Sull’accesso agli atti defensionale
Il T.A.R. ricorda i presupposti giuridici dell’access agli atti defensionale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda i presupposti giuridici dell’access agli atti defensionale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sull’accesso agli atti defensionale previsto dall’art. 24, c. 7 della l. n. 241/1990.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che non è sufficiente impugnare la previsione pianificatori del PRG/PI, se la stessa discenda dagli strumenti di pianificazione sovraordinati, quali PTCP o PTRC. In tal caso, infatti, occorre impugnare tempestivamente anche tali previsioni generali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che il diniego paesaggistico è frutto di discrezionalità tecnica sindacabile solo in presenza di vizi macroscopici di illogicità e/o irrazionalità.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto respinge il ricorso poiché ritiene che, per ottenere il rilascio di concessione in sanatoria, è necessaria la c.d. doppia conformità: l’intervento, infatti, non deve essere contrario alla disciplina urbanistico – edilizia in vigore, non solo al momento dell’istanza di sanatoria, ma anche al momento della realizzazione dell’abuso.
In questo caso, invece, la società non è riuscita a provare quando sono stati realizzati gli interventi.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
Il T.A.R. affronta alcune questioni in materia di appalti: principio di rotazione, frazionamento dell’appalto, proroga tecnica e risarcimento del danno da perdita di chance.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Dott. Ing. Mauro Federici, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota, che volentieri pubblichiamo, in materia di edilizia sismica, commentando la sentenza del TAR Bologna n. 3 del 2002
Qualche volta risulta davvero molto difficoltoso decifrare quello che un giudice scrive in una sentenza.
In data 26 gennaio 2022 abbiamo pubblicato un post intitolato "A cosa serviva la riduzione del vincolo cimiteriale disposta prima del 2022?", preannunciando una successiva nota per chiarirci le idee.
L'esigenza di chiarirsi le idee era nata da un particolare passaggio contenuto nella sentenza del Consiglio di Stato n. 3144 del 2021, nella quale si legge: "20.3.1. Anzi, a tale riguardo va rilevato come “La deroga alla fascia di rispetto dei duecento metri riguardava quindi in passato [ossia, nel testo vigente prima della modificazione introdotta con la L. 1 agosto del 2002 n. 166, art. 28, comma 1,] solo l'ampliamento dei cimiteri esistenti e non anche l’attività edificatoria privata (cfr. per tutte Consiglio di Stato n. 377 del 1995, 23 agosto 2000 n. 4574)” (cfr. Cass. pen., sez. III, 26 febbraio 2009, n. 8626).
Pubblichiamo oggi la nota, che alla fine ridimensiona la portata della sopracitata affermazione contenuta nella sentenza del Consiglio di Stato, ma ovviamente non ha la pretesa di risolvere tutti i dubbi in materia di riduzione delle fasce di rispetto.
In aggiunta va ricordato che per un certo periodo è stato in vigore il comma 3 dell'articolo 57 del DPR 285/1990 (comma poi abrogato dall'art. 28, comma 2, L. 1° agosto 2002, n. 166), il quale stabiliva che: "3. È vietato costruire, entro la fascia di rispetto, nuovi edifici o ampliare quelli preesistenti". Sembra di poter dire che tale comma si riferisse alle fasce di rispetto non ridotte o derogate, altrimenti risulterebbe alquanto arduo ricostruire il sistema.
Dario Meneguzzo - avvocato
La questione decisa dal Consiglio di Stato con la sentenza 3144
Massima della sentenza del Cons. Stato, n. 377 del 1995
sentenza Cassazione penale n. 8626 del 2009
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR Veneto accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla il provvedimento del 13.09.2021 di esclusione della parte ricorrente dalla gara di appalto, in quanto il Collegio ritiene che il mancato adempimento formale alla piattaforma ME.PA. non costituisce causa di esclusione da una gara, anzi, risulta essere in contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione il cui rispetto è imposto ex art. 83, comma 8 c.c.p.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
Il T.A.R. Veneto ha ricordato che, in applicazione dell’art. 3, c. 3 della l.r. Veneto n. 21/2004, nelle zone tutelate dal punto di vista paesaggistico sono condonabili solo gli abusi non valutabili in termini di volume e/o i mutamenti della destinazione d’uso in residenziale che non comportino ampliamenti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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