Chi può disporre la proroga del PUA nel Veneto?
Il Consiglio di Stato ricorda che il potere di disporre la proroga del P.U.A. spetta alla Giunta comunale e non al Consiglio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Consiglio di Stato ricorda che il potere di disporre la proroga del P.U.A. spetta alla Giunta comunale e non al Consiglio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Consiglio di Stato chiarisce che la comunicazione d’avvio del procedimento serve unicamente per creare, ex novo, i vincoli espropriativi e/o per riapprovare il PUA che li prevedeva, ma non per disporre la proroga dello stesso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha fissato alcuni principi utili in materia, alla luce dell’art. 35 T.U. edilizia.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. chiarisce perché l’azione avverso il silenzio è esperibile solo in presenza di interessi legittimi e non di diritti soggettivi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
La legge regionale veneta n. 25 del 16 luglio 2019 contiene norme per introdurre l'istituto della regolarizzazione degli adempimenti o rimozione degli effetti nell'ambito dei procedimenti di accertamento di violazioni di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative.
post di Daniele Iselle - funzionario comunale
Secondo il TAR Brescia sì.
Il Collegio, infatti, dà atto dei due orientamenti vigenti, giungendo a spiegare perché è possibile presentare una sanatoria edilizia anche decorso il termine di 90 giorni concesso dal Comune per demolire l’opera abusiva, unicamente se manca la notifica dell’accertamento dell’inottemperanza da parte del Comune.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Palermo si è allineato al Consiglio di Stato nel distinguere i pareri che assumono natura di atti endoprocedimentali e in quanto tali soggetti all’accesso, dai pareri che non assumendo tale ruolo – in quanto ad esempio volti a delineare strategie processuali, anche solo potenziali – sono sottratti all’accesso.
Nel caso di specie, il TAR ha negato l’accesso agli atti ad una società rispetto ai pareri e alla corrispondenza intrattenuta da un’I.P.A.B. con un architetto e un avvocato, ai fini di un avvio del procedimento.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Veneto ha affermato che se si chiede il condono di un immobile che poi viene radicalmente mutato, la P.A. può rilasciare un diniego, poiché non è più possibile esaminare l’immobile così com’era ai tempi dell’istanza.
Allo stesso modo, se si modifica l’immobile dopo aver ottenuto il diniego di condono fondato su altre ragioni, viene meno l’interesse a impugnare il diniego, perché lo stato di fatto esaminato a suo tempo dalla P.A. non è più attuale.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Veneto chiarisce che, su un immobile oggetto di un condono edilizio non ancora positivamente evaso dall’ente, è possibile eseguire esclusivamente gli interventi di manutenzione e/o conservazione del fabbricato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto ricorda che, in materia di sanatoria/condono, spetta al privato l’onere di dimostrare la data esatta di realizzazione dell’abuso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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