Il Comune di Spinea ha organizzato per venerdì 24 settembre 2021, ore 9.00 – 14.00, un seminario online, diretto dall'arch. Fiorenza Dal Zotto, sul seguente tema: "Quali norme urbanistiche ed edilizie applicare alla luce della legge statale "di semplificazione" n. 120 dell'11.09.2020 e della legge regionale "cantiere veloce" n. 19 del 30.06.2021?
Relatori: prof. avv. Alessandro Calegari avv. Enrico Gaz dott. Roberto Travaglini avv. Alessandro Veronese
Il T.A.R. si sofferma sul concetto di opera pertinenziale e sul titolo edilizio corrispondente. Nella medesima sentenza il Collegio chiarisce quando è necessario impugnare direttamente e tempestivamente la previsione urbanistica che attribuisce una potenzialità edificatoria ad un lotto.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto in un’articolata sentenza ricorda la normativa regionale, statale e comunitaria che rileva nella regolamentazione delle sale da gioco.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Secondo il T.A.R. Veneto si. Infatti, nonostante ci sia un contrasto in giurisprudenza, tale scelta permette di favorire la partecipazione delle micro e piccole imprese che, solo aggregandosi, riescono a partecipare alle gare cumulando i loro requisiti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel caso di specie il Consiglio di Stato ha riformato una sentenza del TAR Friuli–Venezia Giulia, in cui era stato ritenuto che un intervento edilizio, attuato mediante SCIA, non necessitasse del previo accertamento della compatibilità sismica in quanto tale intervento non aveva carattere strutturale.
Il Consiglio di Stato, al contrario, ha dichiarato che, poiché era stata citata la disciplina regionale sull’edificazione in zona sismica, e poiché in sede di integrazione documentale era stato richiesto il deposito del collaudo statico (dovuto ai fini della concessione dell’agibilità ma mai presentato al Comune, che dunque non l’aveva mai a suo tempo rilasciata), il privato non avrebbe potuto prescindere da tale integrazione. Ragioni di prudenza portano infatti ad evitare di consentire interventi su immobili e strutture che non risultano ancora agibili, specie da un punto di vista statico.
Ringraziamo sentitamente l’ing. Mauro Federici per la segnalazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel caso di specie, i privati perdevano un finanziamento pubblico, poiché il Comune rilasciava i titoli edilizi – necessari per l’ottenimento dei fondi – in ritardo rispetto al termine di conclusione del procedimento, nonché oltre il termine massimo entro cui dovevano essere depositati con la domanda di finanziamento.
I privati promuovevano un’azione risarcitoria per danno da ritardo nei confronti del Comune.
Il TAR Veneto ha rigettato la domanda, affermando che i privati, resisi conto del pericolo di non presentare i titoli edilizi in tempo, avrebbero dovuto proporre un’azione avverso il silenzio-inadempimento ex art. 31 e 117 c.p.a., oppure sollecitare il potere sostitutivo previsto dall’art. 2, co. 9-ter l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha affermato che la vicinitas costituisce una sorta di presunzione relativa del pregiudizio subito, poiché ove vi sia una specifica contestazione della controparte, si dovrà verificare se il pregiudizio esiste davvero. L’onere della relativa dimostrazione spetta alla parte interessata, ovvero al soggetto che agisce, a pena di inammissibilità del ricorso per difetto di interesse.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 14, co. 1-bis d.P.R. 380/2001 nel testo antecedente alla novella di cui alla l. 120/2020.
Nel caso di specie, era illegittimo il PdC in deroga alla destinazione d’uso alberghiera, rilasciato per un intervento di integrale demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico del 70% dell’esistente, in difformità rispetto al precedente edificio quanto ad area di sedime, sagoma, caratteristiche tipologiche ed architettoniche: tale intervento deve qualificarsi come nuova costruzione e, nel testo dell’art. 14 cit. ante riforma, la norma limitava ai soli interventi di ristrutturazione edilizia l’ammissibilità della deroga alle destinazioni d’uso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto, dopo una ricognizione della giurisprudenza euro-unitaria e amministrativa italiana, ha affermato l’incompatibilità con il diritto dell’UE delle norme nazionali che dispongono la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime. La legge italiana de qua deve essere disapplicata e, per l’effetto, l’atto meramente ricognitivo con cui l’Amministrazione in sua applicazione abbia disposto la proroga della concessione, essendo privo di autonoma efficacia, dovrà ritenersi tamquam non esset.
Nel caso di specie, la proroga della concessione e della relativa concessione veniva disposta anche sulla scorta della ritenuta sussistenza di “speciali ed eccezionali circostanze” ex art. 6 r.d. 2440/1923. Rispetto a questa seconda valutazione, la proroga assume natura provvedimentale e sarà passibile di annullamento d’ufficio ex art. 21-nonies l. 241/1990, se del caso previa sospensione ai sensi del precedente art. 21-quater.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha affermato che il parere della Commissione per la salvaguardia di Venezia assorbe ogni altro parere, autorizzazione o nulla osta ambientale, per eseguire opere su zone di rilievo paesaggistico ed ambientale nell’ambito del perimetro lagunare - ivi compresi gli spazi acquei – ai sensi dell’art. 6 l. 171/1973. Tuttavia, resta salvo il potere del Comune di valutare la compatibilità o no del progetto del privato con le disposizioni urbanistiche ed edilizie applicabili alla fattispecie concreta in considerazione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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