Sui presupposti del sub-appalto
Il T.A.R. Veneto ricorda che i presupposti del sub-appalto previsti dall’art. 105, c. 2 del d. lgs. n. 50/2016 devono sussistere entrambi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto ricorda che i presupposti del sub-appalto previsti dall’art. 105, c. 2 del d. lgs. n. 50/2016 devono sussistere entrambi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto, in una propria recente sentenza, ha dichiarato che è ammissibile un’attività commerciale volta al fine di gestire le ceneri dei defunti mediante la creazione di aree in cui ospitare le urne cinerarie in cambio del pagamento di un canone annuo.
La decisione è giunta in seguito ad un rinvio pregiudiziale alla CGUE, che ha dichiarato che è contrario al principio di libertà di stabilimento il monopolio nella gestione dei cimiteri spettante ai Comuni, nella parte relativa a resti cinerari. Questo poiché tale monopolio non è fondabile né su ragioni di carattere igienico (le ceneri infatti sono rese inerti dal calore) né di carattere religioso (essendo possibile una migliore comparazione tra interessi pubblico e privato che non quella di creare un monopolio comunale).
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Nel caso di specie, il Comune e il privato sottoscrivevano una convenzione annessa ad un Piano di lottizzazione, nella quale il privato si impegnava a realizzare alcune opere di urbanizzazione, con obbligo di loro successiva cessione gratuita al Comune.
Il privato realizzava, ma non cedeva dette opere.
Il TAR Catania ha esaminato e accolto il rimedio prescelto dal Comune, ovvero l’azione di condanna all’esatto adempimento ex art. 1453 c.c. (fornendo anche alcuni principi sulla diversa azione costitutiva per l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre ex art. 2932 c.c.).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Veneto fa il punto sull’esame di questi due tipi di ricorsi, giungendo a stabilire che, in virtù delle recenti pronunce europee, vi l’obbligo di esaminarli entrambi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Piemonte si è di recente espresso su quale possa essere il fondamento per la legittimazione a ricorrere avverso un provvedimento in materia ambientale.
Il Giudice ha concluso che anche i Comuni su cui non ricade l’intervento ma situati nelle vicinanze sono titolari di un particolare interesse, consistente nei possibili impatti ambientali che potrebbero comunque derivare, conseguenza dell’applicazione del criterio della vicinitas. Inoltre, ha interesse al ricorso anche un Comune che abbia partecipato alla conferenza di servizi, posto che il provvedimento che ne esce è imputabile solamente all’Ente che ha richiesto la conferenza medesima.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Il T.A.R. ricorda che la proposta di aggiudicazione (alias, la pregressa aggiudicazione provvisoria) non è un provvedimento direttamente impugnabile.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Catania ha ricordato la decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all’esproprio comporta l’obbligo, per gli enti preposti, di prevedere per l’area interessata dal vincolo decaduto una nuova disciplina urbanistica, mediante una pianificazione che definisca le condizioni di utilizzabilità del bene.
In mancanza, il privato previa diffida può agire con l’azione avverso il silenzio-inadempimento della P.A. ex art. 31 e 117 c.p.a.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Di recente il TAR Piemonte ha ribadito, in materia di distanze dai confini, che il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno non può essere considerato costruzione ai fini della disciplina delle distanze, e pertanto non richiede il rispetto delle stesse, nemmeno quelle previste dall’art. 873 c.c.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Nonostante manchi un orientamento pacifico in giurisprudenza, il T.A.R. Brescia spiega perché il diniego del titolo abilitativo alla guida deve essere impugnato dinanzi al Giudice ordinario.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
In materia di concorsi pubblici, recentemente il TAR Piemonte ha dichiarato che, nel caso la commissione valutatrice voglia preferire l’aspetto qualitativo a quello quantitativo, deve ben motivare le ragioni per cui effettua tale scelta, in modo da evitare contestazioni in merito all’illogicità della scelta medesima.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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