Impugnazione della variante urbanistica e controinteressati
Il T.A.R. ricorda quando sussistono i c.d. soggetti controinteressati nel caso di impugnazione di una variante urbanistica?
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda quando sussistono i c.d. soggetti controinteressati nel caso di impugnazione di una variante urbanistica?
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Palermo ha ricordato che, in base all’art. 7 l. 241/1990, la comunicazione di avvio del procedimento non è dovuta in caso di atti meramente endoprocedimentali, nonché nei procedimenti amministrativi ad iniziativa dei privati.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Una ordinanza del tribunale di Vicenza si occupa di un immobile di proprietà comunale, utilizzato dal gruppo alpini.
La vicenda riguarda un edificio costruito oltre 20 anni per il comune a cura e a spese del gruppo alpini, in forza di una convenzione che prevedeva poi per gli alpini l'utilizzo per 50 anni a titolo di comodato.
In base a un successivo regolamento, l'utilizzo avrebbe dovuto essere disciplinato da un contratto di comodato, che però non è mai stato stipulato, ma gli alpini hanno sempre utilizzato lo stesso l'edificio.
A un certo punto il comune pretende la liberazione dell'immobile e, a fronte della resistenza degli utilizzatori, cambia le chiavi.
Il gruppo alpini esperisce una azione possessoria di spoglio contro il comune, che però viene respinta, con la motivazione che chi utilizza gratuitamente un immobile del comune senza contratto di comodato non si può considerare un detentore qualificato (il quale sarebbe legittimato a esperire una azione possessoria), ma un soggetto che usa l'immobile per mera tolleranza e che non può chiedere tutela possessoria contro il comune.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR Veneto si è di recente espresso in merito alla questione della Superstrada Pedemontana Veneta, respingendo il ricorso proposto avverso una serie di atti, inclusa la concessione tra la Regione Veneto e la società omonima.
In particolare il Giudice Amministrativo ha sottolineato che le modifiche che la ricorrente riteneva costituissero giustificazione per la risoluzione del contratto, in realtà erano state dovute a circostanze sopravvenute non imputabili alla SPV; e la scelta della Regione di mantenere in essere la concessione non è sindacabile dal giudice.
In ogni caso, rileva ancora il TAR, le modifiche apportate dalla Regione non erano di rilievo tale da comportare un mutamento sostanziale della concessione e, quindi, da richiedere l’indizione di una nuova gara: difatti le medesime non comportano un nuovo equilibrio economico dell’operazione a favore della concessionaria, né prevedono una diversa allocazione del rischio. Tali modifiche devono quindi ritenersi legittime.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Il T.A.R. fa il punto sulla legislazione europea e nazionale in materia di trasporti pubblici non di linea nelle acque di navigazione interna.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Si segnala una sentenza del TAR Lazio sulle conseguenze del mancato pagamento del contributo di costruzione nel caso di DIA (SCIA).
Il Giudice Amministrativo ha ricordato che i presupposti affinché la DIA (SCIA) possa produrre effetti sono la sua completezza e la veridicità delle dichiarazioni in essa contenute; e poiché la norma di legge richiama l’obbligo per il soggetto del pagamento degli oneri per poter ottenere il provvedimento; a tale mancanza consegue il mancato perfezionamento della DIA medesima.
Peraltro, il TAR arriva anche ad affermare che non sussiste l’obbligo per la P.A. di esprimersi nel termine di legge, in virtù dell’inefficacia fin dall’origine della DIA (SCIA), e quindi dell’impossibilità che la medesima si perfezioni per silentium.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Una interessante sentenza del T.A.R. Friuli Venezia-Giulia esamina gli effetti della mancata partecipazione o dell’esclusione del promotore dalla gara per l’affidamento della concessione, indetta dall’amministrazione, ex art. 183 comma 15 del Codice dei contratti, sulla base della proposta presentata dal promotore.
In una precedente sentenza (T.A.R. Basilicata, I, Potenza, 27.07.2017, n. 534), peraltro riferita alla disciplina del precedente Codice dei contratti D. Lgs. 163/2016, era stato ritenuto che il promotore non perde il diritto di prelazione, nel caso in cui venga escluso dalla gara.
Altra decisione (T.A.R. Abruzzo, L’Aquila, 13.02.2017, n. 88) aveva ritenuto invece necessaria l’effettiva partecipazione del promotore, ritenendo che l’effettivo confronto concorrenziale sia imposto dal principio comunitario di tutela della concorrenza.
Non risulta che sulla questione si sia già espresso il Consiglio di Stato.
Nella sentenza in commento il T.A.R. Friuli Venezia-Giulia ha ritenuto che la partecipazione del promotore alla gara ed il suo utile collocamento nella graduatoria costituisca “presupposto imprescindibile per poter esercitare il diritto di prelazione”.
A tale conclusione, osserva il T.A.R. Friuli Venezia-Giulia conducono i principi di matrice comunitaria che impongono di assicurare un effettivo confronto concorrenziale, a mezzo della presentazione da parte del promotore di un’offerta tecnica ed economica suscettibile di comparazione con le altre.
Diversamente, osserva la sentenza, si rischierebbe di avallare una lesione della corretta concorsualità e della par condicio, in quanto il promotore potrebbe limitarsi a “partecipare” alla gara a mezzo di un’offerta di mera forma, senza contribuire in maniera effettiva al confronto concorrenziale.
Ringraziamo l’avv. Gabriele Maso per la segnalazione.
Il TAR Catania ha affermato che, in base al principio di autosufficienza, il ricorso introduttivo di un processo amministrativo, nonché gli eventuali motivi aggiunti, devono contenere l’esposizione dei motivi su cui il gravame si fonda.
Nel caso di specie, il TAR ha dichiarato inammissibili i motivi di impugnazione dedotti per relationem, ovvero con richiamo a quelli contenuti in un diverso atto.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
L'avvocato Sara Gobbato, Dottore di ricerca in diritto dell’Unione europea, di BM&A Studio legale associato, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota, che volentieri pubblichiamo, sulla decisione dell'8 gennaio 2019 della Commissione Europea, riguardante gli aiuti di Stato e la tassazione delle Autorità di Sistema Portuale.
Sara Gobbato_Aiuti di Stato e tassazione delle AdSP 5.3.2019
Il TAR Palermo ha affermato che, in merito, sussiste la giurisdizione del G.A., poiché tali delibere appartengono al procedimento amministrativo in cui si forma in capo al Comune la volontà di vendere detti immobili.
Tuttavia, il TAR ha precisato che la delibera a contrarre, così come l’eventuale revoca della stessa, non sono atti immediatamente lesivi, perciò non vi è interesse ad impugnarli.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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