Il Consiglio di Stato, dopo aver offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto della sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001, ha ricordato che non è possibile (come invece voleva il privato nel caso di specie) presentare un’istanza di sanatoria in cui si dichiara che la doppia conformità ci sarà una volta compiuti determinati interventi edilizi: essa deve sussistere al momento della presentazione dell’istanza stessa.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Catania ha dato atto di un revirement giurisprudenziale sul punto.
L’orientamento passato e oggi minoritario sosteneva che l’istanza di sanatoria rendesse inefficace l’ordine a demolire spiccato, con onere in capo al Comune di emanarne uno nuovo, qualora la sanatoria sia rigettata.
La posizione attualmente maggioritaria afferma invece l’effetto meramente sospensivo dell’istanza di sanatoria sull’ordinanza di demolizione, che quindi riacquista efficacia a seguito dell’eventuale rigetto della prima.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che la deduzione circa l’asserita non eseguibilità della demolizione oggetto dell’ordinanza, senza pregiudizio dell’edificato legittimo, deve essere esaminata nella fase esecutiva dell’ordinanza (su istanza motivata di parte), ma non costituisce elemento o condizione di legittimità dell’ordinanza di demolizione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che l’obbligo di motivazione dell’ordinanza di demolizione deve ritenersi assolto attraverso la puntuale indicazione delle opere abusive, in quanto provvedimento dovuto quale conseguenza automatica dell’accertamento dell’abuso, e non necessita di ulteriore motivazione né sull’interesse pubblico, né sulle norme violate, né sulla comparazione degli interessi pubblici e privati in gioco.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che l’acquisizione del bene abusivo al patrimonio dell’Ente, insieme alla sua area di sedime, è un effetto legale tipico della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione, con conseguente valenza solo ricognitiva del relativo provvedimento comunale.
Si segnala però che sussiste anche un altro orientamento, secondo cui l’acquisizione gratuita segue solo ad un apposito provvedimento comunale di accertamento dell’inottemperanza e di specificazione dell’area che si intende acquisire.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che l’illegittima attività edificatoria dei privati è sempre sanzionabile, qualunque siano il tempo già trascorso e l’entità dell’infrazione, donde l’assenza d’un affidamento, per forza di cose tutt’altro che incolpevole, alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, in forza di una legittimazione fondata sul tempo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Napoli ha ricordato che, ai fini della valutazione di un abuso edilizio, è necessaria una visione complessiva e non atomistica delle opere realizzate, non essendo possibile scomporne una parte per negare l’assoggettabilità ad una determinata sanzione demolitoria, ciò in quanto il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio deriva non da ciascun intervento a sé stante, bensì dall’insieme delle opere.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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Anche il Consiglio di Stato ha ricordato che, al fine di valutare l’incidenza sull’assetto del territorio di un intervento edilizio, consistente in una pluralità di opere, va compiuto un apprezzamento globale, atteso che la considerazione atomistica dei singoli interventi non consente di comprenderne in modo adeguato l’impatto effettivo complessivo.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Napoli ha affermato che l’onere della dimostrazione del tempo di realizzazione di un asserito abuso edilizio incombe in linea generale sul privato a ciò interessato, per il principio di vicinanza della prova.
Tuttavia, si ammette un temperamento di tale regola nel caso in cui il privato porti a sostegno della propria tesi sulla realizzazione dell’intervento prima di una certa data elementi rilevanti, seppure non univocamente probanti (ad esempio, aerofotogrammetrie, dichiarazioni sostitutive di edificazione o altre certificazioni attestanti fatti o circostanze rilevanti). Si deve negare ogni rilevanza a dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà o a semplici dichiarazioni rese da terzi, in quanto non suscettibili di essere verificate.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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Il TAR Napoli ha ricordato che non è configurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di illecito permanente – com’è l’abuso edilizio – che il tempo non può legittimare in via di fatto.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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