Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ribadito che, in caso di atto plurimotivato, è sufficiente che sia riconosciuta la legittimità di una sola delle ragioni giuridiche a sostegno del provvedimento per rendere l’atto complessivamente legittimo.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Nel caso di specie, il privato presentava una domanda di concessione edilizia (in variante). La Commissione edilizia comunale esprimeva parere sfavorevole, perché il progetto prevedeva una volumetria complessiva maggiore rispetto a quella autorizzabile.
Il privato invocava la cd. tolleranza di cantiere (in base a una legge siciliana, ma per il resto del Belpaese si veda l’art. 34-bis T.U. edilizia).
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha osservato che si chiama tolleranza di cantiere, e non “di progetto”, proprio perché ha riguardo alla fase esecutiva dei progetti costruttivi assentiti, per scostamenti di lieve entità da considerarsi irrilevanti, quindi non è anticipabile alla fase progettuale.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che il Giudice ha il potere-dovere di qualificare giuridicamente i fatti posti a base della domanda o delle eccezioni e di individuare le norme di diritto conseguentemente applicabili, anche in difformità rispetto alle indicazioni delle parti; egli incorre però nel divieto di ultrapetizione laddove sostituisca la domanda proposta con una diversa, modificandone i fatti costitutivi o fondandosi su una realtà fattuale non dedotta e allegata in giudizio dalle parti.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha affermato che l’eccezione di sopravvenuta carenza di interesse, per rilevare in sede processuale, deve risultare in maniera evidente: essa deve cioè emergere da dichiarazioni provenienti dal ricorrente stesso, oppure deve essere sorretta da una prova logica rigorosa, della quale è onerata la parte che deduca l’improcedibilità.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto evidenzia che la possibilità di poter edificare (oggi) ai sensi della l. R.V. n. 14/2019 (cd. Veneto 2050) costituisce elemento favorevole al fine di verificare la sussistenza dell’interesse a ricorrere nel ricorso avverso il provvedimento comunale che ha confermato l’utilizzo, anche solo in parte, delle premialità di cui al cd. Piano Casa.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha affermato che, nel procedimento di irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, il quale non può essere definito ad istanza di parte, non deve essere rilasciato il preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha ricordato che in occasione della formazione di uno strumento urbanistico generale, le decisioni della P.A. riguardo alla destinazione di singole aree non necessitano di apposita motivazione, oltre quella che si può evincere dai criteri generali di ordine tecnico-discrezionale seguiti nell’impostazione del piano stesso.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha affermato che gli interventi di trasformazione del suolo, quali, ad esempio, la sua cementificazione o lo spianamento di un terreno al fine di ottenerne un piazzale, sono riconducibili entro la categoria della trasformazione edilizia e urbanistica del territorio, in quanto anch’essi creano un nuovo assetto urbanistico e necessitano pertanto di titolo abilitativo. In particolare, un intervento di spargimento di ghiaia, su un’area che ne era precedentemente priva, rappresenta attività urbanisticamente rilevante, nella misura in cui appaia preordinata alla modifica della precedente destinazione d’uso.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Nel caso di specie, il privato impugnava la delibera di Giunta comunale che approvava il progetto definitivo-esecutivo dei lavori di realizzazione di un nuovo blocco loculi nel locale cimitero, lamentando la violazione della competenza del Consiglio comunale (art. 55 d.P.R. 285/1990, Regolamento di polizia mortuaria) e delle distanze minime dal centro abitato (art. 338 r.d. 1265/1934, T.U. leggi sanitarie).
Il TAR Veneto ha rigettato questi motivi di ricorso, poiché la realizzazione del nuovo blocco-loculi all’interno del preesistente perimetro del cimitero fuoriesce dal campo applicativo delle norme invocate, facendo entrambe riferimento ad ipotesi di interventi che comportino un ampliamento del sedime occupato.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha affermato che costituiscono situazioni di affidamento qualificato del privato a una specifica destinazione del suolo, tali da richiedere una motivazione rafforzata in sede di modifica dello strumento urbanistico generale, le convenzioni di lottizzazione, gli accordi di diritto privato intercorsi tra Comune e proprietari, il giudicato di annullamento di dinieghi di concessioni edilizie o di silenzio-rifiuto su domanda di concessione, la modificazione in zona agricola della destinazione di un’area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti