24 Febbraio 2020
Nel caso di specie, i privati impugnavano una variante parziale al P.R.G. comunale mirata a creare un nuovo accesso al depuratore comunale facendo valere, tra gli altri motivi, che l’opera progettata violerebbe la distanza minima per gli scavi di natura idrogeologica di tre metri dalle ferrovie ex art. 53 d.P.R. 753/1980.
Il TAR Veneto ha risposto che la questione non rileva in sede di mera adozione-approvazione della variante di piano e approvazione del progetto di fattibilità -preliminare, bensì nella successiva fase di progettazione definitiva ed esecutiva.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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