edifici esistenti da destinare ad infrastrutture sociali, strutture scolastiche e universitarie, residenze per studenti, strutture e residenze sanitarie o assistenziali, ostelli, strutture sportive di quartiere ed edilizia residenziale sociale comunque denominata, realizzate da PP.AA., da società controllate o partecipate da PP.AA. o enti pubblici ovvero da investitori istituzionali ex art. 1, co. 1, lett. k, l, o, r del TUF, sono sempre consentite con SCIA, purché iniziate entro il 31 dicembre 2022 e realizzate, sotto controllo pubblico, mediante interventi di ristrutturazione urbanistica o edilizia o di demolizione e ricostruzione.

Tali interventi possono prevedere un incremento fino a un massimo del 20% della volumetria o della superficie lorda esistente.

I diritti edificatori di cui alla presente norma non sono trasferibili su aree diverse da quella di intervento.

I predetti interventi sono sempre consentiti sugli edifici che rientrano nelle categorie funzionali di cui all’art. 23-ter, co. 1, lett. a, a-bis, b, c T.U. edilizia, ferme restando le disposizioni di cui al d.m. 1444/1968.

Le Regioni adeguano la propria legislazione a questi principi entro 60 giorni; decorso tale termine trovano applicazione diretta le disposizioni del presente articolo.

Restano comunque ferme le disposizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio.

Grazie all’art. 10, co. 11-undecies d.l. 198/2022, conv. con modd. in l. 14/2023, cd. decreto Milleproroghe, la norma sopra riportata varrà per le opere iniziate fino al 31.12.2023.

Post di Daniele Iselle

Nota dell’ANCI sulle novità del decreto Milleproroghe

20 Mar 2023
20 Marzo 2023

Su segnalazione di Daniele Iselle, che sentitamente ringraziamo, pubblichiamo una nota dell’ANCI sulle novità del decreto Milleproroghe di maggior interesse per le Amministrazioni comunali.

nota-sintetica-d.l.-milleproroghe-28.2.23

Il silenzio-rigetto sull’istanza di sanatoria ex art. 36 del DPR 380 del 2001

20 Mar 2023
20 Marzo 2023

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal TAR Roma avverso l’art. 36 T.U. edilizia, nella parte in cui qualifica l’inerzia della P.A. sulla relativa istanza come silenzio-rigetto.

In sostanza, il TAR si chiedeva: perché sull’istanza di condono si formava un silenzio-assenso, mentre sull’istanza di sanatoria un silenzio-diniego? E come fa il privato a difendersi in quest’ultimo caso, in cui non può capire quali profili in fatto o in diritto potrebbero impedire alla sua istanza di sanatoria di venire accolta?

La Corte ha ritenuto che il TAR non abbia adeguatamente approfondito l’attuale interpretazione della norma censurata.

A parere della Consulta, la giurisprudenza amministrativa prevalente qualifica il provvedimento di sanatoria – quale strumento a regime, non eccezionale come il condono – come attività vincolata: pertanto, il privato o dimostra di possedere la cd. doppia conformità (innanzi alla P.A. o al G.A.), oppure non può contare su alcuna discrezionalità da parte del Comune.

Post di Daniele Iselle

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Compiti del RUP e compiti del Dirigente comunale

20 Mar 2023
20 Marzo 2023

Il Consiglio di Stato ha affermato che i compiti del RUP sono diversi e non sovrapponibili a quelli del Dirigente dell’Unità operativa.

Al primo spettano di norma compiti esclusivamente preparatori (individuazione dei controinteressati, avvio del procedimento, comunicazioni, predisposizione dello schema di atto); al secondo compete l’adozione del provvedimento finale, ovvero della sua motivazione e del contenuto dispositivo dell’atto.

Post di Daniele Iselle

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