Le reti associative

07 Giu 2021
7 Giugno 2021

Il dottor Alberto Antico, che sentitamente ringraziamo, pubblica un ulteriore post sul terzo settore, riguardante le reti associative.

I precedenti post si possono reperire cliccando la voce “terzo settore” nella colonna delle “categorie” qui a destra

#8 - Le reti associative

Circolare Min. Lavoro n. 2 del 05 marzo 2021

Sul risarcimento del danno della P.A.

07 Giu 2021
7 Giugno 2021

Il T.A.R. ricorda i presupposti giuridici che devono sussistere ed essere dimostrati al Collegio per ottenere il risarcimento dei danni nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Silenzio-assenso sull’istanza di Permesso di Costruire

05 Giu 2021
5 Giugno 2021

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ricordato che, ai sensi dell’art. 20, co. 8 d.P.R. 380/2001, una volta decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove non sia stato opposto motivato diniego, si intende formato il silenzio-assenso sull’istanza di PdC, ma la norma non si applica ai casi in cui sussistano vincoli paesaggistici o culturali, per i quali si applicano gli artt. 14 ss. l. 241/1990, in materia di conferenza di servizi.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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La mozione di sfiducia al Sindaco da parte del Consiglio comunale

04 Giu 2021
4 Giugno 2021

Il TAR Catania ha ricordato che detto atto è caratterizzato da un’elevatissima discrezionalità amministrativa, la cui motivazione può essere anche incentrata su una diversità di orientamenti politici fra Sindaco e maggioranza consiliare e non necessariamente su precise inadempienze del primo. La mozione è sindacabile dal Giudice amministrativo solo in caso di manifesta illogicità o evidente travisamento dei fatti.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Efficacia del giudicato e giudizio di ottemperanza

04 Giu 2021
4 Giugno 2021

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in linea con le conclusioni più recenti della giurisprudenza civile e amministrativa, ha ribadito che il giudicato copre il dedotto e il deducibile in relazione al medesimo oggetto: esso riguarda non solo le ragioni giuridiche e di fatto esercitate in giudizio ma anche tutte le possibili questioni (proponibili in via di azione o eccezione) che, sebbene non dedotte specificamente, costituiscono precedenti logici, essenziali e necessari della pronuncia.

Nel caso in cui il giudice dell’ottemperanza ravvisi comunque uno spazio regolativo lasciato vuoto dal giudicato, dovrà colmarlo non alternando il contenuto del giudicato, bensì integrandolo attraverso l’applicazione dei principi generali dell’ordinamento.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Principi utili in materia di cambio di destinazione d’uso

03 Giu 2021
3 Giugno 2021

Li ha offerti il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, a partire dall’art. 23-ter d.P.R. 380/2001: in particolare, il mutamento di destinazione d’uso di un fabbricato è urbanisticamente rilevante solo allorché comporti il passaggio da una categoria funzionalmente autonoma dal punto di vista urbanistico ad un’altra e si traduca in un differente carico urbanistico.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Sull’acceso agli atti

03 Giu 2021
3 Giugno 2021

Il T.A.R. Veneto si sofferma sulle tre tipologie di accesso agli atti: ordinario; defensionale e civico, chiarendone la diversità dell’ambito applicativo e dei presupposti delle tre differenti forme di accesso.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Tolleranza di cantiere e unità immobiliare

03 Giu 2021
3 Giugno 2021

Il T.A.R. Lazio si sofferma sulla cd. tolleranza di cantiere del 2%, chiarendo la distinzione tra unità edilizia e unità immobiliare. Nello specifico, in presenza di un condominio, la tolleranza esecutiva deve essere calcolata con riferimento al singolo appartamento, anche se l’edificio è stato costruito con un unico titolo edilizio, non essendo corretto considerare l’altezza complessiva del complesso immobiliare, anziché la singola unità edilizia.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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La montagna del Superbonus ha partorito il solito topolino

01 Giu 2021
1 Giugno 2021

C'era di attesa tra gli addetti ai lavori per il nuovo decreto legge, che avrebbe dovuto contenere interessanti novità in materia di edilizia e di abusi edilizi.

Il decreto legge 31 maggio 2021, n. 77, recante "Governance del Piano nazionale di rilancio e resilenza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di  accelerazione e snellimento delle procedure", all'articolo 33 (Misure di semplificazione in materia di incentivi per l'efficienza energetica e rigenerazione urbana) contiene solo alcune modeste e incoerenti disposizioni in materia edilizia.

In pratica l'articolo 33 contiene una disposizione stravagante, che vale solo ai fini del superbonus.

Essa stabilisce che gli interventi edilizi siano assoggettati a Cila (anche quando, in base al DPR 380 sarebbero assoggettati in via ordinaria a Scia o a permesso di costruire).
Stabilisce, inoltre,  che il superbonus si possa applicare anche se l'immobile su cui si interviene presenti abusi edilizi non sanati, ma rimane l'obbligo per il comune di reprimere l'abuso: non ha alcun senso.
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Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-05-31&atto.codiceRedazionale=21G00087&elenco30giorni=false

Decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 

Obscura lex: la definizione di ristrutturazione e il concetto di immobili sottoposti a tutela

01 Giu 2021
1 Giugno 2021

Come noto, l'art. 3, c. 1, lett. d) del d.P.R. n. 380/2001, con riferimento al concetto di ristruttutazione edilizia con demo-ricostruzione in zona di vincolo paesaggistico-ambientale, recita: "Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché, fatte salve le previsioni legislative e degli strumenti urbanistici, a quelli ubicati nelle zone omogenee A di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai piani urbanistici comunali, nei centri e nuclei storici consolidati e negli ulteriori ambiti di particolare pregio storico e architettonico, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche dell’edificio preesistente e non siano previsti incrementi di volumetria".

Orbene, la norma si riferisce solo agli edifici che sono stati puntualmente schedati e/o protetti come tali o, invece, a tutti gli immobili che ricadono nelle aree sottoposte al vincolo paesaggitico?

Sebbene la Circolare a firma congiunta parli di “edifici”, sembrerebbe più corretto interpretare la norma in senso ampio, a prescindere dalla tutela sul singolo edificio.

Tuttavia, Comuni e urbanisti evidenziano che, se interpretata in maniera così ampia, la pressoché totalità degli interventi di demo-ricostruzione in zona di vincolo paesaggistico-ambientale sarebbe da sussumersi nella categoria della “nuova costruzione” anziché in quella di “ristrutturazione”, dato che è quasi impossibile riuscire a mantenere sedime, sagoma/volume pre-esistenti.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato 

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