Servizi di trasporto autorizzati e programmati
Il T.A.R. Veneto ricorda la normativa regionale che regolamenta e differenzia i servizi di trasporto autorizzati e quelli programmati.
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Segnaliamo la DGRV n. 780 del 27 maggio 2016, recante "Disciplina delle strutture ricettive complementari. Modificazioni ed integrazioni alla deliberazione della Giunta regionale n. 419 del 31 marzo 2015. Legge regionale 14 giugno 2013 n. 11. Deliberazione N. 24/CR del 7 aprile 2016"
Essa modifica taluni elementi e requisiti dimensionali delle stanze degli ostelli della gioventù, alcuni servizi al turista in unità abitative ammobiliate ad uso turistico e la possibilità di operare la locazione turistica anche di una parte dell'alloggio.
Il T.A.R. Veneto ha annullato l’art. 16, c. 5, dell’Elaborato A “Normativa di Piano” rientrante nell’allegato A del “Piano Regionale di Gestione di Rifiuti Urbani e Speciali” approvato con deliberazione del Consiglio Regionale del Veneto n. 30 del 29.04.2015, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n. 55 del 01.06.15, ove prevede che: “in applicazione del principio di precauzione e a tutela del diritto alla salute e all'ambiente, nelle more del decreto del Ministero dell'ambiente di cui all'art. 184 bis, comma 2, del D. Lgs. N 152/2006, che adotti le misure per stabilire i criteri qualitativi e quantitativi necessari affinché la pollina sia qualificabile come sottoprodotto e, pertanto, nei casi concreti, utilizzabile come biomassa combustibile ai sensi dell'art. 18 della legge n. 96/2010, per un periodo di 24 mesi, non possono essere rilasciati provvedimenti di approvazione dei progetti di impianto di produzione energetica alimentati da pollina, né concesse nuove autorizzazioni all'esercizio dei medesimi impianti”.
In definitiva il Collegio ritiene che la suddetta deliberazione, ove consideri la pollina un rifiuto e non un sottoprodotto, si ponga in insanabile contrasto con la normativa nazionale.
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Il T.A.R. spiega perché nella Regione Veneto spetta al Comune l’adozione dei provvedimenti in materia di rilascio, rinnovo e revoca di concessioni demaniali marittime, nonché quelli collegati al controllo sulle medesime.
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Il T.A.R. Veneto afferma che, se da un lato, il Comune ha un forte potere discrezionale nell’allocazione delle farmacie, dalla’altro lato, deve valutare con attenzione che la scelta allocativa non sia irragionevole e, soprattutto, deve indicare in modo specifico le ragioni che lo portano a non condividere il parere dell’Ordine dei farmacisti.
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Il T.A.R. Veneto afferma che le domande di condono presentate ai sensi della l. n. 47/1985 (c.d. primo condono) e che concernono opere soggette a vincolo paesaggistico-ambientale non sono soggette alla normativa dettata dagli artt. 167 e 181 del D.Lgs. n. 42/2004 perché la legge sul condono è speciale rispetto alla normativa contenuta nel T.U. Ambiente.
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Il T.A.R. Veneto chiarisce che l’art. 83, c. 4 del D. Lgs. n. 163/2006 non impone affatto di predeterminare anche i sub-criteri nell'assegnazione dei punteggi tecnici per ciascuno dei parametri di valutazione riportati nel disciplinare di gara, ma soltanto “ove necessario”.
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Il T.A.R. afferma che il ricorso promosso avverso la Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto che ha approvato il nuovo PRG debba essere considerato inammissibile se il ricorrente non indica in modo puntuale le specifiche lesioni subite, ovvero le norme del piano limitative delle facoltà di godimento della proprietà che si ritengono illegittime.
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Il T.A.R., dopo aver ricordato quando un’offerta possa considerarsi attendibile, afferma che soltanto il giudizio di anomalia con un esito negativo richiede una motivazione stringata.
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Il T.A.R. ricorda che l’azione per ottenere il risarcimento dei danni è autonoma da quella volta ad ottenere l’annullamento dell’atto illegittimo. Di conseguenza il termine prescrizionale della prima comincia a decorrere dal fatto lesivo e non dal passaggio in giudicato della sentenza di annullamento.
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